Val D’Aosta d’autore: Caves Cooperatives de Donnas

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Daniele Bondon e Mario Dalbard

di Marina Alaimo

Donnas è un piccolo paese della Valle d’Aosta vicino al confine con il Piemonte dove da tempi remoti si coltiva il nebbiolo, localmente chiamato Picotendro, che in patuà, antica lingua di origine sassone, vuol dire piccolo (picchiot) e tenero (tendro).

Sono tanti i vitigni autoctoni, e non, allevati in Valle, ma soltanto a Donnas si coltiva il nebbiolo per la forte influenza del vicino Piemonte ed anche perchè solo le condizioni pedoclimatiche di questa zona consentono al nebbiolo, vitigno notoriamente tardivo, di raggiungere la giusta maturazione: i vigneti sono esposti a sud, ben protetti dai venti gelidi in un’area dalla naturale forma ad anfiteatro racchiuso tra la Valle del Lys ad est che porta verso il monte Rosa e lo sbarramento della roccaforte di Bard ad ovest, alle spalle le alte montagne di Donnas con il monte Corma che raggiunge i 2000 metri di altezza. Il tipico allevamento a pergola valdostana su terrazze strette, strappate alla montagna, contenute da alte mura di pietre di granito conferiscono al paesaggio un fascino unico e suggestivo, molto simile a quello della vicina Carema, piccola zona di produzione di vini di nicchia piemontese, dove per tradizione la vite viene fatta avvinghiare a colonne di pietra, un po’ per utilizzare quelle ricavate dallo scavo della roccia ed un po’ per sfruttare il potere di assorbimento del calore della pietra, prezioso in territori dal clima freddo.

La cooperativa di Donnas nasce nel 1971 e da vita alla prima doc della regione che all’epoca era denominata Donnaz, in seguito cede la denominazione alla doc Valee d’Aoste diventando sottozona. La cooperativa ha ottanta soci conferitori, produce 150.000 bottiglie all’anno con 22 ettari di terreno, l’enologo è quello della regione Valle d’Aosta, Massimo Bellocchia, il quale segue le 6 cooperative regionali, tutte ben funzionali e produttive, Cooperative des Onze Communes, La Crotta di Vigneron, La Kiuva, Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle, Co-Enfer de Arvier.

