TripAdvisor su Sud a Quarto, quando la critica è talmente trash da diventare cult

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Marianna Vitale

Domenica scorsa ho trascorso un bellissimo pranzo domenicale al ristorante Sud a Quarto provando una cucina sulla quale punterei qualche cosa alla roulette con la certezza di vincere.

Così ho scritto una recensione di getto (conto pagato, lo sottolineo solo per chiudere almeno una delle dighe delle banalità) molto entusiasta su Marianna Vitale
Poi succede che precipito dentro TRipAdvisor che scorro con lo stesso spirito autolesionista con cui si possono guardare i programmi del pomeriggio televisivo italiano da una ventina d’anni a questa parte, quando ti imbatti nel trash assoluto e ti ci immergi perché sai che non ti appartiene, e scopro questo commento di un signore che è stato lo stesso giorno e che ha vissuto una esperienza opposta alla mia.

Sud a Quarto

Ora questo non è un post di critica a Trip, ma di ammirazione di come questa formula riesca a fare emergere anche il peggio dell’analfabetismo gastronomico del momento.

Se ci fate caso, il signore si lamenta non della qualità, ma delle dimensioni di un aperitivo e di un piatto: “non è serio” scrive indignato e trova la triglia insapore solo perché non ha aggiunta di sale in quanto il piatto va completato con la colatura. E siccome ha il coraggio di scrivere, anche se sotto pseudonimo, queste sciocchezze (un aperitivo è un aperitivo e non un piatto, una triglia non è un dentice) trovo in queste critiche le ragioni della diffusione di aperitivi pranzi e di piatti abbondanti e pasticciati.

Sud a Quarto, l’aperitivo incriminato

La critica di Andrea non si sofferma sul sapore, ma sulla quantità e sul costo. Non si chiede nulla della materia prima usata, non gli importa capire la qualità dell’olio, la manifattura, la freschezza del pesce, la creatività delle salsine. No, quello che conta davvero è che la roba è poca e costa troppo.
Insomma, la critica alla nouvelle cuisine, termine con il quale il 99 per cento degli italiani indica una cucina di piccole dimensioni e salsata alla francese, si aggancia al desiderata della fame ancestrale che, soprattutto al Sud, è ancora un parametro. “Abbondante” è ancora una nota di merito superiore a “buono” e “ben fatto”.

Nonostante la Campania sia la regione con più bimbi obesi d’Italia.

Ma noi sappiamo che è molto più facile cambiare la fisicità che le idee e soprattutto i luoghi comuni.

Il signor Andrea è espressione di una gastronomia ancestrale, forse anche del modo come ci vediamo e di come siamo visti ancora in Italia nonostante Massimo Bottura. E’ quella palude mentale priva di curiosità conservatriche che rischia di sganciare il nostro paese dalla modernità, dalla capacità di imporsi anche fuori.

E questa arretratezza, questa incapacità di comunicare, questa privazione di curiosità, questa ottusità gastrica ancestrale diventa talmente trash da affascinarmi sino al punto di non riuscire a distogliere lo sguardo da quel commento. Come quando si guarda un incidente stradale in continuazione in un sito.

La triglia al cartoccio con colatura di alici, altro piatto incriminato

Vien da chiedersi perché questo signore non trascorra il suo tempo in uno dei negozi di patatine olandesi che hanno aperto a Napoli, ma il mondo è bello perchè è vario e capisco, davvero, quando sia difficile il mestiere del ristoratore in questo momento. Sì, perché rispetto al passato esistevano solo due modelli di ristorazione pubblica, la trattoria di servizio e il ristorante per farsi vedere e festeggiare le occasioni importanti.

Oggi le tribù del cibo della società liquida sono infinite, diverse le classi sociali, le zone di provenienza, diverso l’approvvigionamento culturale (televisione, internet, famiglia, tradizione di territorio e forse scuola).
Ecco perché forse il vero segreto di un cuoco è decidere di non accontentare tutti, difendere la propria personalità e cucinare soprattutto per quelli che senti vicini alla tua cucina senza però scadere dell’onanismo.

In ogni caso questa diversità di opinione mi convince sempre più di una cosa. La linea di confine non è tra ricchi e poveri, ma tra chi ha consapevolezza del cibo che mangia e chi no.
C’è chi con un euro compra una frittatina di maccheroni e chi un pacchetto di patatine San Carlo.
Tutto qui.

 

56 commenti

  • Sabino

    (29 giugno 2014 - 12:01)

    bello !
    bravo Luciano, ottime considerazioni !!
    Aggiungerei che la liquidità è anche espressiva: parafrasando oggi ognuno può aver il suo (più d’uno purtroppo) quarto d’ora di celebrità on-line sparando giudizi “stroncanti” e distruggendo la reputazione di un professionista.
    Sai cosa temo ?
    Che, non consci (o si deve pensar male?) di questo fallimento (per alcuni è troppo divertente, evidentemente, potersi esporre al mondo intero stroncando il lavoro di qualcun altro), ci son politici che stanno pensando di sfruttar questo strumento per giudicare altre professionalità e mi sorprenderei se tenessero conto delle criticità che sono sotto gl’occhi di tutti
    ;-)
    http://www.corriere.it/salute/14_marzo_03/online-tripadvisor-sanita-a696b334-a2cb-11e3-b600-860f014e2379.shtml

    se poi volete sapere dove NON andar a mangiar la pizza, a Firenze: accomodatevi !
    http://www.lucianopignataro.it/a/grande-notizia-pizza-napoletana-a-firenze-in-quali-pizzerie-andare-secondo-tripadvisor-e-yelp/74061/

    • Massimiliano

      (14 luglio 2014 - 22:02)

