TripAdvisor: i dieci ristoranti più popolari d’Italia recensiti dai lettori

Letture: 494
Tripadvisor

Si parla spesso di democrazia in internet. Tripadvisor parte dall’idea socializzare le recensioni dei clienti.
Vi offriamo la classifica senza se e senza ma.
Ma…sì: appare strano che stia quasi tutto in Toscana e in Umbria. Ma poi alla fine neanche tanto, visto che è il territorio italiano che è stato più capace di tutti gli altri nel promuoversi.
Una classifica, come tante, ovvio. Ma che dimostra come il ruolo di intermediazione della guida professionale, cartacea o meno non conta, è ancora oggi più indispensabile di ieri.
La democrazia è bellissima, a patto che ci sia un Parlamento che esprime un governo:-)

1

La Bucaccia – Cortona, Toscana

da EuroTravelLover

Ristorante fantastico… noi abbiamo pranzato fuori in quanto la giornata era splendida. La carne era fantastica, battuta ottima, freschissima. Servizio impeccabile e personale qualificato. continua…

2

Osteria La Pace – Volterra, Toscana

da Lennt69

Ambiente rilassato, staff gentilissimo, piatti della tradizione toscana con buona qualità degli ingredienti, porzioni abbondanti e soprattutto un rapporto qualità prezzo veramente eccezionale. continua…

3

La Taverna di San Giuseppe – Siena, Toscana

da dago3

Mi trovo spesso a Siena per lavoro e i ristoranti li conosco quasi tutti; il migliore è sicuramente la Taverna di San Giuseppe. Il locale è all’interno di un’antica casa del ‘400, i piatti sono preparati con eleganza e gran gusto. La qualità del cibo è ottima e la carta dei vini è all’altezza del nome. continua…

4

Trattoria Dal Billy – Manarola, Liguria

da kdeplatchett

Bel locale, dalla bella vista e dal buon cibo… Piatti tipici gustosi e preparati da loro… Hanno una vasta varietà di pasta fresche e tutti i dolci sono anchessi prodotti artigianalmente da loro, molto buono il servizio e consiglio a tutti di ordinare il pesce fresco pescato del giorno alla griglia… continua…

5

La Taverna – Perugia, Umbria

da Markluc

sono un cliente storico da molti anni e devo dire e’ difficile trovare una qualità’ come questa , a Perugia in assoluto la più alta , ma soprattutto qualità abbinata ad ospitalità , ogni cena il ristorante si fa apprezzare ed e’ sempre una conferma , se passate per Perugia non e’ in dubbio provarlo e’ una certezza continua…

6

Antica Locanda Viareggio – Viareggio, Toscana

da Magnozzi_Azelio,

Questo locale è assolutamente una tappa obbligata per chi si trova in Versilia e vuole mangiare del buon pesce ad un prezzo onesto… continua…

7

La Buca di Enea – Pienza, Toscana

da FirenzeEly80_

Sono stata più di una volta a cena alla Buca di Enea, con amici e con la famiglia, abbiamo mangiato benissimo, il servizio è stato veloce e i piatti decisamente abbondanti!! . continua…

8

Ristorante Tema – Roma, Lazio

da Yukiko_1985

….ottimo il servizio,eccellente la cucina (complimenti allo chef),ottima accoglienza da parte del personale…. continua…

9

Osteria Enoteca Sotto le Fonti – Siena, Toscana

da bedouin08

Una bella e accogliente osteria toscana…con ottima cucina…servizio più’che cortese…un ottimo rapporto qualita’/prezzo…e la bistecca Fiorentina… continua…

10

Le Vin de L’assassin Bistrot – Siracusa, Sicilia

da scrank

Non pensavo di trovare a Siracusa un locale di questo tipo: fanno cucina francese di ottima qualità, il tutto servito con professionalità, cortesia e discrezione. continua…

53 commenti

  • Antonio Scuteri

    (18 agosto 2011 - 13:17)

    Tripadvisor è la sintesi suprema della clientela che crede in una sola filosofia: quella del se magna tanto e se spenne poco :-D

    Ogni volta che lo consulto, di qualsiasi località si tratti, all’italia come all’estero, ho la certezza che i locali indicati come migliori sono senza ombra di dubbio quelli più turistici e di basso profilo. Quelli nei quali un appassionato non andrebbe mai, ma che vanno per la maggiore tra i pubblico generalista. Idem per gli alberghi: l’unico criterio che consente di scalare la classifica è il prezzo basso e la rusticità del servizio

    Per me è totalmente inutile, ma considerando che gli adepti di questa filosofia sono il 95 per cento della popolazione, ben venga Tripadvisor
    Però se si vogliono avere indicazioni sulla qualità, meglio rivolgersi altrove

    • Lello Tornatore

      (18 agosto 2011 - 13:39)

      …che dici Antonio, per farti sbarcare a Forino, è preferibile che tolga il badge di tripadviror dal mio sito? Mi stavano arrivando tantissime belle recensioni…;-))

      • ALBA

        (18 agosto 2011 - 14:50)

        Dovrebbe chiarire anche a quale popolazione si riferisce e chi rappresenta questo 5% che ha un’altra filosofia (stile?) di vita.
        Io lo consulto a prescindere quando devo spostarmi per vacanze.

