Terrore a Eataly Roma, accoltellato l’executive chef Fabio Nitti

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La barella dentro Eataly

Momenti di terrore poco fa a Eataly dove è l’executive chef Fabio Nitit è stato ferito a coltellate. Per fortuna le sue condizioni no sono preoccuppanti.

L’autore del gesto è un giovane afghano di 25 anni che ha lavorato nella struttura da cui si era allontanato. Completamente fuori di se ha aggredito l’excutive.
L’uomo fermato dalla polizia, portato in commissariato e la sua posizione è al vaglio.

Fabio Nitti

Da una prima ricostruzione degli investigatori, il ferimento è nato dopo una lite con un cuoco. Per sedarla sarebbe intervenuta la guardia giurata che è stata a sua volta ferita.

I due feriti sono stati trasportati dal 118 in ospedale per tagli alle braccia alle braccia, ma non sarebbero in gravi condizioni.

L’ambulanza davanti a eataly Roma

Secondo le testimonianze, l’accoltelaltore era completamente fuori di se e sono stati necessari quattro agenti per fermarlo.

 

10 commenti

  • Marco Contursi

    (30 ottobre 2014 - 23:21)

    Perché un afgano fa piatti italiani a Eataly?e poi hanno bocciato curricula di persone che conosco….

    • Federico

      (31 ottobre 2014 - 00:22)

      Innanzitutto dispiace per l’accaduto… cmq penso che sia parte dell integrazione al lavoro e scelte aziendale.. xò come si dice a pensar male si fa peccato (….) , quindi non vorrei pensare che ci sia qualche legge appunto per favorire l’assunzione di personale extracomunitario.! ;)

      In ogni caso, quanto successo, poteva accadere a chiunque, anche viceversa oppure anzichè afgano poteva essere italiano.. Insomma molte delle “disgrazie” e “follie” in comune hanno solo la mente umana, per il resto si differenziano da colori e razze.. ergo i 5 minuti possono venire a tutti..! Questo ha un pò esagerato…

    • Giancarlo

      (31 ottobre 2014 - 08:23)

      Che bel discorsetto alla Salvini.evidentemente sarà il lavapiatti o qualche altro sguattero.non credo che la narrazione farinettiana contempli extracomunitari nei lavori “a vista”

    • Giancarlo

      (31 ottobre 2014 - 08:23)

      Che bel discorsetto alla Salvini.evidentemente sarà il lavapiatti o qualche altro sguattero.non credo che la narrazione farinettiana contempli extracomunitari nei lavori “a vista”

  • Marco Contursi

    (31 ottobre 2014 - 10:43)

    Sbagliato,molti lavoratori a vista sono extracomunitari….ma non sarebbe un problema se non fossero chiamati a cucinare italiano in un tempio dell italian style.

  • Alberto

    (31 ottobre 2014 - 11:39)

    A parte che un afgano preparato può tranquillamente cucinare italiano, MEGLIO di un italiano non altrettanto preparato… ma ad oggi, di NON italiani (comunitari o meno che siano) nelle cucine italiane ce ne sono tanti… tantissimi… molti molti di più di quello che si vuol credere… anche anche nelle cucine che espongono “marchi di tipicità”…

    • tony irollo

      (31 ottobre 2014 - 15:45)

      Dissento nel modo più assoluto nessun chef al mondo può cucinare italiano meglio di uno chef italiano chi non vive la cucina ogni giorno non può capire …..anche noi italiani non riusciamo mai a fare buonissimi piatti di un’altra nazione e tutto ciò è nel proprio essere di cuoco,la verità assoluta in questo caso come in tanti altri è che non li pagano niente o molto poco perciò li prendono……………………………………..

  • Nicola Pirozzi

    (31 ottobre 2014 - 13:12)

    “….Lo straniero alla polizia racconterà una storia di mobbing: “Mi trattava male, mi prendeva in giro e per questo sono stato costretto a dimettermi” ma il suo lavoro gli piaceva e cercava di farlo meglio possibile, così cresceva la rabbia. Una rabbia che è improvvisamente scoppiata correndo dietro allo chef con un coltello in mano tra le urla e la paura dei clienti e dei dipendenti……” Sarebbe opportuna una inchiesta giornalistica oltre che riportare le notizie da varie fonti. Non trovi!? Sulla falsariga di Fabrizio Gatti, “infiltrandosi” in questo mondo molto poco conosciuto ed altrettanto chiacchierato di tutte le catene di distribuzione da Eataly ai tanti Carrefour. Mi giungono “sussurri” di comportamenti da “caporalato” dei “responsabili” (caporeparti si diceva una volta) delle unità di lavoro, soggetti sottoposti ad una formazione, da queste organizzazioni, che farebbe arrossire Heinrich Himmler, tanto per essere chiari. Far finta di nulla comporterà altri episodi del genere e altre conseguenze, irrimediabili, di cui tutti abbiamo quote di responsabilità.

  • antonio

    (31 ottobre 2014 - 19:48)

    può succedere dappertutto, succede ogni giorno e ne leggiamo a quintali di pazzi e e fuori di testa………sicuramente a Eataly spiacerà questa cosa soprattutto perchè scalfisce la lastra di ipocrisia e perbenismo della nuova “favola italiana”…….

  • luca

    (1 novembre 2014 - 10:58)

    mi e’ capitato di lavorare con questi ext.comu. e mi sono reso conto che veramente fanno una vita di merda,sottopagati avoglia a dire che stanno meglio di noi.
    la realta e’ che assumere personale di cucina oggi non e’ facile,gli italiani ”costano” quindi si ripiega su expat programmati per spadellare,e alla fine ne vade la qualita di quello che si va a vendere al cliente.
    cmq come gia detto accade in qualsiasi settore…
    anyway stay human
    saluti da dubai

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