      Buona Sera,Gentile Redazione,
      La presente, per replicare alle critiche, a mio parere ingiuste, rivolte a Tripadvisor.
      Mi chiamo Massimiliano, vivo a Roma, e da circa un paio di anni, faccio recensioni, occasionalmente, per Tripadvisor, in quanto, mia moglie ed io, non ne potevamo più di prendere fregature qua e la per l’Europa.!!
      Cosiderate che :
      Secondo dati Istat, confcommercio e strutture varie, negli ultimi 15 anni, l’Europa e l’Italia in particolar modo, si sono riempite, senza alcuna giustiificazione apparente per un buon 30% in più, rispetto agli anni precedenti (il Giubileo del 2000 ??) e di colpo, di strutture al publico di ogni genere, bar ristoranti, pub, alberghi pensioni, ecc, ed è evidente , oggettivo ed indubbio oramai, a distanza di 15 anni che molte di queste strutture, nate per lucro, si siano poi rivelate un tantino “improvvisate”, fallendo, riaprendo, passando di titolare in titolare, di nome in nome ecc.
      Tripadvisor, da la possibilità alla gente comune,(peraltro controllata) di dare una opinione, anzichè utilizzare costose aziende di controlling, che mandano occasionalmente ed a pagamento individui qua e la per ristoranti ed alberghi (mister quality, mistery shop) per avere una media qualitativa dopo 6 mesi, con magari solo 6 recensioni.
      Tripadvisor è un vulcano continuo che giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese, da voce alla gente comune che da vero cliente, ha vissuto un esperienza in un locale.
      In ogni caso , recensioni e recessori, non ricevono alcun compenso, vengono valutati, intervistati,controllati, verificati e paragonati, applicando comunque controlli e regole severe (vedi forum Tripadvisor).
      Ai risultati dei sondaggi, viene poi applicato un algoritmo matematico che produce il risultato della “media qualitativa” del locale, pertanto:
      E’ certamente possibile che di tanto in tanto, possano occasionalmente capitare delle recezioni fasulle o di parte, ma nel caso in cui i giudizi valutativi, siano parecchi nel corso di breve periodo, ed appartengano a più persone che non si conoscono tra loro, di diversa etnia (stranieri),provenienza, estrazione sociale, età, , sesso, cultura e data di iscrizione a Tripadvisor, risulta un po difficile credere che dette recensioni negative o positive che siano, possano essere non attendibili!!

      Inoltre, anche nel caso in cui, su un sommario di una pagina veb, risulti in primo piano una recensione negativa su un certo locale, è pero possibile cliccare ed entrare nel sito di Tripadvisor, e valutare tutte le recensioni (positive, negative e nella media) per farsi un idea del locale in questione.
      Vi invitiamo pertanto, ad approfondire il meccanismo delle valutazioni sul sito di Tripadvisor.

      Cordialmente

      Massimiliano

      • Luciano Pignataro

        (14 luglio 2014 - 23:59)

        Leggendo questo come altri commenti mi sono reso conto che internet non è il regno della superficialità, del mancato approfondimento, ma dell’istinto labiale.
        Chiunque abbia infatti letto non solo il titolo ma anche il post dovrebbe essersi reso conto che il motivo che mi ha spinto a scrivere non è la valutazione su TripAdvisor, bensì la specifica valutazione espressa su TripdAdvisor da un cliente, espressione di una subcultura gastrica del passato (quantità e non qualità).
        Insomma, se esaltiamo la possibilità per chiunque di fare critiche, bisogna anche abituarsi all’idea che chiunque può essere criticato tra critici, professionisti, dilettanti e finti clienti.
        Tutto qua. Molto difficile da capire? O da accettare?

  • MASSIMO

    (29 giugno 2014 - 12:19)

    Il signor Sergio, a quanto pare, va al ristorante con il metro ed il bilancino.

  • Valentina

    (29 giugno 2014 - 12:22)

    Che poi, giusto per la cronaca, le porzioni da Sud sono tutt’altro che tirchie!io avrei preso il secondo ma dopo antipasto e primo ero abbondantemente sazia!

  • Marco Lungo

    (29 giugno 2014 - 12:23)

    L’archetipo che vedo, anche in questa cosa, è sempre lo stesso.
    Oggi l’ignoranza è motivo di vanto e va mostrata, non è più una vergogna da nascondere.
    Anche per questo, aumentano i luoghi in cui la propria ignoranza può essere fatta vedere, dichiarata, ostentata.
    Da una parte ci fanno vedere modelli in tal senso, e la televisione è al suo massimo, stiamo al punto in cui, ad esempio, criticammo aspramente al suo nascere una trasmissione come Il Grande Fratello, ed oggi se ne discetta con convizione affermando che il GF1 fosse più “intelligente”, come personaggi, del GF13 (cosa, peraltro, anche vera). Il modello è Uomini e Donne. Il condizionamento è “cibo in tv” e, dopo, siamo tutti esperti di cucina. Masterchef et similia illuminano di immenso plotoni di critici enogastronomici. Ci scandalizzammo, anni fa, quando Beck sponsorizzò dei sughi, oggi tocca prenderlo invece come un precursore. Adesso, se uno chef non pubblicizza un qualcosa (anche del cavolo), non è percepito come “qualcuno”. La responsabilità non è loro, però. E’ nostra. Siamo noi che stiamo così in basso nella considerazione globale, che non costituiamo più un baluardo culturale eretto contro qualsiasi invasione. Siamo diventati mediocri ed ignoranti. Dietrologia o no che ci sia sul perché, questo è. Tripadvisor è solo un palcoscenico, dei tanti, su cui questa mediocrità ed ignoranza vanno in scena ogni giorno.

    • Francesco

      (30 giugno 2014 - 08:11)

      sottoscrivo ogni singola sillaba

  • Yuri

    (29 giugno 2014 - 12:31)

    Un articolo da incorniciare…
    Yuri Buono

  • Marco Contursi

    (29 giugno 2014 - 12:45)

    Il problema non è che il signore in questione voglia mangiare tanto e spendere poco ma il perché sia andato li.Sarebbe assurdo anche il contrario,ossia andare in una trattoria da camionisti e chiedere “caccia alla
    Lepre” o “fermentazione di alici”.Il fatto che nessuno si chiede prima di andare in un posto,se è quello che talmente vuole.

  • silvio

    (29 giugno 2014 - 13:13)

    TripAdvisor è una “cucina”, è il caso di dire, melting pot. Ci scrive chiunque, si trova di tutto ed è giusto che le persone possano esprimere liberamente il loro parere. Pretendere che i recensori siano tutti professionisti della critica e confacenti alle nostre aspettative è pia, nonchè indebita ed assurda, pretesa. Certo a chi fa della cucina una professione, critico, sommelier o cuoco che sia, può dare fastidio che un “cafunciello” qualsiasi critichi ciò che a noi piace ma se si pensa al dirompente effetto che la diffusione informatica delle informazioni sta avendo dovremmo applicare regole e procedure che sono l’esatto opposto di ciò che la rete vuole. Andy Wharol sosteneva che un giorno saremo tutti famosi per cinque minuti e questo diritto non si può negare a chi viene criticato per aver celebrato il suo momento con una critica in parte condivisibile: con 16 euro in Campania si acquistano triglie in quantità e qualità tali da soddisfare le esigenze nutritive oltre che gustative di più di una persona. Piuttosto mi preoccuperei del fatto che su Trip spesso ai primi posti appaiono salumerie e gelaterie, come ad esempio a Salerno. Tremo all’idea di un turista che, volendo scoprire il massimo dell’espressione della cucina locale, dovesse imbattersi in un panino con la mortadella. In quanto alla consapevolezza del cibo, eviterei la netta dicotomia tra chi “ce l’ha” e chi “non ce l’ha”. Carnivori, vegani o vegetariani, macrobiotici, intolleranti al glutine, diabetici e via discorrendo come si collocano in questa classificazione?