        • Antonio Scuteri

          (18 agosto 2011 - 15:39)

          Quindi Alba se tu fossi, che ne so, tedesca, e venissi in Italia per provare i migliori 10 ristoranti andresti in quelli della classifica di Tripadvisor? :-D

          • ALBA

            (18 agosto 2011 - 16:10)

            Guarda caso con i tedeschi ci lavoro e in questo delicato momento per l’economia preferisco non dire cosa penso di loro. Io, come scrivevo sopra, ho imparato a non sottovalutare questo strumento e anzi a tenere in considerazione le impressioni di viaggio di chi mi ha preceduto, sopratutto con riferimento al target in cui si riconosce il mio nucleo familiare; sicuramente le impressioni di un single non fanno testo se si viaggia con la famiglia e questo è uno degli aspetti che le guide non prendono in considerazione. Spesso è il personale che fa la differenza e non i servizi della struttura e coì via… Per gustare il meglio del cibo locale di buona abitudine, arrivata sul posto, chiedo sempre agli autoctoni “ma tu dove andresti a mangiare?”, ti garantisco che ho preso dei fuori pista eccezionali che non mi hanno mai fatto rimpiangere la cifra pagata.

          • Antonio Scuteri

            (18 agosto 2011 - 17:05)

            Alba, che vuoi che ti dica, io la penso all’opposto: penso che chiedere consiglio agli indigeni sia una assoluta garanzia di mangiare male. Nella mia esperienza è sempre stato così

            Chiedi a un romano medio, per esempio, dove mangiare una buona pizza: nellla maggior parte dei casi ti citeranno posti come Baffetto, la Montecarlo o Formula 1, ovvero una pizza basic senza nessuna qualità particolare. Quasi nessuno ti citerà le vere, buone pizzerie di Roma

  • Mauro Stopponi

    (18 agosto 2011 - 13:43)

    A parte il fatto che in Umbria siamo i più bravi….scherzi a parte; Tripadvisor è ormai una realtà consolidata che funziona e che porta lavoro…più di molte guide specializzate del settore…bisogna prenderne atto…

  • Vincenzo

    (18 agosto 2011 - 14:19)

    quanti statunitensi, per loro scelta di vita e NON per motivi di lavoro, vivono stabilmente in Italia ? all’incirca 55mila. di questi ben l’80% in Umbria a Toscana. dove nasce TripAdvisor (risposta ovvia; anzi, verrbbe da aggiungere, e dove altro sennò !).
    Personalmente, al cospetto di TripAdvisor (lo consulto più per gli alberghi che non per la tavola) io la penso così (ed in questo caso mi riferisco al ristorante): se è ben recensito da TriAdvisor di certo NON si mangia male e di certo si paga il giusto. Ciò assolutamente, però, non vuol dire che nella stessa zona (addirittura microzona) non vi siano ristoranti migliori (migliori almeno secondo i miei criteri).

    • Antonio Scuteri

      (18 agosto 2011 - 15:43)

      Valutazione ragionevole

      • consumazioneobbligatoria

        (18 agosto 2011 - 15:50)

        in Toscana e in Umbria sanno mangiare molto meglio anche gli americani e i posti che frequentano (La Giostra a Firenze, l’Osteria del Teatro a Cortona, Le Logge a Siena ecc… ) sono ben lontani da questi!

  • consumazioneobbligatoria

    (18 agosto 2011 - 15:47)

    nell’ordine dei ristoranti toscani, tagliata stracotta, piatto nappato irriconoscibile, bistecca col limone, fritto col limone, salumi plastificati con coloranti, ramaiolata di papardelle… non avere nella toscana della guida dell’espresso nessuno di questi ristoranti è un vanto… il passaparola per scegliere i ristoranti è ancora un valore, difendiamo quello disinteressato.

