The best of Vitigno Italia 2006


I miei dodici assaggi preferiti

Vitigno Italia si chiude con un bilancio davvero positivo, lo scrivo senza lasciarmi influenzare dall’amicizia con Chicco De Pasquale, Andrea Romano e Donatella Bernabò che ha curato l’ufficio stampa, tantomeno dallo spirito campanilistico che a Napoli è sempre, per fortuna, un po’ fuoriluogo. Sul piano giornalistico e della comunicazione, sicuramente è stata una opportunità per lavorare e trovare chicche che difficilmente è possibile scovare nel Mare magnum di Verona dove l’attenzione è in genere concentrata sui grandi nomi che presentano le novità. Bisogna forse un attimo ripensare alla data, perché no a novembre quando le grandi aziende presentano i rossi e possono stare sul mercato con dei bianchi equilibrati mentre gli operatori del settore sono più liberi? Credo inoltre sia molto positiva l’intenzione dei promotori di trasformarlo in Vitigno Sud: la strada per una fiera è sicuramente la specializzazione, dunque vale la pena di concentrare i proprio sforzi in un ambito nel quale nessuno ancora si muove e mai potrà farlo, neanche quando la Fiera di Roma sarà realmente operativa e proporrà la sua manifestazione. Infine gli sforzi e gli investimenti fanno sicuramente accentuati sull’aspetto dei buyers e della stampa specializzata che opera sulla rete e nelle riviste, quella generalista si occupa di un fenomeno solo quando è già maturo, mentre al contrario, gli esperti sono indifferenti al dimensione data dai media al segmento di cui si occupano. Faccio un esempio: oggi la tendenza gira con prepotenza verso i vini biodinamici, non c’è collega straniero che non si fiondi appena ha notizia di una azienda che esca dai canoni classici imposti dalla tendenza degli anni ’90. Eppure sui giornali generalisti o in tv di tutto questo ancora non si parla. Quanto al resto credo che ci sia poco da aggiungere: l’organizzazione è stata perfetta, gli operatori che ho interpellato si sono dichiarati più che soddisfatti perché hanno lavorato bene, lo spazio Cooking&Wine ideato da Luigi Cremona e Lorenza Vitali è stato una grande evento nell’evento al quale hanno partecipato alcuni tra i più bravi chef italiani e della Campania, la comunicazione è stata sobria, equilibrata, ben impostata sui fatti. Il sostegno annunciato dalla Regione sarà massiccio, credo sia giusto concentrare le ingenti risorse su una segmento della filiera agroalimentare campana che in questi anni è molto trendy e tira la volata a tutto il resto. Da sola la Campania è un grande polo di attrazione per esperti e appassionati, una cosa inimmaginabile appena cinque anni fa, se si riesce a creare un buon collegamento con la Sicilia e la Puglia la scommessa è vinta. Chi vivrà, berrà.
Ma veniamo al sodo. Vi cito alcuni assaggi che mi sono particolarmente piaciuti, al netto di vini di cui parliano qui con le schede mie, di Fabio, Francesco e Pasquale.

Le More Castel del Monte riserva 2001 doc
Santa Lucia
Un grandissimo nero di Troia che già mi aveva colpito in anteprima e che giudico in questo momento il miglior rosso del Sud

Aglianico del Vulture 2004 doc
Grifalco
Il rosso di un toscano che ha chiuso l’azienda a Montepulciano e ne ha aperto una nella splendida Melfi di Federico II. Scheletro e muscoli del Sud, maquillage toscano per un prodotto vicino alla perfezione.

Pratoasciutto 2003 Monferrato doc
Tenuta Grillo
Dolcetto piemontese con l’anima del Sud di Guido e Rita Zampaglione

Nero di Troia 2003 Canosa doc
Cefalicchio
L’azienda della famiglia Rossi è biodinamica dal 1992. Bellissima espressione di territorio, riconoscibile.

Primitivo di Gioia del Colle 2004 Puglia igt
Cristiano Guttarolo
Una salernitano in trasferta che ha valorizzato il terreno dopo aver fatto un corso con Terre di Vino. Bella frutta.

Tintilia 2005 Molise doc
Catabbo
Nuova azienda non lontano da Campomarino dove lavora il bravissimo Goffredo Agostini.

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Opis Riserva 2000 docg
Farnese
Un esempio di gusto internazionale di straordinaria eleganza, dopo il Nero di Troia di Santa Lucia il rosso che mi è piaciuto di più.

Balbium 2003 igt
Terre di Balbia
Gianni Venica volge sull’eleganza i potenti gaglioppo e magliocco dell’annata tropicale. Anche in questo caso bella frutta.

Lacryma Christi Rosato doc
Sorrentino
Bellissima e plastica esecuzione per un vino da lanciare questa estate.

Tramonti rosato 2005 doc
Apicella
Ma come fa, ma come fa? Pressatura soffice e buona uva (tintore e piedirosso) a piedefranco.

Tenuta Frassitelli 2005 Ischia doc
Casa D’Ambra
Questa non è una novità, ma la bottiglia di Andrea ogni anno ci stupisce e non posso fare a meno di citare.

Pallagrello bianco Terre del Volturno 2005 igt
Le Cantine di Hesperia
La giovanissima Anna della Porta ha preso le misure con questo vitigno e ci propone una versione elegante di una annata difficile