    • Mario

      (30 giugno 2014 - 15:50)

      Finalmente leggo un commento che faccia riflettere. Buona parte degli altri mi sembrano solo banali accanimenti su un povero cristo che ha esperesso un opinione, condivisibile o meno, ma pur sempre un opinione

  • Mario Riccardi

    (29 giugno 2014 - 14:14)

    Leggo spesso i tuoi articoli, ma questo ha colto nel segno la triste realtà. Bravo.

  • Sandro

    (29 giugno 2014 - 14:21)

    Un mio conoscente, titolare di una delle edicole meglio fornite a Napoli ,sto parlando degli anni ’90 , diceva spesso sinteticamente: ” acala ‘a porta e pierd’ sti client'”
    Per dire che sarebbe stato disposto a chiudere piuttosto che servire clienti di tale risma. Ed e’ un semplice rivenditore di giornali… Figuriamoci quanto e’ vera questa frase nel caso di chi fa ristorazione a certi livelli …

  • Loredana

    (29 giugno 2014 - 14:47)

    Sacrosante parole! Ma il problema è che l’ignoranza ( in materia e non ) non si può combattere, perché l’ignorante ha anche la presunzione di essere onnisciente…..A proposito sono stata a Sud ed è stata un’ottima scelta.

    • enrico

      (20 luglio 2014 - 20:42)

      Comdivido

  • Michele Guarracino

    (29 giugno 2014 - 14:56)

    Credo tantissimo alle guide dei professionisti di settore, credo tantissimo ai blogger di settore, credo tantissimo alle nostre umili (solo appassionati)recensioni elettroniche sullo stile Trip Advisor (hanno sostituito in parte il passaparola tradizionale)
    Ma si scontrano tutte con un elemento fondamentale: sono dettate da veridicità prive di qualsiasi interesse……..
    Questa onestamente ha tutti gli elementi di creata appositamente per far male, finta come Sergio a di Napoli, che si iscrive a Trip Advisor per scrivere la sua prima e unica recensione(ti seguirò nei prossimi 2 mesi e vediamo….)
    ……. per chi legge con attenzione sia i professionisti che Trip Advisor sono sgamabili facilmente

    • Luciano Pignataro

      (29 giugno 2014 - 15:14)

      Ma infatti l’idea che qualcuno, anche un semplice cliente, possa postare le sue impressioni è geniale e non è affatto in contrato con la critica professionista. Il passaparola, positivo e negativo, esiste da sempre a prescindere dalla critica gastronomica ufficiale. Il punto è che per essere credibile Trip dovrebbe eliminare l’anonimato. Tutto qui
      Ma perderebbe traffico e dunque possibilità di guadagno. Non importa il contenuto, non importa se con l’anonimato si attacca il lavoro delle persone, servono i numeri. La stessa logica, molto in piccolo, del duo Pagano-Bernardi

  • Black Angus

    (29 giugno 2014 - 15:51)

    Premettendo che mangio spesso da Sud e che di conseguenza mi piace, trovo quest’articolo utile per chi usa Tripadvisor al fine di verificare se, andando in un ristorante, per una triglia ( una ) condita in maniera semplice ( senza caviale o tartufo ) dovrà pagare sedici euro più tasse varie.
    Dove c’è gusto non c’è perdenza sia andando consapevolmente in posti e pagando le alici a centosessanta euro al chilo che andando su Tripadvisor e leggere di chi se ne lamenta.

  • Pinella Fasano

    (29 giugno 2014 - 16:27)

    D’accordissimo con il sig.Michele Guarracino.
    Sono comunque certa che chi davvero sa apprezzare la cucina , sa anche ” interpretare ” queste recensioni! Oggi giorno in tanti s’improvvisano gourmet senza capire neanche quello che stanno mangiando ! Per fortuna c’è Luciano Pignataro

  • Enrico

    (29 giugno 2014 - 17:08)

    Da notare che ha fatto UNA sola recensione…

  • Francesco

    (29 giugno 2014 - 17:25)

    Però scusate una triglia, un po di colatura ed un altro condimento 16 euro? E’ troppo.

  • giovanni

    (29 giugno 2014 - 18:48)

    a mio avviso è una persona normale vittima dell’assenza di comunicazione del locale, perchè fuori dalla porta non ha capito di stare entrando nel posto sbagliato e a tavola probabilmente nessuno gli ha spiegato il piatto e l’uso che avrebbe dovuto fare dei bicchierini. TA è un posto per gente normale col palato abituato al supermercato di città che troveranno la recensione utilissima. In sintesi si tratta solo di un “Bruno Cortona” qualunque (Hai visto l’Eclisse? Io c’ho dormito, una bella pennica…Gran regista Antonioni!).

  • Giustino Catalano

    (29 giugno 2014 - 19:08)

    Grande Luciano!
    Quella di Tripadvisor è una battaglia che conduco ormai da vari anni. Tripadvisor è il luogo dove, purtroppo, anche io mi attardo per esigenze di lavoro e dove leggo cum grano salis le “recensioni” (lasciamele definire così pro bono pacis.
    Mi serve per capire qual è lo stato dei luoghi (la cosidetta reputation) se la strada imboccata è quella giusta o meno. Se ci sono cose da migliorare.
    Ovviamente con il tempo ho imparato ad affinare le lettura e capire se chi scrive è un frustrato, un onanista compulsivo o uno che racconta un’esperienza.
    Recensioni come quella che riporti di solito le scarto per 3 motivi.
    Sono fatte da uno che ne ha poche e quindi possono essere considerate fasulle o addirittura a pagamento (esistono società che vendono recensioni favorevoli al locale o, addirittura, denigratorie del competitor più vicino.
    Sono approssimative nelle informazioni (se leggi una su tutte nella recensione in esame trovi ad esempio “pangrattato con non so cosa” o “ritengo non artigianali”.
    Ed ultimo, ma non da ultimo, sono fondate sul parametro da te centrato piatto abbondante = cibo buono.

    Vi è da dire che quella della misura quantità prezzo non la vinceremo facilmente come questione perchè porta con se intrinsecamente una battaglia ben più ardua ossia quella di far comprendere a tutti la qualità. Una triglia Marocco congelata costa mediamente 8,50 + IVA al kg. (sfilettata 11.50 + IVA). Una pescata nei periodi in cui non vi è fermo biologico se costa poco va a 18 + IVA. Ergo, andrebbe spiegato che se te ne trovi davanti una di 450-500 gr. a 12 euro sei in presenza di un prodotto di serie B.
    Va poi sottolineato, se mi è permessa un’analisi più approfondita, che il signore si lamenta del piatto di benvenuto…cioè si lamenta del gratis! Ma che credito vogliamo dargli…è come se io ti dessi da bere nel deserto e tui mi obiettassi che l’acua è liscia e non frizzante! :D

    La chiudo qui non senza raccontare a te e tutti che di cose ben peggiori di queste ne ho viste a josa. Ristoranti che ricevevano recensioni (tassativamente negative) anche 3 mesi dopo la chiusura per pasti consumati a battenti serrati. Gente che si lamentava che il ristoratore aveva scritto con piatto x con misticanza e poi avevano dovuto scoprire che la misticanza altro non era che dell’insalata (forse si aspettavano magie) e, ciliegina sulla torta, chi chiedeva un tavolo per otto dove uno mangiava e forse altri due prendevano un caffè (forse)… :D

    La verità unica è che chi va a mangiare pretende e spesso dimentica che dietro un lavoro, anche se mal fatto, c’è comunque un lavoratore, ossia uno che come lui si alza la mattina e suda per portare a casa risultato.
    E’ il violento tonfo dell’etica e dell’educazione. Tripadvisor è uno dei lancinanti suoni di questo tonfo totale.

  • Tafano

    (30 giugno 2014 - 00:19)

    quindi scusate, tutta questa pippa di articolo per dire che non è concesso criticare un ristorante??

    • Antonio

      (30 giugno 2014 - 10:26)

      Tutta questa “pippa” per dire che si può e si deve criticare……ma bisogna almeno conoscere di cosa stiamo parlando! E, ma purtroppo questo è il tempo in cui viviamo, quello dell’apparire, non è detto che bisogna andare in un ristorante “chic” solo per darsi delle arie! Se si vuole mangiare porzioni da “camionista” (senza offesa per i camionisti che, proprio perché sempre in giro a volte ne sanno molto più di chi esce una volta a settimana!) vada in ristoranti dove il piatto abbondante è la conditio sine qua non; altrimenti critichi pure ma specificando che, non capendo niente di quello che gli è stato servito, si aspettava il pollo (tutto, non un pezzetto!) con le patatine fritte!

      • bek

        (3 luglio 2014 - 12:46)

        credo che il discorso sia diverso.
        sinceramente mi aspetterei di più da un ristorante stellato come benvenuto alice marinata e frittella

  • Giovanna Voria

    (30 giugno 2014 - 01:22)

    Mi dispiace per la bravissima Marianna, anch’io quest’anno mi sono beccata suTripadvisor una recenzione negativa dopo 7 positive….
    “Ottimo……ma non il finale”
    3 su 5 stelle Recensito il 21 aprile 2014
    Ottimo il cibo, portate abbondanti, servizio cortese, posto caratteristico immerso nel verde ma di difficile accesso (parecchia strada dissestata nell’ultimo tratto). Il giudizio sarebbe stato ottimo se non fosse per la caduta di stile finale della proprietaria che ha inserito nel conto 20 euro in più per due bambini di 13 e 27 mesi che ovviamente non hanno ricevuto nessuna portata.
    3 su 5 stelle Recensito il 21 aprile 20

    L’unica cosa vera era la strada dissestata e che avevo avvertito. Hanno prenotato anche per i due bambini ed io il giorno di Pasquetta gli ho destinato 2 posti e apparecchiato come gli adulti anche con il sottopiatto. I bambini avevano un’età maggiore e hanno mangiato oltre al caos che creano dunque non mi sembra che 10 euro a bambino un giorno così festivo sia caro.
    Io cucino mentre gli altri fanno festa e vorrebbero mangiare gratis.
    Io non prenderei troppo come metro di misura Tripadvisor visto che non si è tutelati.

  • Pasquale

    (30 giugno 2014 - 10:02)

    Come tutte le cose della vita credo che anche in questo caso la verità stia nel mezzo.Indubbiamente trip presta il fianco ad un uso distorto da parte di denigratori e ammaliatori interessati, ma credo ci siano utenti che molto disinteressatamente e con equilibrio possano e siano in grado di esprimere giudizi pur non appartenendo al mondo ormai anch’esso inflazionato dei critici e dei foodblogger. Mondo appunto formato sia da persone competenti ma anche da tante mezze scartine che si inventano un qualcosa solo perchè la moda lo impone e che credono di essere i depositari del verbo e nessuno si può permettere di contraddire i loro pensieri e giudizi.Infine i ristoratori che si sono trovati,loro malgrado credo,catapultati in un tourbillon fatto di articoli di giornale,di ricette innovative,necessità di stupire ad ogni costo tali da fargli perdere la rotta e il senso della misura.Un sano tornare umilmente con i piedi per terra, da parte di tutti ,credo non faccia male a nessuno.

  • Enzo Falco

    (30 giugno 2014 - 14:17)

    assolutamente d’accordo con te… il finale di questo articolo è un piccolo capolavoro per contenuto e stile…

  • Giuliano85

    (30 giugno 2014 - 14:44)

    Sapete cosa vi dico, quest’articolo di critica sulla critica è surreale oltre che offensivo. Tesi non supportate da argomentazioni valide e salti di concetti non logici e assolutamente privi di fondamento.
    In primis trovo ridicola la seguente affermazione nel contesto del paper “La linea di confine non è tra ricchi e poveri, ma tra chi ha consapevolezza del cibo che mangia e chi no”, come a dire se mangi solo piatti della tradizione non sai cos’è il gusto. Ma per favore! Secondo me invece è esattamente il contrario: la linea di confine è tra ricchi a cui non interessa il reale valore di quello che mangiano e i poveri che invece hanno molto più giudizio a riguardo. Inoltre la tesi “fame ancestrale al sud=tasso di obesità” mi ha fatto sbellicare dalle risate, come abbiamo fatto fin’ora a non capire che basta mangiare pasti minimal creativi per essere magri ed in forma (che poi mangi anche una sola volta al giorno dato il costo non è rilevante). Ultima cosa secondo Lei è bello dire di una persona che ha una forte chiusura mentale solo perchè non ritiene soddisfacente il rapporto qualità/prezzo di un ristorante? Perchè vede secondo me è Lei il vero ignorante che non riesce a far passare il messaggio “Il ristorante è ottimo” se non attaccando il signor Andrea!