  • Antonio Scuteri

    (18 agosto 2011 - 15:51)

    Per esempio

    Io vivo a Roma, sono appassionato di buon mangiare e bere da sempre. Scrivo amatorialmente di cibo da 15 anni su ogni genere di forum e blog, e da qualche anno me ne occupo anche professionalmente

    Ebbene, dei primi 20 locali della classifica di Tripadvisor su Roma, ne conosco 3 (e peraltro si tratta di posti scadenti)
    Tutti gli altri sono posti assolutamente anonimi, quelli che un turista, passeggiando per il centro sceglie a casaccio, posti senza né arte né parte

    In questa classifica neanche uno, dico UNO, dei migliori ristoranti di Roma è citato. E io dovrei fidarmi di Tripadvisor? Ma perché? perché un panzone dell’Arkansas o un tedescone in Birkestork lo ha trovato “moooolto pittoresco”? Ma fatemi il piacere

    • luciano pignataro

      (18 agosto 2011 - 16:04)

      Io credo che se non ci fossero stati screzi si dovrebbe seriamente discutere su una concezione che vede lo scambio su internet come il momento massimo di elaborazione del sapere e di liberazione dalle gerarchie del passato.
      In realtà i meccanismi esistono al di là del mezzo usato, paradossalmente (per qualcuno ma non per me), le guide sono un filtro molto più sano e salutare di quello che si vede su internt. Con tutti i limiti, gli errori e i casini.
      Abbiano visto blogger criticare la pubblicità nelle guide e poi riempirsi di banner e pubblicità occulta, altri dire che gli ispettori sbafavano salvo poi essere i primi a presentarsi con macchina fotografica e non chiedere il conto.
      Come ebbi modo di scrivere, scusate l’autocitazione, quattro anni fa, criticando un pezzo di Carlo Cambi sul giornale, senza le guide ci sarebbero solo lobby e pubblicità occulta. Il mestiere di critico e di giornalista sono comunque filtri indispensabili. Poi, ovvio, ci sono i bravi e i brocchi, gli onesti e i disonesti come in tutti i mestieri.
      Chiaro che una classifica come questa non ha alcuna valenza, cin sono società specializzate nel fare critiche, spesso sono gli stessi ristoratori a farla. L’ho messa ben volentieri per fare vedere a che paradosso si arriva se gonzi e cattivi maestri si affidano alla inesistente democrazia di internet come i liberisti alla capacità di autoregolamentazione del mercato. In ogni caso si ritorna nella giungla.

    • Lello Tornatore

      (18 agosto 2011 - 16:06)

      Scusami Antonio, quello di cui voi gourmet non volete convincervi, è che il gusto della massa è notevolmente diverso dal vostro. A parte anche che per poter testare determinati locali, per chi vive con uno stipendio da mille e più euro al mese, sorge la necessità di accendere un mutuo, ma questo è valido per tutte le nazionalità, dal panzone dell’Arkansas fino alla signora “puzzasottoilnaso” parigina di ieri, che mi osservato, udite udite, che 21 euro per antipasto, primo, secondo, 2 contorni, frutta e dolce, tutto con prodotti aziendali del nostro agriturismo, erano “expansive”. Oltre che risponderle con cortesia, di farmi una nota dei locali nei dintorni di Parigi(parlo di periferia, anche in campagna) dove potrò mangiare con la stessa qualità ed allo stesso prezzo, non ho saputo dirle…mi aspetto la sua recensione su Booking.com :-((

      • ALBA

        (18 agosto 2011 - 16:14)

        vadaviailcu è francese

      • Antonio Scuteri

        (18 agosto 2011 - 16:29)

        Lello, ma guarda che stiamo dicendo la stessa cosa. So benissimo che il gusto degli appassionati è diverso da quello di chi è interessato solo a magnare tanto. Questo è un dato di fatto, ed è sotto gli occhi di tutti

        Quello su cui forse non siamo d’accordo è il valore da dare a questi diversi gusti
        La frase che viene sempre citata è “de gustibus non disputandum est”.
        Secondo alcuni la frase significa: tutti i gusti sono uguali, hanno tutti lo stesso valore

        Secondo me invece significa: tutti i gusti hanno uguale dignità, non si deve disprezzare il gusto degli altri. In sintesi: se uno ha un determinato gusto è liberissimo di averlo. Ma al tempo stesso, secondo me, ci sono gusti migliori e gusti peggiori,, c’è buon gusto e cattivo gusto
        Sennò si arriverebbe al paradosso di dire che il gusto di chi apprezza i pittori che fanno le caricature a piazza Navola ha lo stesso valore, non è migliore o peggiore, di chi apprezza la Cappella Sistina. O che i fan di Pupo hanno la stessa competenza musicale di chi ascolta Beethoven

        • Lello Tornatore

          (18 agosto 2011 - 16:56)

