Le migliori trattorie low cost a Napoli sono sulla Guida Osterie Slow Food

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Dove mangiare quando si è in città? Quali le migliori trattorie low cost e veraci della città? La risposta è nella guida Osterie d’Italia di Slow Food. Ecco quelle segnalate.

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‘A Taverna do’ Re’
Via Supportico Fondo di Separazione, 2
Tel.081.5522424
Aperto a pranzo e a cena
chiuso domenica sera
(anche pizzeria)
Pasto medio: 30 euro
A due passi dalla centralissima piazza Municipio, alle spalle dal teatro Mercadante. Cucina partenopea, un patron appassionato e grande rispetto per la tradizione, con qualche interessante spunto inovativo.
Da non perdere: arancino di riso al ragù, i pennoni alla genovese e il calamaro grigliato con le patate.

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Da Donato
(anche pizzeria)
Via San Cosmo fuori Porta Nolana, 26
Tel. 081287828
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso lunedi
Costo di un pasto medio: sui 25 euro
(anche pizzeria)
A pochi passi dalla stazione centrale una trattoria schietta e sincera aperta dal 1956.  La gestione è ormai alla terza generazione: Marilena in cucina e il marito Ciro in sala contribuiscono ogni giorno a tramandare i piatti più genuini della cucina partenopea.
Da non perdere, secondo Slow Food: la parmigiana di melanzane, la pasta e patate con zucca e provola, le triglie con gamberoni al cartoccio e i purpetielli affogati.

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Hosteria Toledo
Vico Giardinetto a Toledo 78 
Tel 081421257
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso martedi sera
Pasto medio sui 25-30 euro
Aperto nel centro di Napoli subito dopo la guerra, questa osteria tradizionale nasce come cantina, con in più le pizze pagate a credito (proprio come nel film con Sofia Loren).  Oggi è portata avanti con tenacia dai titolari Anna e Stefano che propongono buoni antipasti di mare e una discreta varietà di classici primi piatti.
Da non perdere secondo Slow Food: l’impepata di cozze, i maltagliati alla genovese, la frittura di paranza, la parmigiana e, perchiudere in dolcezza, un ottimo babà.

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La Chitarra
Rampe San Giovanni Maggiore, 1
Tel. 0815529103
Aperto solo la sera (la domenica a pranzo su prenotazione)
Chiuso: domenica
Pasto medio sui 25 euro
Siamo lungo la strada universitaria per eccellenza: via Mezzocannone. Posto strategico per raggiungere a piedi le tante bellezze del centro storico, in un ambiente raccolto e accogliente. Troverete tutti i piatti tradizionali della cucina partenopea, preparati sempre con passione e attenzione per la materia prima.
Da non perdere secondo Slow Food: le polpette di pane, il classico tortano, la minestra maritata, gli ziti alla genovese, le alici in tortiera. In chiusura molto buona la pastiera.

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La Taverna dell’Arte  CHIOCCIOLA
Rampre San Giovanni Maggiore, 1
Tel. 0815527558
Aperto solo la sera
Chiuso la domenica
Conto sui 30-35 euro. 

In piena zona universitaria, su via Mezzocannone, un posticino che guarda da sempre con convinzione e determinazione alla tradizione classica napoletana, anche per questo unica chiocciola Slow in città. Il titolare, Alfonso Gallotti,  mantiene vive molte delle ricette di una volta, sia quelle popolari che quelle aristocratiche, sempre attento al territorio e a quello che offre il mercato e la stagionalità.
Da non perdere secondo Slow Food: il fiore di zucca ripieno di ricotta, gli ziti allo scarpariello, i fagioli spollichini alla luciana, la spata alle alici, il manzo alla Cavalcanti, la casseruola di pesce. Per chiudere un ottimo ‘biancomangiare’ alla mandorla e cannella.

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L’Europeo di Mattozzi
(anche pizzeria) Via Marchese Campodisola, 4-8
Tel. 081.5521323
Chiuso domenica sera
Conto sui 35-40 euro
Alle spalle di Piazza Borsa il locale di una tradizione iniziata dalla famiglia mattozzi nel 1852. Interpreta la classica cucina napoletana senza velleità interpretative.
Da non perdere secondo Slow Food: passata di cicerchie con vongole veraci. Filetto di pesce bandiera alla pizzaiola. pasticciotto di crema e amarena.
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Umberto
(anche pizzeria)
Via Alabardieri, 30-31
Tel. 081.418555
Chiuso il lunedì a pranzo
Prezzo: 32-35 euro
Altro grande locale di antica tradizione alle spalle di Piazza dei Martiri dove si celebrano le grandi ricette del passato legate ai presidi Slow Food e alle migliori espressioni della biodiversità agricola vesuviana e campana. Ottima anche la pizza, Massimo Di Porzio, che con le sorelle Roberta e Lorella porta avanti i locale, è vicepresidente dell’Associazione Verace Pizza.
Da non perdere secondo Slow Food: caprese, pennoni con peperoncini verdi, tortino di alici e peperoncini, babà.

Il mercato dei legumi alla Galleria Umberto

 

Qui l’elenco delle pizzerie