    Comunque tralasciando la mancanza di scientificità del pensiero dell’autore e la sua maleducazione; mi permetto di esprimermi a riguardo di una tendenza che sta prendendo piede in Italia: la cucina creativa.

    Gli”intellettuali gastronomici” dovrebbero ricordarsi che sebbene l’arte abbia un costo e il marchio pesi sicuramente sul conto finale, la nouvelle cousine in molti casi viene utilizzata come giustificazione ad una speculazione insensata. Una triglia per quanto voglia essere fresca e di qualità è una “triglia” (costo max 2 euro) e il tempo di preparazione delle salsine incriminate non è maggiore di quello per una pastellatura fatta a regola d’arte. La verità è che però il lusso della rarità del piatto e la presentazione della portata devono essere valorizzati perchè “arte”.

    Vorrei chiudere evidenziando l’unica nota positiva dell’articolo di cui sopra: l’evidente coerenza: “parla come mangia” si dice, no!?, In questo caso tutta apparenza!

    • Santi

      (1 luglio 2014 - 12:43)

      E’ alquanto evidente che non sa di cosa parla e che non é mai andato a fare la spesa o che non ha il minimo gusto. Le triglie di scoglio costano non meno di 35 euro al chilo ma possono tranquillamente costare molto di più e questo da un normalissimo pescivendolo che ovviamente venda pesce fresco e di qualità. Si informi prima di parlare
      Saluti

    • Stefano Caffarri

      (2 luglio 2014 - 20:25)

      La Nouvelle Cousine l’ha sposata mio fratello, mentre la Nouvelle Cuisine è morta 40 anni fa.

  • cassazione

    (30 giugno 2014 - 15:35)

    La verità è sempre nel mezzo.
    Onestamente sono stufo di essere preso in giro da tutti questi super -chef, e recensioni trionfalistiche che abbondano su una miriade di siti analoghi a questo!!!!
    Moltissimi ristoranti sono come l’arte moderna, una sedia attaccata al muro è arte (per pochi) una cagata micidiale (per molti).
    Per esperienza personale posso affermare che il costo di una cena x due a base di prodotti di primissima qualità(carne o pesce) nei ristoranti pluristellati, ovviamente vini a parte, si aggira intorno ai 10/15€ a persona.
    Questa è la verità, poi possiamo dire tutto e il contrario di tutto, certo è da riconoscere negli ultimi anni, una isteria generale a santificare le prodezze culinarie di cani e porci, piatti improponibili e rivisitati che fanno gola solo ai pezzenti arricchiti e giustificano un conto vergognoso come molte inchieste giornalistiche SERIE smascherano sempre più spesso!!!

    • Pasquale

      (30 giugno 2014 - 20:57)

      Riprendendo il discorso ,non metto in dubbio la bontà delle materie prime,la continua ricerca e le innovazioni degli chef pluristellati etc etc etc ed è questo che secondo me distingue il grande chef dal cuoco canonico,cioè quello che impara una ricetta, sia essa classica ,della tradizione o della nouvelle cousine e la esegue pedissequamente, ma a tutto c’è un limite. ….Nel mio piccolo,come cuoco canonico,ben inteso, mi diverto a preparare cene per gli amici e l’anno scorso mi sono cimentato con questa http://www.lucianopignataro.it/a/minestra-di-pasta-mista-di-gragnano-con-crostacei-e-piccoli-pesci-di-scoglio-di-gennaro-esposito/9035/ per 30 persone ho speso meno di 100 euro.Scendete dall’empireo!

  • Gennarone

    (30 giugno 2014 - 16:46)

    A me Marianna Vitale sta simpatica assai.
    Lunga vita a Sud e morte a trippadvisor.
    Ma si può dire che quella mezza triglia della foto è ‘nu poco triste? Mo’ non è che uno si aspetta una balena al cartoccio, ma almeno due mezze triglie!

  • MassimoP

    (30 giugno 2014 - 17:13)

    “La nouvelle cousine”?

    Uhm… parenti stretti?

    • giuseppe di ruocco

      (30 giugno 2014 - 17:52)

      nouvelle cuisine, Ringraziatala tutti! si fa nelle osterie e nei migliori ristoranti ma non è quello che pensate!
      http://it.wikipedia.org/wiki/Nouvelle_cuisine , leggete ed eruditevi.

  • giuseppe di ruocco

    (30 giugno 2014 - 17:43)

    Complimenti bellissimo articolo. da denunciare è soprattutto la non cultura della ristorazione da parte di molti clienti, siano ristoranti gourmet a trattorie. il metro di giudizio è omologato ed universale spesso senza fondamenti. purtroppo si vive ancora il ristorante per apparire (nei luoghi per farsi vedere), per induzione dell’influenza pubblicitaria o di massa. ma poi i clienti hanno il senso di cosa stanno facendo. Credo ci vorrebbe un Tripadvisor per i clienti invece di mettere sotto giudizio di chiunque i ristoratori.in questa ristorazione che soffre di crisi d’identità. il problema è la coscienza e il pensiero che non esiste, proprio in merito qualche giorno fa scrivevo sul mio diario ( https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1472991772943481&set=a.1388570564718936.1073741827.100006980171293&type=1&theater ) una frase di Fight Club modificata ad hoc.