          Solo qualche puntualizzazione : ci può anche essere chi non è solo interessato a “magnare tanto”, ma anche bene. E mangiare bene non significa solo consumare piatti che sembrano fuochi d’artificio anche soltanto per l’aspetto estetico o per come sono denominati. Ci sta pure che si possa mangiare un eccellente, piatto di spagnetti aglio e olio, che magari non è il massimo della fantasia innovativa dello Chef, ma che, sia nel prodotto che nell’esecuzione, rappresenti il meglio nella sua categoria. Quanto al gusto, se ti citassi alcune di quelle cose” strane” che sovente prepariamo da noi, sono sicuro che scoprirei tantissimi tuoi difettucci( nel senso del non gradimento da parte tua) e ci puoi giurare, magari rappresentano prelibatezze per alcuni dei più celebri e raffinati gourmet…quindi classificare come “cattivo” il gusto di chi probabilmente ama una cucina semplice, della tradizione, forse anche scontata ma che utilizza ottimi prodotti con una perfetta esecuzione, mi pare un filino azzardato…

          • ALBA

            (18 agosto 2011 - 17:01)

            di cattivo gusto da te ci sono solo quelle sedie di plastica rossa che hai messo pure su TripAdvisor

          • Antonio Scuteri

            (18 agosto 2011 - 17:09)

            Lello, non capisco perché mi metti in bocca cose che io non ho mai detto
            Per dire, forse le mie due migliori cene dell’anno sono state all’Oasis e a Villa Maiella, quindi in posti ultra tradizionali

            Io non ho minimamente parlato di dicotomia o contrapposizione tra tradizionale e creativo, ma solo tra buona e cattiva cucina

            Se Tripadvisor come miglior ristorante di Roma mi mette un bar che serve piatti precotti cosa vuoi che ti dica, che chi l’ha recensito entusiasticamente ha un buon gusto?

      • rosario mattera

        (19 agosto 2011 - 09:36)

        Mi voglio allacciare alle tue sempre argute e professionali osservazioni, dicendo che tutti noi molto spesso ci dimentichiamo relamente di quella grande parte di umanità che relamente non conosce ma soprattutto vive altre realtà. Io dico sempre,, anche per il vino, che noi tutti un pò o tanto acculturati enogastronomicamente, ci parliamo e discutiamo come se vivessimo in un acquario dando per scontato che quello che ci raccontiamo lo sappiano anche altri, ma soprattutto debba piacere, una sorta di narcisismo enogastronomico.
        Per quanto mi riguarda è da un pò di tempo che sto rifrequentando posti, luoghi e persone per riappropriarmi di spazi che in questi anni un pò selettivi mi avevano un pò allontanato da essi.
        Sarà la crisi economica che mi fa percepire una realtà con meno lustrini e più umanità, non lo so perchè, è un viaggio che ho appena iniziato.
        Per quanto riguarda guide e blog enogastronomici, bè più di qualche guaietto negli ultimi anni l’hanno compiuto, ma rimangono pur sempre un ottimo strumento di selezione, sta all’attento viaggiatore, sempre più smaliziato, riuscire a capire le capacità e l’onestà degli stessi, merce sempre più rara in questo mondo…

  • Lello Tornatore

    (18 agosto 2011 - 17:07)

    Se questa è la discriminante per averti qui, non hai che da prescrivermi il colore che più ti aggrada…eccetto a righe, tutto va bene ;-))

  • Emiliano - Costa di Amalfi

    (18 agosto 2011 - 17:22)

    Trip Advisor è uno strumento che ha alla base un concetto semplice e condivisibile.
    La sua autorevolezza aumenta proporzionalmente con il numero di altre foti utilizzate per avvicinarsi ad avere un’idea sul ristorante – albergo che si vuole visitare.

    Purtroppo sta passando (in alcune zone della Costa di Amalfi), che Trip Advisor sia l’unico modo dove promuovere il proprio brand e che sia depositario di chissà quali verità assolute.

    La sua più grande pecca ( enorme per un sito divenuto comunità…) è quella di non verificare le recensioni degli utenti, richiedendo una ricevuta fiscale, fattura o qualsiasi altro documento che possa verificare la veridicità del commento.

