The Best World’s 50 restaurant: di Enzo Vizzari! Sull’Espresso i migliori locali del mondo in questo momento


Enzo Vizzari

Ricordate la polemica sui World’s 50 restaurant lanciata da Enzo Vizzari?

Bene, ora sull’Espresso fresco in edicola c’è il suo elenco. Non una classifica, si badi bene: ma semplicemente la mappa di quelli che sono, a suo giudizio, i migliori ristoranti del mondo. C’è una differenza fondamentale: per scriverne, li ha davvero visitati tutti.
La Nuova cucina Italia

Le Calandre
Combal.Zero
Cracco
Duomo
Osteria La Francescana
La Torre del saracino
Uliassi
Villa Crespi

Alta Sperimentazione

Le Chateaubriand, Parigi
Restaurante Guggenheim, Bilbao
El Poblet, Denia, Spagna
Hibiscus, Londra
La Madia, Licata
Momofuku, New York
Noma, Copenaghen
Poom, Seul
Trio Restaurant, Malmoe, Svezia
Ze Kitchen Galerie, Parigi
Piazza Duomo, Alba
Reale, Rivisondoli

I Classici contemporanei

Alan Ducasse au Palza Athenee, Parigi
L’Ambroisie, Parigi
L’Arnsbourg, Baerenthal, Francia
L’Arpege, Parigi
Asador Etxbarri, Axpe Spagna
L’Atelier de Joel Robuchon, Parigi
Le Bernardin, New York
Georges Blanc, Vonnas, Francia
El Bulli, Roses
Can Fabes, San Celoni, Spagna
El Celler de Can Roca, Girona, Spagna
Le Cinq, Parigi
Dal Pescatore,Runate di Canneto sull’Oglio
Daniel, New York
Enoteca Pinchiorri, Firenze
The Fat Duck, Bray, Inghilterra
Pierre Gagnaire
Le Louis XV, Monte Carlo
Maison Troisgros, Roanne, Francia
Martin Berasategui, Lasarte, Spagna
La Pergola, Roma
Per se, New York
Restaurant de l’Hotel de Ville, Crissier, Svizzera
Vissani, Baschi

Austral-Asia

Iggy’s, Singapore
Joel Robuchon, Tokyo
Koju, Tokyo
Quintessence, Tokyo
Sushi Mizutani, Tokyo
Tetsuya’s, Sydney

Sin qui la lista di Vizzari a cui ha collaborato Eleonora Cozzella. Il testo che accompagna ogni ristorante, cinquanta piccoli grandi esempi di sintesi, ve lo andate a leggere sull’Espresso. Così, giusto per evitare una citazione per violazione dei diritti d’autore:-)
A differenza della classifica Pellegrino, ferma al Po, qui giustamente si scende sino in Sicilia e tutto appare molto più equilibrato.

29 Commenti

  1. Assolutamente d’accordo con lei Luciano. Il Nostro ha semplicemente ben georeferenziato i locali in una lista davvero curiosa.

    In fondo, gli ispettori o esperti o ancora rappresentanti del gruppo S.Pellegrino avevano a disturbo lambire certe localita’…sia mai creare scompensi a amici ristoratori!!!

    Interessante l’inserimento del Reale nella sezione “Alta sperimentazione”.

    Felice proseguo,
    Bf

    1. Sarei curioso di sapere se questa è una indicazione per la prossima Guida Espresso. se così Reale sarà al top in Italia

  2. Desta sospetto la presenza di Chateaubriand, simpatico neo-bistrot che frequento da anni (era buono anche prima che arrivasse Aizpitarte), attualmente anche creativo, che amo molto ma che non ha assolutamente ragione di essere in classifiche dei top 50 mondiali, direi che è ASSURDO. Il Chievo è arrivato in serie A giocando come i grandi, Chateaubriand è interessante e molto buono ma solo a Parigi ci sono almeno 20 locali di qualita simile e altri 20 di nettaqmente migliori. Per dire, perché lui e non L’Ami Jean? Credo che l’influenza della famigerata lista dei 50 sia ormai confermata anche nelle liste dei copioni.

    Notevole l’assenza di Carme Ruscalleda.
    Strana la presenza di Can Fabes, che di contemporaneo ha ben poco.
    Incomprensibile la presenza del ristorante del Guggenheim di Bilbao, non molto buono e dal servizio inetto.
    Inspiegabile l’assenza di L’Astrance di Pascal Barbot, o del Petit Nice di Passedat.
    Assurda la presenza di Georges Blanc, locale orrendo kitsch (quadri di velluto) con cucina non certo da 3 stelle e con ZERO di contenuto contemporaneo.
    E Thierry Marx, Michel Bras? E……….

    1. Se non conoscessi Mike come esperto food-journalist penserei che abbia pranzato al bistrot del Guggenheim invece che all’apprezzato ristorante di Alija, dove ricordo piatti eccezionali e servizio non perfetto ma di alto livello. Peraltro al bistrot non si mangia affatto male, visto che c’è la supervisione dello chef titolato e visto soprattutto la modica spesa… Sono invece d’accordo sullo Chateaubriand, mai coperto (e ne faccio ammenda), ma impossibile da mettere con i grandi succitati.

      1. Stavo per fare la stessa valutazione.
        Io al Guggenheim ho fatto una esperienza eccezionale,
        superiore a quella di altri blasonatissimi e superstelati locali baschi

        1. Quali blasonatissimi baschi?
          Spero non il Mugaritz, altrimenti ti tolgo il saluto.

          Giovanni

  3. Accidenti, avevo la copia pochi minuti fa nella cassetta della posta e l’ho gentilmente donata alla mia Compagna…..leggerò stanotte.
    .
    Un primo sintetico commento: non è detto che ci debba essere per forza un equilibrio geograficamente corretto. Rimane il fatto che nel caso dell’altra classifica effettivamente mancassero degli esempi meridionali assolutamente meritevoli. Spicca la meritatissima presenza del Reale e de La Madia.
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    Vissani, il Maestro, non poteva non mancare. Su Gennarino è meglio che taccia altrimenti poi dicono che mi paga per fargli troppa pubblicità.
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    Posso esprimere anche un sincero sentimento di assoluta invidia per Vizzari che è in grado di stilare questa classifica? Già, perchè mi chiedo se riuscirò mai, nella vita, a girarmeli tutti almeno una volta…….me ne mancano solo qualche decina……
    .
    Ciao

  4. Mike è una classifica personale non una Bibbia ergo ognuno la vede in modo diverso.Ognuno ha i suoi parametri e i suou gusti.A Vizzari piacciono questi,a Lei altri,a Me altri ancora e via discorrendo…………

  5. Fat Duck, El Bulli, Pierre Gagnaire insieme a Dal Pescatore, Troisgros, Enoteca Pinchiorri? l’idea del classico e contemporaneo passi pure ma é l’essenza pura della soggettività.
    a me pare siano locali e cucine totalmente diverse.

  6. E’ vero che, ora che ho letto l’articolo, si tratta dunque di “una selezione di ristoranti di qualità vera…. Non è una classifica, sono cinquanta mete collaudate”

    Ma poi Vizzari segue a scrivere “le assenze non sono dimenticanze, sono scelte”. Allora permettetemi di parlare di dimenticanze, perché ce ne sono… :-)

    Quando uno crea una lista e la pubblica, lo fa perchè in qualche modo vuole essere Bibbia.

    Strano pure il concetto di “Nuova Cucina Italiana…. oggi al vertice, regge il confronto con la Francia e surclassa la Spagna, che è anche stata sopravvalutata da chi ha identificato il nuovo con il buono, e lo spettacolo con la qualità.”
    Un nazionalismo che nella cucina, nel terroir, nel mondo delle cose buone non ha senso.

    Ma allora perché persistere a segnalare El Bulli, che ormai è in decadenza, puro spettacolo di fin de régime, a corto di idee al punto di chiudere; che Adrià sia il genio culinario in assoluto degli ultimi 20 anni, non ho dubbi. Ma ormai proprio lui fa piatti spettacolo per “épater les bourgeois”, mentre Joan Roca e Carme Ruscalleda impiegano le tecniche di Adrià per creare gusto, per esaltare il terroir e le produzioni locali, per creare sensazioni pur rimanendo ancorati alla sana idea di “mangiare” e alla dinamica di un pranzo o cena che ha un inizio, un culmine e una fine e non una monotona sequenza atona di sensazioni pasticciate. Questi catalani mettono la tecnica al servizio del buon gusto e non al di sopra di tutto.

    Incoerente a mio avviso mettere pure l’invidioso Santi Santamaria, che fa dell’anti-Adriànismo una religione, un vero esempio di disonestà intellettuale con le sue assurde accuse sugli additivi alimentari.

    Ma come dice Marco, de gustibus non est disputandum…

    1. “Quando uno crea una lista e la pubblica, lo fa perchè in qualche modo vuole essere Bibbia.”

