Terre di Sylva Mala, passione di donna tra il Vesuvio e Pompei

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di Marina Alaimo

Myriam Siglioccola con il delegato Ais Comuni Vesuviani Pasquale Brillante. Alle spalle, il Vesuvio parzialmente imbiancato

Myriam e Kira, due sorelle impegnate nell’ azienda biologica a ridosso degli Scavi

Non è per me una novità passeggiare nei boschetti del Vesuvio calpestando lapilli e pietra lavica, tra profumi di pini ad ombrello e ginestre che d’estate invadono con straordinaria esuberanza l’olfatto e la vista: sono nata da queste parti e da ragazza ci venivo spesso con gli amici per godere delle bellezze del posto. Comunque era da tempo che non ci tornavo e varcare i cancelli dell’azienda Terre di Sylva Mala è stata una forte emozione, la bellezza del luogo è mozzafiato, qui la natura la fa ancora da padrona, alle spalle c’è il Vesuvio, in questo periodo eccezionalmente incipriato dalla neve, la macchia mediterranea circonda i vigneti dai quali si gode una incantevole vista sul Golfo di Napoli e sulla Costiera Sorrentina.
Ci accoglie Miriam Siglioccolo che insieme alla sorella Kira è titolare di questa azienda tutta al femminile, Miriam è un architetto che personalmente ha progettato l’assetto del vigneto, della cantina e della struttura destinata all’accoglienza in modo da non disturbare l’estetica del paesaggio. Ci è riuscita con successo, ha scelto di impiantare pali di castagno anziché  quelli in cemento nonostante fosse consapevole del fatto che hanno bisogno di continua manutenzione, ma in questa famiglia l’amore ed il rispetto per l’ambiente sono una religione. Ci racconta che suo padre Francesco, neochirurgo ed architetto, è un grande amante della natura essendo un ex boy scout convinto. Dopo aver visitato questo terreno rimase folgorato dalla bellezza e decise quindi di acquistarlo così come si compera un quadro d’autore od un gioiello di pregiata fattura. In seguito le figlie sono diventate vignaiole dando vita nel 2000 a questa bellissima azienda vitivinicola di nove ettari ad agricoltura biologica dove piedirosso, sciascinoso, coda di volpe, caprettone e falanghina vengono allevati a contro spalliera. Il terreno è di natura vulcanica, per almeno cinque metri di profondità è costituito da lapilli che lo rendono molto drenante, infatti vi si può passeggiare anche dopo molti giorni di pioggia senza infangarsi le scarpe. Il sottosuolo è ricco di potassio, fosforo e magnesio che nutrono con grande generosità i vigneti che  godono di un’altra grande circostanza favorevole, cioé la costante presenza del vento, tamto che  questa zona è denominata Frùscio. Un vento continuo che impedisce l’attecchimento di parassiti e malattie della vite scongiurando l’impiego di prodotti antiparassitari.
Terre di Sylva Mala, nome acquisito nel Medioevo per la presenza del Vesuvio e soprattutto del brigantaggio, è dedita all’enoturismo, si organizzano visite a cavallo ed in gip per poi godere della degustazioni dei vini  e della cucina di casa dove viene utilizzato olio prodotto dal proprio uliveto insieme ad altri prodotti dell’azienda  come i  pomodorini del Vesuvio, albicocche monacelle e tipici salumi locali.
La cantina dista appena un paio di chilometri dagli scavi di Pompei e dal mare e infatti la visita in azienda è coadiuvata da un giro in barca della costa che va da Napoli a Punta Campanella e sponsorizza ogni anno, insieme ad altre aziende, la Regata delle Torri Saracene che parte da Marina di Stabia ed arriva a Marina di Camerota. Miriam ci racconta con grande entusiasmo tutto ciò, parla dei suoi progetti di miglioramento e del grande impegno che richiede il mandare avanti un’azienda vinicola, le sue mani sono segnate dal lavoro in vigna ed in cantina e le sue parole fanno trasparire una personalità forte e passionale arricchita da sensibilità femminile che indubbiamente rende speciale il risultato del suo lavoro. Terminata la visita dei vigneti ci spostiamo in sala da pranzo, notiamo subito alle pareti dei bellissimi quadri illustranti i vigneti e la natura del Vesuvio abitata qua e là da qualche folletto, sono dell’artista Riccardo Dalisi che da quando ha conosciuto questi luoghi si è ispirato per la prima volta al tema dell’uva.
Degustiamo uno straordinario Coda di Volpe igt Vesuvio, 12 gradi, giallo dorato intenso e cristallino, con profumi di grande impatto ricchi di sentori agrumati, pesca ed albicocca matura, leggiadri ricordi di camomilla e mimosa seguiti da sottili note minerali che si ritrovano piacevolmente in bocca, il gusto è morbido e vivace, da abbinare a verdure grigliate, formaggi freschi e piatti della cucina di mare. L’altro vino in degustazione è il Piedirosso Pompeiano igt 2007, anche questo a 12 gradi,  dal colore rubino molto luminoso e vivace, con profumi intensi di frutti di bosco e rosa fresca e sottili nuance speziate dovute alla macerazione in legno di castagno per quattro settimane, in bocca è molto piacevole, fresco e di buon equilibrio, il piedirosso , qui detto Per’ ‘e Palumm, si presta ad un’ampia gamma di abbinamenti con il cibo grazie alla sua versatilità ed ad un corpo medio. Uno di quei vini rossi che può accompagnare alcuni piatti di pesce dove è presente il pomodoro e comunque più ricchi di gusto e struttura, pertanto scelgo di abbinarlo ad una zuppa di pesce alla napoletana con frutti di mare, gamberi, seppie, calamari, pesci come il coccio o gallinella, merluzzo e, se possibile, scorfano.
Con la 2008 l’azienda si presenta sul mercato anche con due Lacryma Cristi, bianco e rosso. Il modo ideale per festeggiare le prime dieci vendemmie imbottigliate e di cui avremo modo di raccontarvi.

TERRE DI SYLVA MALA di Miriam e Kira Siglioccolo
Creata  nel 1999 da Francesco Siglioccolo
Enologo: Alessandro Mancini
Ettari: 8
CODA DI VOLPE IGT: 11 mila bottiglie annue
PIEDIROSSO IGT: 10 mila bottiglie annue
LACRYMA CHRISTI DOC ROSSO: 2 mila bottiglie annue (prima annata 2008)
LACRYMA CHIRISTI DOC BIANCO: 3 mila e 500 bottiglie annue (prima annata 2008)

Via Fruscio, 2
80042 Boscotrecase (NA)
Tel 081.8289480
Fax 081.5298492
info@terredisylvamala.it
www.terredisylvamala.it

Ascoltate questa bella  poesia su youtube. E’ in dialetto, ma credo si capisca ovunque

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