  • Lello Tornatore

    (18 agosto 2011 - 17:41)

    Ecco Antonio, citando un ristorante delle mie parti, mi hai dato lo spunto per chiarire meglio ciò che volevo dire. L’Oasis (un paio di giudizi tripadvisor e comunque al massimo della scala dei valori), per esempio, è un ottimo ristorante-gourmet (così come pure Villa Maiella, che conosco meno, ma che comunque è ai primi posti su tripadvisor), propone piatti eccezionali, magari spesso in termini di rivisitazione della tradizione, ma definirlo ultra tradizionale…mi sembra eccessivo. Comunque nella foga, avevo capito che per te il gusto albergasse solo nei ristoranti di “alto livello” non anche in quelli “che fanno bene da mangiare”, seguendo la tradizione tipica e magari senza troppe pretese in termini di decorazione dei piatti…certo chi ha scritto un’ottima recensione ad un bar che serve piatti precotti, vuol dire che quello merita!!! Ma non disperare, so di qualche ex-stellato che comunque usava (adesso è chiuso) basi precotte…non credo che la recensione gliela abbia fatta il panzone dell’Arkansas…;-))

    • ALBA

      (18 agosto 2011 - 17:50)

      …temo sia stato il panzone di Bargecchia, visto che se la prendono sempre con il nostro orsacchiotto adorato che fa tremare quando arriccia il nasino …

    • Antonio Scuteri

      (18 agosto 2011 - 18:05)

      Cosa intendi tu per “alto livello”? Per me l’Oasis è di alto livello qualitativo, ed è questa l’unica cosa che conta

      • Lello Tornatore

        (18 agosto 2011 - 18:21)

        Intendo quei ristoranti che, oltre a “far bene da mangiare”, curano con altrettanta ostinazione anche la creatività in cucina, il servizio e “la scena” in sala…

  • Giancarlo Maffi

    (18 agosto 2011 - 18:34)

    Scusa lello , mi puoi gentilmente spiegare in poche parole come solo tu sai fare qual’e il tuo concetto di “ristorante gourmet” ? E anche , per curiosità’, se ritieni di averci mangiato almeno, diciamo, piu’ di 5 volte?

  • Lello Tornatore

    (18 agosto 2011 - 18:52)

    No, l’unica volta è stato quando mi ci hai portato tu, dal nonno…;-))

  • Giancarlo Maffi

    (18 agosto 2011 - 19:13)

    Allora stiamo freschi, come dicono dalle mie parti:-)

    • Antonio Scuteri

      (18 agosto 2011 - 19:17)

      E tu, Maffi, sei mai stato in ristoranti di alto livello?

      • leo

        (18 agosto 2011 - 19:38)

        Sì, è stato allo Chateaubriand :-)))

        • consumazioneobbligatoria

          (18 agosto 2011 - 19:40)

          BUAHAHAHAHA

          • Antonio Scuteri

            (18 agosto 2011 - 19:52)

            Ahhhhhh ahhhhhhhhhhhhhhhh :-D

  • Lello Tornatore

    (18 agosto 2011 - 19:21)

    Beh, se sei così gentile da caricarti questo peso, puoi anche portarmi in altri posti che tu frequenti…pure in altri campi diversi dalla gastronomia…;-)))))))))))))))

  • leo

    (18 agosto 2011 - 19:33)

    Con buona pace dell’amico Lello che meriterebbe di essere ai primi posti nella classifica TA (se non altro perchè si preoccupa pure di rispondere ai clienti insoddisfatti) TripAdvisor da parte dei gastrocratici come Scuteri, Maffi o il sottoscritto non merita nemmeno un passaggio veloce.

    Incuriosito da questa classifica che il perfido Luciano ci ha propinato in questa calura bestiale sono andato a controllare sia i primi 20 ristoranti e hotel della mia regione (Toscana).

    Risultato:

    Toscana ristoranti
    A parte il fatto che ne conosco solo 4 (su 20) ma questo potrebbe essere un limite mio, ma la tesi di Antonio è dimostrata ampiamente: su TA si scrive solo e soltanto di luoghi ad alto tasso turistico anglosassone e tedesco (Firenze, Greve, Volterra, Cetona). La Garfagnana, che su questi livelli dà le paghe a tutte le trattorie fiorentine/senesi, non è rappresentata per niente visto che di turismo estero ne vede poco. L’unico passabile fra i 20 fra l’altro è solo Vigna Ilaria a Lucca ma con il nuovo chef dubito che rimarrà ai piani alti della classifica (beninteso perchè fa una cucina diversa da quella precedente, non proprio nelle corde dei TripAdvisoriani).

    Toscana hotel
    Stesso ragionamento: Firenze, Petriolo, San Quirico d’Orcia. Tipici hotel da stranieri benestanti. Non vale una mazza.

    Se poi osserviamo i primi 20 hotel in Italia chi compare ? Venezia, Sorrento, Taormina, ecc.. ma a Venezia ci sarà il Cipriani ? il Molino Stucky ? il Danieli ? naaaa, compaiono solo al 70°, 93° e 125° nella chart dei migliori hotel di Venezia, non d’Italia !!!

    • leo

      (18 agosto 2011 - 19:37)

      Scusate la grammatica ma l’ho scritto in più tempi facendo altre cose..