      Non sono assolutamente daccordo. Può semplicemente essere un’espressione scritta dei propri gusti, senza alcuna pretesa di universalità.
      .
      Ciao

        1. Cosa centra da chi è scritta ?
          Certo, se è scritta da Vizzari e non da Vignadelmar assume una maggiore autorevolezza e credibilità, ma siamo comunque ben lonani dalla presunzione di definirsi Bibbia e Universale.
          .
          Rinforzo il concetto, semmai sono i lettori a dargli determinati connotati di credibilità ed universalità, non certo il mero fatto di essere scritta e pubblica.
          .
          Ciao

          1. Dai Vigna, se Parker fa una lista ha ben pretesa di essere Bibbia, anche se protesta di no, o no?
            Mentre se la scrivo io non è nemmeno l’Apocalisse.
            :-)

  7. @eggi . questa volta non sono d’accordo con te eggi. classici contemporanei : se lo e’ ducasse lo e’ anche l’enoteca pinchiorri e pure il pescatore . dove trovi la dissonanza ? nel bulli ? io no. in realta’ adria’ e’ un classico, di se stesso. la comtemporaneita’ e’ ovvia in lui ma il tempo passato lo rende anche classico . insomma maffi due dice a maffi uno . ” dove andiamo stasera a cena ‘ da el bulli risponde l’altro. certo e’ un “classico ” annuisce ll gemelllo. questo e’ in spiccioli secondo me il senso di quelle unioni. vissani e’ CHIARAMENTE un classico: tu vai la’ e trovi la cacca di panda ( e’ una battuta ovviamente ) abbinata al gambero del fiume serio e la banana di mosca, ovviamente tutto buonissimo. se tu andassi da lui e trovassi la passatina di ceci e gamberi lo ‘ fanculi immediatamente. quindi la sua cucina e’ classica, rispetto a se’ stesso.

    @ tommasi . scusami il concetto di nuova cucina italiana rispetto al resto del mondo mi pare chiaro. eravamo impastati fra spagna e francia. poi se ne esce bottura con una tagliatella o un tortellino che si fottono tutte le tagliatelle e i tortellini dell’antica cucina italiana o uliasssi con le sue meraviglie antiche rivedute e “scorrette” o gennarino con quella sua pasta mischiata che la fanno tutti si ,ma nessuno come lui ( a proposito gennari’ quest’anno mi permetto di dirti non solo che ti voglio umanamente benissimo ma anche occhio : ti ho visto un pelo sotto le magnificenze di sempre.

    poi ,siccome non voglio fare il difensore d’ufficio di uno che si diverte di piu’ ad essere attaccato :-) , ma in buona fede, io l’ambroisie non l’avrei messo proprio : quando ci sono andato io i PIATTI CHE VOLEVO NON C’ERANO e quindi per me : non pervenuto.

    ma son pareri come tutto in questa guida che , non sono d’accordo con vigna ,e’ chiaro che ha la GIUSTA pretesa di essere un po’ la bibbia. ci mancherebbe pure che vizzari non avesse tale autostima di se’. c’e’ gente che si stima tantissimo e forse mangia in certi ristoranti 5 volte l’anno :-)

    1. é vero. ogni cuoco attinge da un passato classico, ma lui interpreta il presente e noi lo possiamo conoscere solo nella sua versione contemporanea. la contemporaneità é il presente in gastronomia. io non conprendo neanche il concetto di ‘nuova cucina Italia’ … quale era quella vecchia? la vecchia cucina sarà pur stata giovane… o era già vecchia quando é nata. maffi non so se si é capito io con le liste ho difficoltà di approccio.

      1. allora facciamo cosi’, eggi : prendiamoci tre mesi sabbatici e giriamoceli tutti. cosi’ ci facciamo la lista EGG’& MAFFI . vedrei che quella ti urtera’ meno :-)))

        per il finanziamento dell’impresa sono indeciso : io provo col pignataro ma sara’ dura , forse tu con la san pellegrino ?

    2. …no, sto con Vignadelmar: Bibbia neanche per sogno,semplicemente la “mia” lista

      Enzo Vizzari

      1. Ma è chiaro che da parte tua non c’è l’ “animus ” di srivere una Bibbia, ma lo diventa perchè a scriverla non è una persona qualunque…e poi non credo che in presenza di critiche tu sia disponibile ad autosconfessarti!!!

    1. Certo che e’ in Svezia: clamoroso errore di trascrizione! Come e’ sbagliata la didascalia “Pecaud” e manca la dida sotto foto e piatto di Quique Dacosta…Per essere precisi.

  8. Manca il Mugaritz.
    E a Tokyo io ho trovato più artistica la cucina del Ryugin di quella, ad esempio, pur eccellente, del Kojyu.
    A Sydney mi è piaciuto più il Quay che Tetsuya (ma entrambi non sono da top 50, per me).

    Giovanni

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