  • Luciano Pignataro

    (30 giugno 2014 - 21:25)

    Vale la pena ricordare, visto che nessuno dei critici si è soffermato sulla qualità del piatto ma solo sul costo, che Sud a Quarto è famoso proprio per essere un locale low cost e che è difficile trovare uno stellato che abbia questi prezzi.
    Quanto al costo delle triglie e a quello del piatto, ogni commento è superfluo: un chilo d’uva per lo Champagne non supera i quattro euro, ma le bottiglie possono anche costare 300 euro. Dietro il prezzo di una quasliasi cosa ci sono l’elaborazione, il marchio che si crea grazie alla serietà, i costi delle strutture, del personale, della burocrazia italiana, delle tasse.
    Ma soprattutto il confronto tra la domanda è l’offerta che vale più di mille post.
    Nessuno è obbligato ad entrare in un ristorante di lusso, e questo non lo è. E nessuno è obbligato ad entrare in un locale dove si fa alta cucina. Non è che ti puoi lamentare se una Ferrari costa troppo o se un campo di abbigliamento vale uno stipendio.
    La verità è che l’incoltura che traspare dal commento di Andrea, e anche da alcuni interventi tutti rigorosamente anonimi, non tiene conto che oggi il ristorante è una emozione, il cibo è qualcosa che va ben oltre la semplice sopravvivenza calorica, è un modo per passare una serata, fare un esperienza. E la Campania è tra le regioni più forti in queste settore, un settore che fa economia, fa arrivare turisti, sostiene il reddito dei contadini che fanno qualità, le strutture che fanno turismo. Città come Copenhagen e Stoccolma, totalmente prive di tradizione gastronomica se non quella borghese di influenza francese, ne stanno facendo una industria turistica di grande spessore che in Italia non ha paragoni se non nelle Langhe e in Toscana. E allora? E allora questi interventi hanno lo stesso effetto di uno scippo fuori dai grandi alberghi, di una rapina davaneti agli scavi di Pompei, ripropongono un plebeismo culturale semplicemente raccapricciante che si crogiola nell’arretratezza per lamentarsi.
    Ottusità gastrica, appunto. Che è ottusità culturale.

  • pasquale

    (1 luglio 2014 - 00:19)

    vi racconto quello che mi e’ successo con tripadvisor leggete : RE: ricezione em… [ ref:_00DA0I0Rf._500F0KR3tJ:ref ]

    Buongiorno,

    Grazie per aver contattato TripAdvisor.

    Sono Lisa del Dipartimento Content Integrity. Comprendo perfettamente la Sua preoccupazione riguardo alla posizione della Sua struttura nella classifica di TripAdvisor.

    Tuttavia, abbiamo riscontrato delle attività sospette che potrebbero avere origine da persone in qualche modo affiliate alla Sua struttura. Le consiglio di consultare il Suo personale e chiunque altro possa avere un interesse personale o finanziario nella Sua attività, come ad esempio agenzie di marketing o società di ottimizzazione.

    La preghiamo anche di rivedere il nostro regolamento:

    http://www.tripadvisor.com/help/what_is_considered_fraud
    http://www.tripadvisor.it/help/our_guidelines_for_traveler_reviews

    Se dovesse venire al corrente d’informazioni rilevanti concernenti tali attività, La prego di comunicarmelo rispondendo a questa email. Un sincero dialogo è l’unico mezzo per mitigare le penalità assegnate alla Sua struttura.

    Le confermo che tutte le informazioni inoltrate a questo indirizzo sono di tipo confidenziale, e possiamo garantire gli stessi diritti alla privacy che può trovare sul sito http://www.tripadvisor.it/pages/privacy.html

    Cordiali saluti,

    Lisa – Dipartimento Content Integrity

    LA RISPOSTA:Salve lisa del gruppo assistenza tripadvisor,come ben vedete sono una persona abbastanza attiva su tripadvisor ,e lo sono ancor di piu’ nel campo ristorazione con una bella esperienza alle spalle,sicuramente le mie repliche da proprietario sono un po plateali ma e la passione e’ il sacrificio che mettiamo io e’ il mio staff a essere non del tutto tenero ,ma sempre con rispetto cercando di infondere al nostro ospite la visione di come io interpreto la mia cucina.il regolamento lo riletto tante volte,e non posso sapere chi trama senza esserne al corrente ,faccio molto uso dei biglietti da visita di tripadvisor ,sul mio sito http://www.ristorantepascalo.it/.
    Tante volte ho ricevuto email contenenti messaggi di far aumentare recensioni,ma le ho sempre denigrate ,non essendo nella mia filosofia di pensiero ,e spesso dei ricatti che riceviamo di qualche pseudo cliente ,e’
    mi e’ successo nel periodo natalizio,di un tizio che a fine pasto ha creato scompiglio x non saldare il conto,e che mi avrebbe recensito con tante parole strane ,x pochi euro gli ho detto che offrivo io la cena ,e gli ho intimato di scriverlo sulla futura recensione che mi avrebbe fatto e di non farsi vedere mai piu’.ASPETTO URGENTISSIMO VOSTRE NOTIZIE.
    questo e quello che mi e’ capitato con 290 recensioni,x non parlare delle tante recensioni farlocche che ho contestato e mi hanno tolto,essendo recensore conosco bene il doppio gioco di tripadvisor ne vale la pena?

  • Black Angus

    (1 luglio 2014 - 11:46)

    Sig.Luciano perdoni il mio anonimato che mi permette di fare commenti garbati ed imparziali evitandomi di subire repliche ai Sig.Ristoratori quando mi reco di persona al solo scopo di mangiare.
    Il suo sito è per me MOLTO utile e lo consulto spesso e prendo spunto per la ricerca di nuove e vecchie realtà che qui trovano la possibilità di emergere o di rivalutarsi o semplicemente avere un po di luce.
    Una mia considerazione però e sul fatto che la tendenza delle sue recenzioni è buonista e difficilmente lei ne parla male; non penso assolutamente ad una sua cattiva fede essendo lei una persona che stimo e spesso la incontro nei ristoranti che visito.
    Il problema stà evidentemente nel suo carattere positivo e probabilmete nel fatto che nessun ristoratore che non sia altamente lesionista la tratterà male e sicuramente lei non sarà equiparato al resto dei clienti che lo frequentano.
    Ecco perchè, quando sono incuriosito da una sua recensione uso uno strumento che è Tripadvisor: lo visito e ne pondero i giudizi tralasciando quelli degli stessi ristoratori ( e non ci vuole molto da individuare ) e dai recensori maleducati o sovraccitati dal potere di stroncare un posto dove non sono stati bene magari usando termini e parametri impropri.
    Col raziocinio ed una curiosità positiva anche Tripadvior è un mezzo per invogliare i clienti ad andare per spendere soldi:e come mezzo può essere usato bene e male.