La monorotaia della cooperativa Donnas

I vigneti sono posti tra i 320 ed i 500 metri s.l.m., su terreno sabbioso-calcareo caratterizzato dalla frequente presenza di ciottoli,essendo particolarmente permeabile spinge le radici della vite a cercare acqua in profondità, la pendenza del suolo è notevole e va dal 30 fino al 120%, particolare questo che rende difficile il lavoro nel vigneto, anzi quasi eroico nelle zone più ripide come quelle di Barme e Ronc dove il trasporto dei materiali da lavoro è faticosissimo tanto da aver causato un forte abbandono dei vigneti. Recentemente la regione si è attivata per recuperare la vitivinicoltura eroica di questa zona dotandola di strade percorribili con furgoncini e di monorotaie che attraversano le ripide terrazze sulle quali trasportare le uve durante la vendemmia totalmente manuale. A bordo di un piccolo furgoncino mi sono recata sino alle terrazze più alte, guidata dal vignaiolo Ugo Dalle, meravigliato dalla presenza di una signora di città che con abiti poco idonei e tipico fiatone di chi è poco avvezzo al movimento, ha voluto caparbiamente risalire le bellissime scalinate di pietra di granito per visitare le terrazze coltivate a nebbiolo, dalle quali si gode un panorama unico e straordinario. Ho notato con piacere che le terrazze sono totalmente ricoperte di un naturale tappeto di erba e sotto le viti c’è un copioso strato di letame di mucca, vecchio di due anni, materiale disponibile qui in grandi quantità per i numerosi allevamenti di mucche da latte destinato alla produzione dei tipici formaggi valdostani. E’ stata dura risalire gli scalini alti e rudimentali, ma non avrei rinunciato per nulla al mondo ad uno spettacolo di tale bellezza, reso prezioso dalla forte identità del paesaggio disegnato dalle terrazze scavate nella ripida roccia affacciate sulla verde valle sottostante, il tempo qui si ferma, rischiara e ritempra i pensieri donano profonda serenità. In cantina mi accoglie per la degustazione il presidente della cooperativa Mario Dalbard, si parte con un particolarissimo Erbaluce da tavola, questo vino non può avere altra denominazione in quanto l’Erbaluce è già doc piemontese, anche questo vitigno è presente a Donnas da tempi remoti ed in passato veniva vinificato in piccole quantità insieme al nebbiolo per conferire maggiore acidità al vino e per stemprarne il colore eccessivamente carico a causa della vinificazione effettuata in legno, Vin Blanc des Caves 2009, il colore è molto particolare, un giallo paglierino con riflessi ramati che fa lontanamente pensare alla buccia di una cipolla, al naso ha profumi delicati improntati su note erbacee, fruttate di mela cotogna e floreali di fresia, in bocca è sottile e fresco. Da abbinare a trota al cartoccio o lumache.
Barmet 2009, dal nome delle piccole cantine naturali scavate sotto i grossi massi precipitati sui vigneti dalla montagna, utilizzati come depositi o come luoghi di raccoglimento dell’acqua piovana. Prodotto unicamente in acciaio, dal colore rosso rubino trasparente e luminoso, esordisce con sentori erbacei, iodati, poi fruttati di frutti di bosco, piacevolissima la nota floreale di violetta, al palato è sottile, con tannini delicati, di buona freschezza con ritorni di frutti di bosco e viola. Da abbinare ai salumi valdostani come la moccetta di mucca o di camoscio ed ai “budin”, salamini morbidi fatti con lardo, sangue, patate e barbabietole, deliziosi.

Cooperativa Donnas

Vallee d’Aoste doc Donnas 2006, affinamento per 14 mesi in botti di rovere da 25 ettolitri, rosso rubino con riflessi granato, intenso al naso con profumi di amarene croccanti e mirtilli, delicate le note speziate di chiodi di garofano, pepe e liquirizia, iodato, floreale di violetta; in bocca presenta una struttura media con tannini sottili ed eleganti, di buona freschezza e sapidità. Da abbinare ad un buon bollito o fontina di media stagionatura.
Napoleon 2004, dedicato al bicentenario dal passaggio di Napoleone in Valle nel 1800 prima della vittoriosa battaglia di Marengo, affinato in tonneaux di rovere per 14 mesi ed in botti da 25 ettolitri per 4 mesi. Rosso granato trasparente, è intenso al naso, si esprime inizialmente sui toni speziati di liquirizia, chiodi di garofano e pepe, poi la viola appassita ed i frutti di bosco, di buona struttura, con tannini compatti e decisi, caldo, di buona freschezza e sapidità, lungo sui ritorni fruttati e speziati. Da abbinare a brasati di carne e tome ben stagionate.
Vielles Vignes 2005, prodotto con uve provenienti dai vigneti più vecchi con un’età di oltre 30 anni, vendemmiate in fase avanzata di maturazione a metà novembre, fa affinamento in botti di rovere da 25 ettolitri per 24 mesi. Rosso rubino trasparente, l’impatto olfattivo è notevole ed ampio, si percepiscono inizialmente sentori ematici e ferrosi, poi quelli speziati di liquirizia e chiodi di garofano, chiude con confettura di amarene. In bocca è caldo con tannini decisi, di buona freschezza e lunga persistenza giocata sui toni speziati e fruttati. Da abbinare a carne di cinghiale o camoscio in civet, ma ottimo pure con fontine e tome ben stagionate.

VIA ROMA, 97 11020 DONNAS (AO) -Tel.: +39 125 807096
www.donnasvini.it

Tra i vigneti della Val d’Aosta: Anselmet e Les Cretes

Un commento

  • Roberto Giuliani

    (12 aprile 2010 - 19:48)

    Bellissimo reportage, mi hai fatto venire la voglia di tornarci….

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