Unione Vignaioli Associati: la parabola dell’annata 2011

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Unione Vignaioli Associati, gli assaggi

di Vittorio Guerrazzi

Più passo il tempo a bazzicare, talvolta abusivamente, nel mondo enoico e più mi convinco che, oltre ad una solida base scientifica, ad una vasta esperienza ed una buona dose di pazienza, per fare un vino interessante sono necessari anche istinto, empatia e cuore… molto più di una attrezzata struttura, di buoni legni o dell’ultimo ritrovato della tecnica.

È un po’ come in fotografia: la fotocamera più costosa, il maggior numero di megapixel, l’ottica più raffinata, non potranno mai sostituire l’occhio del fotografo e la sua capacità di scattare innanzitutto con la mente.
Penso così a Rino di Maggio e Tiziana Teodoro che proprio non ce la fanno a star lontani dal mondo di Bacco e continuano a portare avanti idee, percorsi e progetti, pur orfani di una “casa propria”.
Tra i vari progetti in essere, sono seguiti (e se vogliamo, a loro volta seguono) da un manipolo di affezionati e genuini viticoltori, conduttori di vigne per passione, mai per commercio o lucro, che non si accontentano di fare il vino solo tramite la vecchia ricetta di famiglia, ma sensibili ad un discorso di rispetto per i propri filari ed amore innanzitutto verso il proprio palato, preferiscono farsi seguire da una guida nel percorso che va dalla vigna al bicchiere.
Afferiscono così al progetto Unione Vignaioli Associati, nato nel 2005 nel garage di uno dei progettisti, essenzialmente in ambito del comprensorio dei Picentini e che conta ad oggi circa una ventina di affiliati, tra conduttori locali di piccole vigne di famiglia e amanti della natura che, non disponendo magari di una vigna propria, prendono in affitto alcuni filari messi a disposizione.

progetto UVA

Il fascino del progetto è indiscutibile per diversi ordini di motivi: innanzitutto è innegabile il valore terapeutico e salutista di dedicarsi, anche solo per qualche ora a settimana, alla cura dei campi e quindi della vigna. Straordinario antistress, il rinnovare e rinsaldare il proprio legame con la natura, il doversi prendere cura di un organismo vivente durante l’intero ciclo vegetativo (la pota secca e quella verde, il diradamento e la cura della parete fogliare, ecc.) il tutto con i suoi tempi, i suoi modi e le sue pause, culminando poi nella festa della vendemmia: un impagabile balsamo per i ritmi frenetici quotidiani.
E ancora festa è l’imbottigliamento, in cui ci si aiuta vicendevolmente… nonché l’attesa quasi spasmodica del primo assaggio dalle bottiglie appena confezionate, rito che raramente si riesce a rimandare più di qualche settimana.
Il secondo aspetto essenziale è che non c’è l’assillo del mercato ad alitare sul collo, quindi non ha nessun senso “barare” o prendere scorciatoie per ottenere un prodotto più buono, che tende a fare il paio con più vendibile: la sfida è solo con se stessi e con le dinamiche e gli eventuali limiti dell’annata.
Ed ancora la cultura, la voglia di non restare legati a vecchi stereotipi ma di guardare avanti, allargare i propri orizzonti verso logiche che non appartengono alla tradizionale “produzione familiare”; di sostenere, se vogliamo, la crescita di un territorio, anche solo una piccola vigna alla volta.
Infine c’è un discorso, per me non secondario, di natura associativa e sociale: la capacità di mettersi insieme, di fare gruppo, squadra, senza alcun tipo di rivalità, se non magari quel pizzico di sana invidia quando, chi ti sta accanto è riuscito in qualche modo a fare un po’ meglio; invidia che però diventa stimolo a far meglio l’anno successivo.

E così ogni anno si rinnova il rito, a metà strada tra il tecnico e il goliardico, dell’assaggio dell’ultima annata pronta da bere (che senso avrebbe usare la classica formula “ultima annata in commercio”): in questo caso parliamo della 2011, annata dall’andamento non trascendentale, ma che non ha evidenziato particolari difficoltà.
Anche quest’anno si sono costituite 2 commissioni, una diciamo più tecnica, composta da Gennaro Reale (Enologo), Pasquale Mitrano (Patron e Vignaiolo dell’Azienda Case Bianche), Giuseppe Presutto (Agronomo e Sommelier) e, per mia fortuna, il sottoscritto; l’altra composta invece dagli stessi vignaioli, chiamati ad assaggiare i propri prodotti rigorosamente alla cieca: per la cronaca (ma veramente solo per questa) in testa si è classificato Baldassarre Fiorentino con consenso unanime delle 2 commissioni.

Gennaro Reale

A seguire, in ordine decrescente: Tommaso Bartilomo, Francesco Santese, Gerardo Zoppo, Virgilio Vestuti, Valerio Falcone, Flavio Cibele ed Antonio Villecco.
I vini si presentavano naturalmente corretti, croccanti e vivaci nella loro irruente giovinezza, con acidità stimolanti, struttura ragguardevole, alcol a tratti ancora da integrare nella trama gustativa, ma comunque non disturbante, trama tannica, in alcuni campioni, da sgrossare con un po’ di bottiglia, ma che lascia presagire un interessante potenziale evolutivo.