  • Giancarlo Maffi

    (18 agosto 2011 - 19:55)

    Ma come scut ti sei gia’ dimenticato? Eravamo seduti a due tavoli vicini vicini quest’estate

    • Antonio Scuteri

      (18 agosto 2011 - 20:26)

      Beh, quel locale era di alto livello solo nel senso che era in alto sulla montagna, con un bel panorama :-D

  • beniamino d'agostino

    (19 agosto 2011 - 00:11)

    Faccio parte della community di TA da tempo e confermo tutto quello che avete ampiamente detto, è una community per viaggiatori dummies, tutta roba molto average serve discretamente per gli alberghi all’estero in posti in cui magari non siete mai stati voi e nessuno dei vostri amici x il resto non è da prendere in considerazione

  • Gioacchino Orlando

    (20 agosto 2011 - 17:01)

    Ciao Luciano,
    potresti aggiungere anche il link di questa speciale classifica??? Io sbirciando sul sito non sono riuscito a scovarlo :-(

  • Slawka

    (23 agosto 2011 - 10:31)

    Non so che dire riguardo ai ristoranti ma una cosa la so per certo. Di recente ho alloggiato in un albergo di Lamezia Terme, consigliata da un amico che in teoria doveva conoscere la zona, una persona fidata e preparata. L’albergo in realtà era orribile, con pareti sottili due millimetri – sentivo quello che nella camera accanto russava o guardava la televisione (e grazie al cielo ho sentito solo quello) – e ho speso una fortuna rispetto alla qualità del servizio.
    Qualche giorno dopo questa orribile – non esagero – esperienza ho dato un’occhiata ai giudizi su Tripadvisor. Tutti hanno scritto quello che ho notato io.
    Ovviamente bisogna filtrare i commenti, come qualsiasi cosa che si legge (online e offline), però dopo questa esperienza mi fido più che mai di Tripadvisor.

  • Robji

    (24 agosto 2011 - 16:37)

    Molte degli argomenti esposti li ho già sentiti e letti in relazione alle “polemiche” giornalisti vs blogger del mondo del vino.
    Così come li trovavo inutili e retorici li, li trovo inutili e retorici qui. Giornalista e/o Critico NON significa equivale a BUON giornalista e/o BUON critico così come in Internet (su Tripadvisor e/o su i blogs e/o sui vari siti di recensioni) chi scrive è un variegato mondo. Dire che le recensioni di Tripadvisor non valgono perché chi scrive su il volgo è come dire che i Siciliani son tutti mafiosi e fesserie simili.
    Spesso le guide sono foriere si marchette e di recensioni di ristoranti che hanno chiuso da anni. Il gusto è soggettivo, sempre e comunque. Quello che uno non vorrebbe davvero mai leggere in iinternet sono post inutili e banali come quest :-)

  • Filippo Ronco

    (24 agosto 2011 - 16:58)

    Quello di poter stabilire ciò che è buono e ciò che non è buono, ciò che vale e ciò che non vale è sempre un miraggio velleitario quando si desidera abbinarlo ad una qualche oggettività. Il gusto, per definizione, è soggettivo. Poi ci sono dei livelli graduali di oggettività di giudizio che possono essere dati da gruppi di valutatori in sintonia o da sistemi di riferimento. Ma restano pur sempre gruppi e sistemi passeggeri.

    Prendete i vini affinati in barrique.
    Per qualche anno, anche le guide che oggi dovrebbero svolgere questo ruolo salvifico li hanno messi sul piedistallo salvo poi comprenderli meglio, stancarsene e passare altrove, preminando eleganza e verticalità.

    Già perchè il gusto non solo è soggettivo ma è anche estremamente mobile. Hai voglia ad imbrigliarlo per sempre in un sistema di riferimento fisso e immanente. Si, un filo velleitario. Così come pretendere che la pittura e la scultura classica, l’impressionismo o il postmodernismo rappresentino momenti artistici validi per sempre. Sono momenti storici del progresso umano e artistico che valgono per il momento ed il sistema di riferimento e che possono durare nel tempo come riferimenti su scale di valori e di interpretazione che sono per forza di cosa mobili e variabili.

    Non dico che non esiste il bello oggettivo.
    Scarlett Johansson è una donna oggettivamente bella secondo i sistemi di riferimento attuali, non so se sarebbe stato lo stesso per l’uomo di neanderthal ma giurerei che i suoi canoni di bellezza erano un filo diversi da quelli di oggi. Poi ci mancherebbe, piacere o non piacere ma nel sistema di riferimento è una che si colloca discretamente in alto nella scaletta della fighitudine.

