ValCerasa 2006 Etna bianco doc

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VALCERASA DI ALICE BONACCORSI
Uva: carricante
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio


Con Alice e il suo ciucciariello
La storia vitivnicola di questi anni è segnata da molti nostos. Alcuni sono riparatori, altri terapeutici, taluno ideologico, numerosi i casi di metempsicosi. Tutti sono positivi.
Le donne sono le protagoniste di questi nostos: per loro è un modo per proseguire l’opera dei padri, interpretarne i voleri più nascosti, sappiamo bene come imperscrutabili siano i rapporti tra ogni donna e il proprio papà, certo più misterioso e arcaico di quello tra uomo e madre. Penso a Silvia a Montevetrano, a Lidia a Montalgo Uffugo e tante, tante altre.
I bianchi sono invece i protagonisti della mia ricerca. Dunque la declinazione esplosiva di un vitigno autoctono come il carricante, il suolo magmatico etneo, il sole del tiranno Dionigi, l’essere annata di tre vendemmie fa regolarmente in commercio, sono tutti elementi ben introduttivi all’incontro.
Entriamo in una parte di quella che fu la proprietà della famiglia Bonaccorsi, almeno dal 1763, una grande riserva di caccia con circa 50 ettari a vigneto e oliveto e il suo vino mandato a Riposto, il grande emporio enoico del Nero d’Avola poi sopraffatto dalla ferrovia.
La proprietà si frammenta, il dottor Vincenzo la riprende nel 1955 e inizia ad occuparsi della gestione, nel 2003 il passaggio alla figlia Alice, laureata in scienze agrarie e al marito, Rosario Pappalardo, medico, che nel 2004 realizzano la nuova cantina nella contrada Croce dei Monaci.
Siamo tra 500 e 800 metri sul livello del mare, fa freddo e l’enologa Marinka Polencic, succeduta a Salvo Foti e a Paolo Caciorgna, si trova sicuramente a suo agio in questo clima.
La visita, realizzata nell’ambito del viaggio di formazione organizzato dallo Stapa Cepica di Napoli, ci mostra la proprietà di dodici ettari a conduzione biologica, con ciucciariello e quattro pecorelle che ripuliscono il superfluo tra i filari, i terrazzamenti segnati dai muretti a secco in pietra lavica. C’è un equilibrio interiore perfettamente integrato con quello naturale: non è un caso questo ritorno della borghesia meridionale alle ragioni della terrà, è, il più delle volte, un bisogno mentale prima ancora che ideologico.
Il vino è di quelli nelle mie corde. La 2006 da queste parti è stata sicuramente migliore che nel Continente, la frutta si mesce ai sentori di macchia mediterranea seccati dal sole, l’idea è proprio il profumo di campo nei periodi di siccità, senza note verdi. Lungo, appassionante, lo bevo sino a temperatura ambiente e più si scalda meglio si esprime perché l’acidità passa il testimone alla componente più amara, alla sapidità e all’alcol che continuano a manifestare presenza pimpante, varia, complessa, straordinaria. Il bicchiere non ti viene incontro, si fa inseguire.
Un gran bel bianco, dalle lunghe possibilità. Un bicchiere da incorniciare e da conservare per molti anni.

Sede a Piedimonte Etneo
Tel 095.337134
Sito: http://www.valcerasa.com
Enologo: Marinka Polecic
Bottiglie prodotte: 40.000
Ettari: 12 di proprietà
Vitigni: nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante