Vairano Scalo, Alto Casertano. La Credenza

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Un altro terribile elemento di omologazione papillosa è stato sicuramente il frigorifero. Prima dell’avvento di questo elettrodomestico, simbolo con la tv e la lavatrice del boom dell’Italietta degli anni ’60, la straordinaria fantasia contadina si sbizzarriva a conservare i prodotti della terra in mille modi diversi. Oggi sughi e sughetti, confetture, gelatine, sottoli, sono tracce di questo passato antropologico più che un elemento concreto dell’economia rurale delle famiglie:proprio per questo interessano i veri gourmet. Nel Cilento e in Penisola Sorrentina troviamo molte realtà qualificanti, al lavoro già da alcuni anni con successo, che sull’esempio dei toscani, dei piemontesi e degli umbri offrono ai turisti bocconi di territorio come souvenir.

In questo laboratorio di Roberta e Maria Concetta Creta, lo trovate vicino l’uscita autostradale di Caianello, siamo nello stesso paese del Vairodi Renato Martino, ecco invece un punto di riferimento per chi ama lanuov aagricoltura dell’Alto Casertano, il territorio che più di ogni altro è emerso all’alba del nuovo millennio nella geografia golosa meridionale.

Ecco allora le creme di funghi poricini, di melanzane, cime di rapa, le gelatine di aglianico e di birra artigianale, i paté di porcini e castagne, la confettura di peperoni rossi o di pomodori, di cipolle con scorza di arancio, e ancora, da menzionare, le marmellate. Tradizione ed estrosità, dunque, in questa realtà da non perdere che lavora e propone olio dop, biodiversità, mela annurca, birra artigianale non pastorizzata, vino.