    C’è un altro impiccio.
    Tutti questi pippa-discorsi ce li facciamo in quattro. Sempre i soliti e qualche nuovo accolito che si aggiunge per magnetismo con il passare del tempo. Là fuori c’è quella massa di cui parlavano da angolazioni opposte Scuteri e Tornatore per i quali si pone un problema di conoscenza, di arretratezza culturale sullo specifico fronte gourmet. Non è una colpa. E’ un posizionamento in un sistema di riferimento differente.

    Sarebbe fico adesso soffermarsi anche sulla questione dell’algoritmo (se c’è) che mette in fila “i migliori” su un certo sito ma mi sono già dilungato troppo.

    Filippo Ronco

    • luciano pignataro

      (24 agosto 2011 - 19:41)

      Filippo, posso fare outing? A me francamente della massa che si ingozza di patatine, compra bibite gassate ai figli, mangia pizze surgelate e vota chi gli promette di abbassare le tasse salvo poi ritrovarsi il governo più esoso della storia e dell’Europa non mi frega proprio niente.
      Contro la brutalità tatuata di questo luppenproletariat e dieci tv in casa con il telefonino c’è solo un rimedio: cercare chi ha più cultura e basta.
      Si tratta solo di una massa indistinta priva di manualità, mercato di consumo omologato e inconsapevole.

      • Filippo Ronco

        (24 agosto 2011 - 23:23)

        Eh, ma vedi Luciano, secondo me è proprio qui invece che il giornalista potrebbe fare la differenza o per lo meno del suo meglio per arrivare là dove le guide non possono o non riescono. Per parlare con questi da “pizza surgelata” come dici (non tutti poi, generalizzi troppo) e fargli conoscere che c’è anche altro. Si, forse sono troppo ottimista ed ingenuo e la situazione è drammatica e da “deriva” come la descrivi tu. Però dire “non mi frega proprio niente” cozza con il desiderio di essere guida o faro o come preferisci definire il ruolo del giornalismo e delle guide, se non altro nella chiave di lettura che ne hai dato nel post che va ben oltre il becero volgo a cui fai riferimento e nasconde anche fiamme di passioni visionarie anche se ancora da indirizzare.

        Insomma, cercavo di dire che c’è bisogno di ponti più che di barricate, a meno che non si preferisca crogiolarsi nella rassicurante ed elitaria bambagia dell’eco tra iniziati.

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      • Filippo Ronco

        (24 agosto 2011 - 23:33)

        Volevo anche aggiungere che probabilmente peggio del luppenproletariat d’impostazione marxista c’è probabilmente la casta dei politicanti gourmet (buona parte almeno) e i russi da 90.000 euro a botta, giusto per ampliare un filo.

        Ah, outing per outing, di quando in quando sorseggio Coca Cola e Nesquik con grande soddisfazione ma senza troppi sensi di colpa conoscendo ed amando anche cose completamente diverse ;)

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        • luciano pignataro

          (24 agosto 2011 - 23:59)

          C’è sempre stato un mangiare diverso fra le classi sociali. Prima la differenza era nella disponibilità economica. Adesso però il cibo è abbondante per tutti in Occidente, così la differenza è sostanzialmente culturale: l’altro giorno davanti a me un turista ha preso una bella robiola industriale mentre aveva, fianco a fianco sul bancone, la ricotta di Barlotti.
          Questa è la differenza profonda. E non si può combattere contro l’enorme potere di una pubblicità industriale che ti convince che i grissini sono più leggeri del pane e che l’olio di semi frigge meglio di quello di oliva.
          Tirate le somme, preferisco lavorare per chi queste cose già la sa: per cultura, per memoria o per semplice buon senso.

          • Filippo Ronco

            (25 agosto 2011 - 00:10)

            Ma infatti io non ti giudico e non ti biasimo.
            E’ che quello che si mette in discussione nel post vorrebbe essere il portato della democrazia della rete (che invece è un bene assoluto). Banalizzando o almeno generalizzando un filo secondo me. Farne un discorso di classi poi è fuorviante, come se un proletario (ma davvero vogliamo ancora usare queste desuete classificazioni?) avesse meno possibilità di accedere alla conoscenza ed alla propria evoluzione culturale (anche del gusto), rispetto ad un borghese o ad un nobile. Magari ha meno soldi ma non ricordiamo che molti dei più grandi critici enogastronomici avevano umili origini ed anche alcuni tra i migliori blogger wi-fu in circolazione oggi mi pare.

