di Pasquale Carlo
La valle vitulanese è senza dubbio una delle aree più suggestive del Sannio. Terra particolarmente ricca; celebre in tempi antichi soprattutto per la preziosa presenza di santuari ed eremi che hanno custodito le santità di personaggi come San Menna di Vitulano (vissuto nel VII secolo); rinomata in tempi più recenti, come nel secolo XIX, in particolar modo per la produzione dei famosi marmi impiegati dai Borboni per decorare la Reggia di Caserta ed il Palazzo Reale di Napoli e utilizzati anche nelle maggiori capitali europee. Oggi vale la pena visitare questa valle non solo per le ricchezze ambientali ancora intatte ma anche per la bontà di un bacino enogastronomico senza eguali.
Su questo sta lavorando la Condotta Slow Food del Taburno guidata da Gaetano Palumbo. E come sempre succede quando si è particolarmente attivi su un territorio inizia ad innescarsi un lavoro sinergico. Così come è successo nel caso della serata andata in scena a Villa Pastenella (www.villapastenella.it), suggestiva struttura di Tocco Caudio attiva da poco più di un anno.
I titolari, Renato Pirone e la moglie Tiziana, insieme a Slow Food ed all’Associazione Aglianico del Taburno, presieduta da Patrizia Iannalle, e grazie al lavoro di amalgama di Ivana Limata, hanno chiamato a raccolta amici ed ospiti per una serata con protagonisti i prodotti del territorio ad andatura “slow” ed i vini prodotti da vitigni autoctoni dell’areale del Taburno.
In passerella sei piatti e cinque vini. Avvio con Tortello di zucca in fumetto di bottarga in coppia con Taburno Coda di Volpe 2010 di Fattoria La Rivolta. A seguire Sfilettato di pesce di giornata con patate di montagna e Taburno Falanghina Biancuzita 2008 di Tore a Oriente; ancora Verdure di stagione (cime di rapa in crema di tartufo, broccolo romano all’aglianico e friarielli napoletani piccanti) con Aglianico del Tabuno Rosato Ma’Rosa 2010 di Nifo Sarrapochiello; è stata poi la volta della Caramella al tartufo e castagne con porcini, in abbinamento sempre al rosato di Lorenzo Nifo; proposta di carne con lo Stinco di maiale in glassa vegetale con chiodini, il tutto innaffiato dall’Aglianico del Taburno riserva U’ Barone 2008 di Torre a Oriente; pre-finale con sbalorditivi formaggi abbinato all’Aglianico del Taburno riserva D’Erasmo 2007 ancora di Nifo Sarrapochiello; chiusura con Amaretti sardi e dolcetti al cioccolato e Aglianico Beneventano passito Lino delle fate de La Dormiente.
- I formaggi
Risultato: serata eccezionale per la cordialità dei padroni di casa, per l’organizzazione di Ivana e per la piacevole compagnia degli amici produttori. Unico rammarico che tutto si è svolto di sera, quindi non si è avuta la possibilità di ammirare uno scenario ambientale di grande suggestività.
A cominciare dal non lontano vecchio agglomerato di Tocco Caudio, un paese definitivamente abbandonato dopo il sisma del 1980. La speranza è di ripassare per Villa Pastenella nei prossimi mesi invernali, magari godendo di un paesaggio innevato, come spesso succede da queste parti.
DUE PAROLE SUL PROGETTO DELL’AGRIOSTERIA VILLA PASTENELLA
Renato e Tiziana, napoletani doc, vengono attratti da questo territorio e nel finire del decenni scorso decidono di mollare tutto. Renato, agente di commercio, e Tiziana, architetto, scelgono di dare vita ad un sogno: offrire una ospitalità diversa dai tantissimi attrezzati agriturismi che abbondano nell’areale del Taburno.
Un posto dove coccolare gli ospiti, farli innamorare di un territorio che loro hanno subito amato. Non solo cucina, dove si punta anche al pesce visto il loro luogo di provenienza, ma relax e cultura immerso in tanto, tanto verde. Il ristorante è ospitato in una preesistente casa colonica, ampliata e ristrutturata grazie ad un progetto di Tiziana. Intorno un piccolo appezzamento di soli 12.000 metri quadrati di terra, organizzata in terrazzamenti, dove si coltiva un po’ di tutto: dagli ortaggi alla frutta secca.
A completare l’offerta della cucina i salumi di maiale, i polli, i conigli, i formaggi di capra e di pecora che vengono acquistati da allevatori e pastori di Tocco Caudio. Tutto quel che resta di un paese che proprio grazie all’attrazione turistica potrebbe scrivere la parola fine ad una storia segnata ancora oggi da una forte emigrazione.






























[...] promesso durante la serata di novembre quando s’inaugurò la Carta dei Vini a Km0, prosegue l’incontro tra la cucina di Renato Pirone e le cantine dell’areale del Taburno. [...]
[...] promesso durante la serata di novembre quando s’inaugurò la Carta dei Vini a Km0, prosegue l’incontro tra la cucina di Renato Pirone e le cantine dell’areale del Taburno. [...]