Valentina 2008 Fiano Paestum igt

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Valentina 2008 Fiano Paestum IGT

L’annata 2008 è la consacrazione del Fiano cilentano: mai, infatti, tanti produttori si erano espressi a livelli così alti, importanti, identificativi: Maffini con Kratos e Pietraincatenata, De Concilis con il Donnaluna, Polito con Saracé, San Giovanni con il Tresinus, il base de I Vini del Cavaliere, Cumalé di Casebianche, il Phasis di Tenute del Fasanella.
Sono ormai una quindicina di vendemmie alle spalle, la semplicità giocata in acciaio, la declinazione verso il frutto e la macchia mediterranea, il rapporto con il costo, fanno del Fiano cilentano un prodotto ormai competitivo con quello irpino, anche se non arriva ad esprimersi compiutamente sui tempi lunghi.
Una primo segnale era arrivato dalla sfida alla cieca Looking for Wine, abbinamento tra Fiano e Mozzarella, svolto nell’ambito del Salone della Mozzarella a Paestum dove ai primi quattro posti il pubblico ha scelto tre cilentani (De Conciliis, Polito e Fasanella). Poi la conferma negli assaggi coperti, sempre a Paestum, di Vini Buoni d’Italia. Infine la Corona a ben due etichette, il Pietraincatenata di Maffini e il Valentina di Rotolo che, a mio avviso, è in questo momento il migliore in circolazione: mai, infatti, questa uva bianca aveva raggiunto tali vertici di eleganza e finezza. Alfonso Rotolo, figlio d’arte, me lo aveva detto negli anni ’90: serviranno una decina di anni ancora prima di esprimersi al massimo.
Forse ci siamo? Chissà. Intendiamoci, non è la prima volta che il Valentina, è il nome della figlia di Alfonso, stupisce e ottiene riconoscimenti. Nasce da una selezione di fiano in purezza, si vinifica in acciaio e una parte passa poi in legno per cercare un po’ di complessità. Il Valentina 2008 è bianco fine, ricco di macchia mediterranea, timo, origano, a cui seguono agrumi, nocepesca. Il naso è lungo e persistente, praticamente infinito, in bocca c’è piena corrispondenza, con una incalzante e appagante freschezza, il palato è completamente occupato dalla struttura del vino, ai toni dolci iniziali subentra la sapidità che consente una chiusura a tono, molto lunga, appagante.
Davvero un grandissimo vino, emozionante, in cui l’equilibrio tra la frutta e la freschezza è perfettamente centrato, tutte le componenti si fondono nel tutto conservando la loro personalità ma senza imporla. Il Fiano di Ferragosto, da bere meditando sul mare di Elea oppure, più prosaicamente, sulla incredibile e straordinaria cucina con i ceci di Giovanna Voria dell’Agriturismo Corbella di Cicerale.