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Terremoto Sannio: verso la docg Aglianico del Taburno e le doc Sannio e Falanghina

14 maggio 2009

Quattro attuali doc diventano sottozone, il più famoso e venduto vino bianco campano esce rafforzato e tutelato

Finalmente abbiamo la possibilità di scrivere con rinnovato entusiasmo del nostro Sud: il Sannio che ci aveva dato l’amarezza sulle due dop perse dell’olio oggi ci regala una sorprendente schiacciata posizionandosi sicuramente ai vertici normativi del centro Sud. I convegni a cui abbiamo partecipato non sono stati inutili. Incredibile ma vero.
I produttori hanno trovato l’accordo, la Camera di Commercio ha fatto rapidamente propria la proposta e adesso si avvia l’iter che terminerà con il riconoscimento europeo in vista dell’entrata in vigore della famosa riforma Ocm.
Ma ecco le novità

1-Aglianico del Taburno docg
E’ la novità che aspettavamo da tempo e che spesso abbiamo suggerito: il rosso del Taburno fa uno scatto in avanti bruciante, lascia indietro il Vulture troppo dilaniato da campanilismi e si mette alla pari con il Taurasi avendo dalla sua però il vantaggio del rapporto qualità/prezzo.
Erano anni ormai che la crescita dell’Aglianico meno conosciuto in Italia esigeva questa svolta, adesso finalmente ci siamo e siamo sicuri che contribuirà al suo decollo, vista la presenza di una grande realtà come la Cantina del Taburno, di una azienda storica come Ocone e di almeno una ventina di realtà produttive di alto livello.
Dopo il Taurasi, l’Aglianico conquista la sua seconda docg, unico vitigno in Italia insieme al nebbiolo in Piemonte e al sangiovese in Toscana.

2-La doc Sannio
Sarà l’unica della provincia che prevede rosso, bianco e rosato con una eccezionale semplificazione comunicativa e commerciale. Ora sarà più facile per tutti promuoversi e uscire dalle secche di una confusione in cui era davvero difficile entrare nel merito a meno di non essere operatori del settore. Sannio, come Sanniti, il nome di una delle province più pulite e tranquille d’Italia.

3-Nasce la doc Falanghina del Sannio
Qui i produttori del Taburno, che volevano una seconda docg specifica, hanno giustamente fatto un passo indietro che ha reso possibile l’accordo generale. Ora gli appassionati avranno due Falanghine tra cui scegliere, quella dei Campi Flegrei e quella del Sannio. Un argine ai rischi di deprezzamento che per la verità sono stati ben arginati nel corso degli ultimi anni.

3-Le sottozone della doc Sannio
Le altre attuali doc diventano sottozone (un po’ come la situazione che c’era in Costiera Amalfitana): Guardiolo, Solopaca, Sant’Agata dei Goti e Taburno che mantengono così la loro identità e creano, primo caso in Italia, una specifica zonazione territoriale, cosa che ci si sarebbe aspettati invece dall’Irpinia. Gli appassionati dunque non solo avranno dalla loro la doc facile da comunicare, ma anche l’articolazione dei diversi terroir, questi si storici e non inventati, attorno ai quali si è costruito il miracolo degli ultimi vent’anni e che vede grandi realtà operare sul mercato da tempo come la Guardiense, la Vinicola del Titerno, la stessa Cantina di Solopaca.

Il Sannio

Questa svolta merita davvero un brindisi: quando il Sud spunta la claustrofobia da campanile e l’individualismo ha davvero strepitose carte da giocare: tipicità, caratterizzazione, zonazione, buon rapporto tra qualità e prezzo.
Siamo sicuri che questa scelta non potrà che fare ben al nostro amatissimo Sannio.
L’iniziativa che abbiamo anticipato qui sarà presentata domani alle 10 alla Camera di Commercio di Benevento.
Alla conferenza stampa prenderanno parte il presidente della Camera di Commercio, Gennaro Masiello; Antonio Irlando, dirigente Regione Campania Settore Interventi Produzione Agricola; Francesco Massaro, dirigente Stapa Cepica; Domizio Pigna, presidente Consorzio Samnium; Domenico Bosco, responsabile Ufficio Vitivinicolo Coldiretti Nazionale e Michele Manzo, responsabile ISMECERT.