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          • Luciano pignataro

            (25 agosto 2011 - 00:18)

            Forse non riesco a scpiegarmi: non c’è alcun nesso tra la disponibilità economica e il saper mangiare. Anzi, oggi ci sono ricchi che mangiano molto peggio dei poveri di cinquant’anni fa. La differenza è nella cultura e nella sapienza.
            Quanto alla questione della demcorazia in rete, se ne è discusso moltissimo. Ovvio che è uno strumento immediata e alla portata di tutti, più dei media tradizionali: ma questo non si traduce automaticamente in maggiore democrazia.
            Una cosa è la libertà di espressione, l’altra è il discernimento critico di chi legge. E il filtro di cui a volte parlo non è censorio, ma professionale.
            TripAdvisor è una buona idea, però esistono società che si fanno pagare le recensioni e i filtri sulle autopubblicità non sono solidi come quelli del Mangione, tanto per dire. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: se dessimo retta a TritAdvisor, i grandi artigiani della gastronomia italiana non esisterebbero.
            E’ come se al voto uno potesse esprimere la propria preferenza un numero illimitato di volte.
            Questo è il paradosso, molto pratico, che abbiamo messo in evidenza. Proprio in nome della democrazia del 2.0
            E non per difendere interessi pre-costituiti. Altrimenti il tuffo in web, di cui tu sei testimone dalla prime battute, non lo avrei proprio fatto come la stragrande maggioranza dei miei colleghi che pensano sia ancora chic dire: io su questi cosi non ci capisco niente

  • Enzo Zappalà

    (24 agosto 2011 - 18:34)

    le solite balle legate alle guide e ai super-esperti. Chi mai ha dato il diploma di super-esperti a questi signori che se la tirano oltre ogni dire. Che studi hanno fatto? Solo perchè hanno assaggiato molto e tanto, si sentono investiti di sacri poteri? Forse che chi sente mille volte un bel disco diventa un musicista o un esperto di musica? No, la verità è che si vuole primeggiare in qualche modo, come i tuttologi televisivi e -alla fine- essere ospitati gratis, riveriti e considerati i giudici unici e i dispensatori di assoluzioni e condanne. La TV di oggi li sprona a far ciò e finchè la gente vera non li manderà al diavolo (ristoratori e vignaioli compresi) non ce li toglieremo mai dai piedi… Eppure, sono convinto che si vivrebbe bene lo stesso, anzi…molto meglio! L’uva maturerebbe lo stesso e il pane lieviterebbe ugualmente, statene sicuri (sempre che conosciate come tutto ciò avvenga…). Senza aver studiato, approfondito, sudato, capito e aver fatto un bagno enorme di umiltà, non si potrà mai essere un PROFESSIONISTA. Scrivere quattro balle sempre uguali leccando uno e stroncando un altro è lontano anni luce dalla professionalità…

  • FERRARESI ANTONELLA

    (8 settembre 2011 - 15:22)

    per chi pensa che non sia necessario essere un guru della gastronomia per alzarsi da tavola soddisfatti di quello che si è visto e assaporato invito afermarsi, passando a padova, al ristorante IL PRESIDENTINO. Alta cucina senza niente di esasperato, scelta di materia prima ottima sguardo alla tradizione ma soprattutto un equilibrio di gusti, odori e colori veramente fantastico.

  • Alessandro Palmero

    (12 settembre 2011 - 16:20)

    Devo dire che certo elitismo da rotary del tortellino / di-cucina-capisco-tutto-io, che si manifesta con sgraziate e un po razziste allusioni a panzoni dell’arkansas mi fa sorridere. Per non dire che mi irrita – certo lo farebbe se fossi dell’Arkansas. E tra l’altro, le prime due o tre pagine di recensioni del primo ristorante della Classifica, “La Bucacia” di Cortona, sono tutte scritte in italiano… il che secondo me vuol dire che la bucaccia piace (anche) agli italiani, non ai panzoni dell’Arkansas. Ammetto che non ho controllati gli altri ristoranti.
    Resta secondo me un fatto: TripAdvisor e’ uno strumento che, insieme ad altri tipo guide, blogs e altra info reperibile su inernet e sulla stampa, e’ utilissimo. Non e’ la bibbia, ma non lo sono neanche la Michelin (anzi, ques’ultima sempre meno…) o le varie altre guide italiane o estere.
    Le guide pero’ hanno il vantaggio di non vergognarsi di essere il risultato dell’analisi SOGGETTIVA di assaggiatori professionali (o meno) del ristorante.
    Il concetto di TripAdvisor e’ interessante perche’ in principio dovrebbe statisticamente annullare la soggetivita’ raggruppando centinaia di valutazioni soggettive di clienti normali. Purtroppo pero’ l’algoritmo che usano per stilare le classifiche non e’ pubblico e loro stessi dicono che altri fattori – non solo le recensioni dei clienti – sono presi in considerazione.
    Giudicare se le classifiche di TA sono valide o meno senza sapere come l’algoritmo in questione le calcola e’ quindi, tutto sommato, un non sequitur…

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