    • Luciano Pignataro

      (1 luglio 2014 - 15:47)

      Tutti gli strumenti possono essere positivi o negativi, dipende da come si usano e chi li usa
      Se trip eliminasse l’anonimato sarebbe davvero un buon fatto.
      Quanto alle recensioni su questo blog, profitto dell’occasione per chiarire che
      1-Il blog è e resta un divertimento. E il mio, forse perchè ho uno spirito positivo come dice lei, è parlare bene di ciò che mi piace non di parlare male di quello che non mi piace. Capita di andare in posti e di non scriverne proprio per questo.
      2-In genere quando mi muovo lo faccio sempre all’ultimo momento, prenotano altri con altri nomi. Può cambiare il servizio, ma credo di poco la cucina.
      3-Il 90 e passa delle recensioni in questo blog sono corroborate da un conto sempre pagato. A Roma e nel LazioTUTTE, con tanto di scontrini e carta di credito (come si sa la ricevuta non basta per provare il pagamento).
      4-La verifica più efficace è quella dei lettori: siccome scriviamo quello che proviamo e non facciamo recensioni raccattando foto e impressioni in rete, la verifica è facile. E capita rarissimamente che chi va in un luogo dopo aver letto questo blog non trova corrispondenza.
      Detto, questo, la ringrazio per i complimenti e spero che continui a seguirci

      • Fabio

        (3 luglio 2014 - 12:33)

        Personalmente ho trovato questo articolo abbastanza “stucchevole” (forse sarebbe stato più opportuno generalizzare e criticare il metodo Tripadivsor, piuttosto che giustificare la specifica occasione; in merito, il ristorante Sud non ha bisogno di certo delle sue motivazioni…) e condito da quella saccenteria (la cultura culinaria non ha valore universale…) che ormai pervade nella maggior parte dei blog che trattano la materia culinaria e la ristorazione. Mi permetto di dissentire totalmente sulla sua critica apportata all’utente di Tripadvisor e ritengo opportuno farle presente che un qualsiasi parere espresso sia in positivo che in negativo, debba meritare il giusto rispetto e considerazione da parte di tutti, soprattutto dalle persone che, come lei, lavorano anche in questo campo. Rimango d’accordo sulla questione dell’anonimato da abolire in Tripadvisor, ma
        sono perfettamente in sintonia con l’utente Black Angus per il restante degli argomenti.
        Detto questo il blog è il suo (ed è libero di scrivere qe continuerò a seguirlo, sarò in grado di distinguere

        • Fabio

          (3 luglio 2014 - 12:46)

          Personalmente ho trovato questo articolo abbastanza “stucchevole” (forse sarebbe stato più opportuno generalizzare e criticare il metodo Tripadivsor, piuttosto che giustificare la specifica occasione; in merito, il ristorante Sud non ha bisogno di certo delle sue motivazioni…) e condito da quella saccenteria (la cultura culinaria non ha valore universale…) che ormai pervade nella maggior parte dei blog che trattano la materia culinaria e la ristorazione. Mi permetto di dissentire totalmente sulla sua critica apportata all’utente di Tripadvisor e ritengo opportuno farle presente che un qualsiasi parere espresso sia in positivo che in negativo, debba meritare il giusto rispetto e considerazione da parte di tutti, soprattutto dalle persone che, come lei, lavorano anche in questo campo. Rimango d’accordo sulla questione dell’anonimato da abolire in Tripadvisor, ma
          sono perfettamente in sintonia con l’utente Black Angus per il restante degli argomenti.

          Detto questo il blog è suo (e come ha fatto già presente, è libero di scrivere quello che ritiene opportuno, assumendosene le responsabilità) e continuerò a seguirlo, ed eventualmente, come in questa occasione, sarò in grado di distinguere un “suo sfogo personale” da un buon articolo.

          P.S.: Sono stato più volte al ristorante SUD di Quarto e lo reputo uno dei migliori ristoranti mai frequentati; ciò nonostante, l’impossibilità legata alla crisi economica di poter frequentare con costanza il ristorante, non dovrebbe essere un motivo discriminatorio per le persone che come me, cercano di far coincidere la ricerca di nuove e stimolanti esperienze gastronomiche con le disponibilità della propria tasca. Il mangiare bene al costo di un conto salato non è un dogma necessario.

  • Mimmo Gagliardi

    (1 luglio 2014 - 23:26)

    Ok. ma di cosa stiamo parlando?

    http://www.recensionitripadvisor.it/

    E come ci sono le recensioni positive ci sono anche quelle negative, da appioppare a chi vuoi affondare.

    • Giovanni Mattera

      (2 luglio 2014 - 10:59)

      Purtroppo l’anonimato in rete è una peste, diventando una bomba nucleare altamente distruttiva quando si tratta di dare sfogo alle proprie frustrazioni. Infatti tripadvisor è il luogo principe di molte ( mi dispiace dirlo ) persone insoddisfatte del loro quotidiano, della vita normale dei rapporti sociali e sessuali. Ma ancor più devastante è la facilità di attacchi gratuiti da parte di ristoranti concorrenti, che assoldano persone che fanno recensioni come lavoro e a pagamento. Io vivo il ristorante da quando avevo 3 giorni di vita, dormivo a 3 metri dalla cucina, quindi perdonate la mia presunzione, ma riesco a capire dal battere di una ciglia del cliente se da me è in uno stato di benessere o disagio. Nel mio dna ho impresso questo lavoro, dato che la mia famiglia da 80 anni fa questo mestiere. Detto questo con facilità sul mio profilo tripadvisor ho risposto alle persone frustrate, e spesso devo dire che i controllori di TRIP l’hanno capita e cancellata, individuando il falso. Ma purtroppo chi fa le recensioni per mestiere e quindi inevitabilmente oltre a lodare il ristorante che paga, affossa i ristoranti potenzialmente emergenti in classifica riesce a farla franca. Ecco che il Signor Pignataro dove centra il problema fai una rece ma inviando copia del conto, e oserei di più REGISTRAZIONE OBBLICGATORIA CON CODICE FISCALE . Allora si !!!!!!!
      Signor Mimmo Gagliardi la ringrazio per avermi segnalato questa vergogna a cui aggiungo L’ultima vergogna dove mi hanno contattato via telefono e dopo via mail. Mi sono permesso di inviare in pvt su facebook al Signor Pignataro i file pdf del contratto. Vergognoso

      Giovanni Mattera Chef e fotografo
      http://giannimattera.it/

  • Arcangelo Dandini

    (2 luglio 2014 - 20:20)

    Un abbraccio a Marianna ! A
    Ps trippa chi? :-)

  • Elena

    (2 luglio 2014 - 23:34)

    Un’effetto positivo c’è, che chi preferisce posti dove si deve slacciare il bottone dei pantaloni tra il primo e il secondo, sceglierà un altro ristorante.
    Da questo punto di vista Tripadvisor funziona.
    A me, personalmente invece, è venuta voglia di provarlo ;)

    Elena

  • Francesco Chiagano

    (3 luglio 2014 - 00:11)

    “L’unico modo che il Sud ha per riprendersi dai tanti torti subiti dalla storia è quello di intraprendere la strada della cultura” cit. Ebbene signori per fortuna ci sono luoghi come il ristorante Sud e persone come Marianna Vitale che hanno la capacità, il coraggio, l’estro e la tenacia di fare cultura attraverso il cibo. E come Marianna ci sono altri uomini e altre donne che danno valore aggiunto al Sud e al nostro Paese. Chi ha sete di cultura e di emozioni vada a SUD e in tanti altri luoghi che il dr.Pignataro con grande esperienza e obiettività suggerisce .

