Torrecuso, i produttori dell’Aglianico del Taburno vogliono la docg

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La richiesta è emersa dal convegno promosso nell’ambito della rassegna Le Terre del GustoSi è chiuso con un convegno il terzo ed ultimo appuntamento nel Sannio della rassegna Le Terre del Gusto. Dopo Castelvenere e Morcone, infatti, l’attenzione dell’iniziativa proposta dall’Ente Provinciale del Turismo di Avellino, Benevento e Caserta per aumentare la notorietà dei borghi simbolo dell’enogastronomica, ha fatto tappa a Torrecuso (Benevento), paese famoso per l’Aglianico di qualità.E, proprio su questo vitigno, in particolare del suo passaggio dalla doc alla docg, si è discusso domenica mattina, in un atteso incontro allestito nella piazza principale. Dopo i saluti di Erasmo Cutillo (vice sindaco di Torrecuso), Giuseppe Ciarlo (presidente della pro loco), Luigi D’Anna (presidente dell’Ept di Benevento), sono intervenuti: Nicola Matarazzo (esperto in comunicazione enogastronomica), Libero Rillo (vice presidente Consorzio di Tutela Vini Samnium), Pasquale Clemente (direttore de La Gazzetta di Caserta), Gaetano Pascale (presidente di Slow Food Campania) e Luciano Pignataro (giornalista e scrittore).Nicola Matarazzo ha posto l’accento su “un’enologia molto legata al territorio, poiché solo in tal modo è possibile maturare le condizioni per il passaggio alla docg, da considerare come traguardo dal quale i produttori sappiano costruire capacità di relazione, strategie idonee e soluzioni per sviluppare un mercato più competitivo”. Libero Rillo, invece, ha ribadito l’importanza del Consorzio di Tutela Vini Samnium e spiegato che “il passaggio alla docg è un aspetto che riguarda l’intera provincia e, per questo, non va visto come una preclusione verso altri produttori, ma come opportunità per l’intero territorio sannita”. Pasquale Clemente, inoltre, si è soffermato sul valore di un’operazione che ha spiegato “oltre a richiedere un maggiore impegno da parte dei viticoltori ed una maggiore attenzione degli enti istituzionali, di certo darà un’immagine di eccellenza e di grande stimolo come è avvenuto in altre regioni italiane”.Gaetano Pascale, invece, nell’evidenziare il momento non certo brillante per la vitivinicoltura, si è chiesto “se il passaggio alla docg può risollevare le sorti del settore” e ha rilevato “l’importanza del lavoro preliminare da svolgere, che passa anche attraverso la mappa della zonazione regionale” e che “sono i viticoltori che determinano un successo non i marchi”. Luciano Pignataro, infine, ha affermato che “i tempi sono maturi per questo salto di qualità, soprattutto perché i vini sono buoni e competitivi e da tempo si distinguono”. “Ora bisogna studiare – ha aggiunto – un disciplinare che possa sfruttare al meglio quest’occasione di crescita per tutta la provincia e che punti, con il contributo di tutti, ad un messaggio chiaro. Luigi Veronelli, non a caso, affermava che il vino è un irreale che ti porta nel reale”.La rassegna Le Terre del Gusto prevede altri due appuntamenti, entrambi nell’Alto Casertano a maggio. Il primo, il 17 e 18, a Rocca d’Evandro per scoprire la doc Galluccio e, il secondo, il 17 e 18 a San Gregorio Matese, con i sapori del parco.

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