Pasquale Mitrano

Tutti vini monovitigno in ogni caso, da vitigni classici quali Aglianico, Sangiovese e Barbera, e altri che ormai possiamo tranquillamente definire autoctoni per i Picentini, anche se hanno nomi d’oltralpe quali Cabernet e Merlot.
Se di imprecisioni o sbavature vogliamo parlare, sono dovute più che altro alla giovane età e alla voglia di non strafare.
Al termine della degustazione tutti a cena nelle accoglienti sale della Divina Commedia di Giffoni Valle Piana, per commentare la performance del vicino, sfottersi un po’, e pensare dove intervenire in vigna l’anno prossimo per dare quel filo di eleganza in più.
Vi state chiedendo com’erano quei vini? Fatevi amico uno dei vignaioli e chiedetegli di invitarvi a cena: sarà l’unica occasione per assaggiarli.

8 commenti

  • Simona Andolfi

    (9 dicembre 2013 - 19:51)

    io ho avuto il piacere di assaggiare il secondo classificato… e dire
    che è “ottimo” è dire poco! Tenterò di bissare, grazie all’amicizia
    anche del 5°, e vi farò sapere se le pretese confermano le aspettative,
    anche se al riguardo non ho dubbi, perchè alla base del progetto vi è il
    lavoro di una coppia di esperti ed amanti della perfezione a cui vanno i
    miei sinceri e meritati complimenti.

    • tommaso bartilomo

      (10 dicembre 2013 - 16:02)

      Grazie di cuore Simona, i tuoi sinceri complimenti, uniti alla passione di Rino e Tiziana, rappresentano per me e credo per tutto il gruppo dei “vignaioli” lo stimolo per fare sempre meglio di anno in anno….
      Prosit!

      • Fabio C.

        (11 dicembre 2013 - 15:51)

        un grande plauso ai fan di questo meraviglioso frutto, solo un paio di appunti:
        – ma l’intruso in foto (unico non vignaiolo) con maglia bellerrima chi è?
        – perchè non importare anche altri vitigni per testare a queste latitudini altre soluzioni (ovvero: aspettando qualche rametto dalla Valpolicella…)?

  • Vladimiro D'Acunto

    (11 dicembre 2013 - 14:04)

    La serata, al di là dell’atmosfera conviviale, didattica e simposiaca in piena armonia con la filosofia del “bere con”, mi ha ancora una volta confermato che per Rino e Tiziana i confini tra lavoro e passione si sfumano reciprocamente, rimanendo indefiniti….sospesi…

  • Debora Cafiero

    (11 dicembre 2013 - 15:13)

    Come sempre un’ottima serata.
    Devo ringraziare Rino Di Maggio e Tiziana Teodoro (mia madre) per avermi accompagnata in questo percorso tenendomi per mano, facendomi affacciare su questo mondo senza forzature e pressioni. In questo modo sono riuscita a carpire i valori in vigna, il sudore in cantina e i sentori nei loro vini.
    I progettisti sono fantastici: nelle loro “opere d’arte” di assaporano tutti i sacrifici e i loro miglioramenti.

    Un altro ringraziamento speciale va al vincitore: colui che mi ha voluta in questo mondo, mettendomi di fronte al piacere che se ne può ricavare; datore di lavoro e amico… Baldassarre Fiorentino.

    Sono sicura, come dice Vittorio, che tutti i vini avranno una buona evoluzione… Non mancherò di pressare per averne a disposizione e farvi sapere …

    Debora Maria Grazia Cafiero

  • angela diconcilio

    (11 dicembre 2013 - 15:15)

    Cari rino e tiziana questo blog racchiude in modo eccellente la vostra dedizione e passione per l’incantevole e fascinoso mondo del vino…..un mondo che grazie al vostro lavoro anche io stessa ho avuto modo di degustare, assaporando i vostri fantastici vini….Bhe’ che dire….io vi ringrazio e vi auguro di dare sempre il meglio come avete fatto in passato, come state facendo oggi, e cosi anche in futuro…..Vi voglio bene! !! P.s. il mio palato sfavilla per il SANACORE!!! ;-)

  • angela diconcilio

    (11 dicembre 2013 - 15:23)

    Cari rino e tiziana questo blog racchiude in modo eccellente la vostra dedizione e passione per l’incatevole e fascinoso mondo del vino….un mondo che grazie al vostro lavoro, fatto con parsimonia e qualità anche io stessa ho avuto modo di assaporare….degustando i vostri fantastici e profumati Vini….Bhe’che dire, Grazie!!! E vi auguro di fare oggi, come ieri, , così in futuro!!! Vi voglio bene!!! P.s. il mio palato sfavilla per il SANACORE!!!!

    • baldassarre fiorentino

      (11 dicembre 2013 - 16:13)

      Serata senza dubbio incantevole anche per il vincitore. . Direi innanzitutto che lo splendido lavoro di Rino e Tiziana porta buoni frutti, tutti prodotti di qualità. È bello poi condividere e scambiare con tutti voi emozioni simili..

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