  • lucio corinaldesi

    (3 luglio 2014 - 11:46)

    Concordo pienamente. Ma che dire della pubblicità che Carlo Cracco e Joe Bastianich maestri della cucina italiana,
    fanno alle patatine San Carlo e la pasta sfoglia Buitoni?
    E’ solo “pecunia non olet”?

  • alberto

    (3 luglio 2014 - 16:49)

    la discussione è ovviamente figlia del tempo.
    Conoscendo la cultura dalla quale Luciano Pignataro viene,non scriverebbe mai che per giudicare bisogna sapere e che per sapere bisogna studiare e sperimentare.
    Nessono vieta ad un cretino analfabeta di scrivere un libro,ma nessuno impone di comprarlo.
    Io credo che la cultura democratica dalla quale proviene spinge pignataro a dire basterebbe togliere l’anonimato è eccessivamene positivo.
    Credo che non tutti possano scrivere e giudicare,e non a tutti dovrebbe essere concesso di santificare o di criticare.
    ovviamente tuto questo fa a cazzotti con la società odierna fatta di “mi piace” o di flash per cui credo sia quasi una guerra persa in partenza.
    La cucina di massa fatta di podotti surgalati di oli scadenti e di 20 portate trasbordanti non ha nulla a che vedere con la sperimentazione ,la ricerca,il sacrificio di stare in un territorio difficile.
    Io credo che Trip sia uno strumento nelle mani del consumatore,e che questo possa essere utilizzato al meglio.Ad esempio una volta letto un giudizio confrontarlo con altri espressi su altri siti.
    Credo anzi che proprio perchè trip è così influete ha bisogno dell’apporto di persone serie.
    Quanto a Sudd e a Marianna Vitale essendoci stato più volte nel tempo fin dai primi anni di vita credo che:
    resti uno dei ristoranti di qualità più economici dove abbia mai mangiato
    Che continua anno dopo anno a crscere e a sorprendere
    che il suo coraggio di stare a quarto meriti 3 stelle
    che anche se a volte non mi hano convito tutte le portate continuo a tornarci perchè ci credo.
    che la campainia ed il Sudd hanno bisogno del suo coraggio.

    Ps : diceva un mio prof all’univesità”quando studiate su un testo per prima cosa informatevi bene su chi sia l’autore”

  • DaniloT

    (4 luglio 2014 - 19:50)

    “Gastronomia ancestrale”, “tribù del cibo della società liquida”: “palude mentale priva di curiosità conservatrice che rischia di sganciare il nostro paese dalla modernità”… secondo me qui si sta tentando di parlare di qualcosa che non si è capito poi tanto bene, cercando di trarre da una recensione su tripadvisor un saggio di sociologia su un argomento piuttosto spinoso… E finendo col fare propaganda ad una visione piuttosto stereotipata di quella “evoluzione” da cui l’Italia “resta fuori” per colpa della “povertà intellettuale” di questo Sud dove “abbondante” è meglio di “buono”. Le parole chiave sono le stesse, ad indicare che i concetti tirati in mezzo sono in effetti interessanti… ma la loro riarticolazione potrebbe essere molteplice. Non ci sono un solo modo, una sola direzione, una sola divisione, una sola malattia, una sola cura.

  • Rolando

    (11 luglio 2014 - 16:12)

    Non ho più parole su tripadvisor…
    Di certo niente a che vedere con le vostre recensioni o quella che ho trovato su http://www.opensociety.it/it/openrestaurants/ristorante-sud-quarto-na/

  • Gargantua

    (14 luglio 2014 - 11:14)

    Ho contato 12 volte le parole cultura/culturale. E io che pensavo che si parlasse di cibo…

  • Maurizio

    (14 luglio 2014 - 11:23)

    Sono pienamente d’accordo , ma come fare per far capire che quello che prepariamo e’ la nostra vita, il nostro estro, l amore per la cucina e non tutti capiscono quello che stanno degustando?
    Dopo anni duri penso che bisogna insistere perché forse qualcosa sta cambiando.

  • carlo

    (14 luglio 2014 - 13:13)

    Ciao prima volta che commento un suo articolo,premesso che a sud ci sono stato più volte, sempre pienamente soddisfatto, posso anche dire che alla prima visita,scrissi prprio su tripadvisor,sud in Quarto sarà il primo ristorante stellato dell’aria flegrea,isole escluse,cosa che l’anno dopo puntualmente è accaduta.
    Del suo commento, all’articolo di critica su sud,una sola cosa non convido,quando Lei dice, non si esamina la freschezza del prodotto o la qualità dell’olio,questa per me sono prerogative che ogni ristorazione dovrebbe garantira all’avventure al cliente all’amico che è ospite del suo locale,freschezza e qualità del cibo offerto dobbiamo essere certi che sia la regola di ogni prodotto che viene somministrato, che sia essa la friggitoria sotto casa o il ristorante rinomato,ora lo so anche io che purtroppo questa regola non vale sempre, molte volte ci capita cibo tenuto male e servito peggio o congelato e passato per fresco,ma dovrebbe essere una battaglia da combattere e far recepire a tutti professionisti del settore che quando un cliete si siede al tavolo non deve avere il dubbio sulla qualità del cibo e che lo stesso ristoratore non lo deve esibire come un vanto l’uso di prodotti freschi perche questa è la regola.
    Detto questo poi ognuno di noi si sceglie il ristorante adatto ai propri gusti e alle proprie scelte culinarie,io personalmente scelgo il ristorante dove mangio quello che io non saprei cucinare…..in quanto quello che sò cucinare , lo faccio a gusto mio e con prodotti scelti, che pochi ristoranti attualmente adoperano……….nel nostro territorio posso citare appunto sud la fattoria del campiglione la taverna dei lazzari ecc..

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