Vallèe D'Aosta Cornalin 2011 La Vrille

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Vallèe D'Aosta Cornalin 2011 La Vrille

La Valle d'Aosta è terra di grandi vignaioli, nel senso più puro del termine. Chi si dedica alla viticoltura in questa regione racchiusa dalle Alpi, dal clima rigido e con terreni fortemente scoscesi e pietrosi è spinto sempre da grande passione in quanto il sacrificio richiesto è davvero enorme. Pochi gli ettari a disposizione per ogni singola azienda, basti pensare che l'intera superfice regionale vitata è di 350 ettari e che i vignaioli sono un centinaio,  quindi i ricavi alla fine non sono poi così soddisfacenti.

La Valle ha mantenuto un certo numero di vitigni autoctoni, tutti molto singolari ed unici nel loro genere. Molti sono stati abbandonati nel corso del tempo, anzi l'intera vitivinicoltura ha visto una defezione  sempre più frequente per le grandi difficoltà dovute alla forte pendenza dei suoli ed al clima rigido. E' terra di bianchi molto interessanti come il muscat, il petit arvine, il priè blanc che compone uno dei vini più conosciuti della regione: Il Blanc de Morgex, portato alla ribalta in una decina di anni dalla Cooprativa . Proprio le cooperative molto attive e motivate dal grande legame che i valdostani hanno con la propria terra e le sue tradizioni hanno salvato la vitivinicoltura in valle. Anche chardonnay e pinot grigio qui danno vini affascinanti. I rossi si caratterizzano per una beva mediamente sottile e scattante accompagnata da una buona intensità di profumi. Sono vitigni piuttosto precoci che riescono quindi a raggiungere una buona maturazione a queste latitudini. A differenza del nebbiolo del vicino Piemonte che qui non va oltre il comune di Donnas, molto vicino al confine tra le due regioni. Il cornalin è un vitigno a bacca rossa piuttosto diffuso e che ben si esprime proprio nell'areale intorno a Verrayes. Qui Ervè ha la sua piccola azienda agricola composta da appena quattro ettari dei quali solo 1,5 sono dedicati alla vigna ed il resto è destinato all'orto e all'allevamento. In effetti la casa agriturismo di Ervè e sua moglie Luciana rappresenta una delle tante unità abitative tipiche della Vallèe progettate e organizzate per essere totalmente autosufficienti per la sopravvivenza. La neve ed il ghiaccio durante l'inverno per lunghi periodi infatti impediscono gli  spostamenti. Ervè in vigna ed in cantina fa tutto da solo e con risultati eccezionali. Il suo Muscat Fletri, il moscato di Chambave passito, è ritenuto uno dei migliori vini passiti italiani. In questo piccolo angolo della Vallèe il clima ventilato e secco consente un lento e completo appassimento delle uve, pertanto è molto diffusa la produzione di questa tipologia di vino. Il cornalin è un vino più semplice, ma comunque molto interessante per il carattere singolare. Le vigne sono esposte a sud, sud – est ad una altitudine di 650 metri su terreno fortemente scosceso, di natura morenica e sabbioso. Il Cornalin 2011 esprime un bel tocco di pepe nero, tipico del vitigno, e bei profumi di erbe mediterranee e un frutto pieno e croccante. Il sorso ha grande vivacità, è sottile e scattante, succoso, di bella freschezza piena e integra e tannini moderati. Si lascia bere con generosità e voglia di saperne di più sorso dopo sorso considerando le pochissime possibilità che si hanno di bere un cornalin della Valle d'Aosta e così ben fatto.

Prezzo 13€ in cantina.

La Vrille è in Hameau du Grandzon 1 Verrayes (AO). Tel. 0166 543018

www.lavrille-agriturisme.com

lavrille@gmail.com

Questa scheda è di Marina Alaimo

4 commenti

  • Mondelli Francesco

    (18 gennaio 2014 - 07:57)

    Hervè,ufficiale della marina militare francese,ritorna alle sue montagne(che sono sempre culturalmente francesi)per fare il cantiniere nella cooperativa di Chambave prima di dedicarsi alla sua vigna ed aprire ,assieme a sua moglie Luciana,un agriturismo che per la qualità del cibo e prodotti propi (anche orto ed animali da cortile nonchè capre e pecore)lo definire più che stellato.Ha fama per il suo passito,ma personalmente preferisco il suo muscat chambave(testato alla grande su un rombo realizzando così un virtuoso connubio tra mare e montagna)e tra i rossi il suo fumin.Poco distribuito perchè quasi tutto consumato nel loro ristorante in cui ho avuto una lezione di spaghetti al pomodoro ,di cui oggi tanto si parla ,che ricorderò per molto tempo .La straordinarietà del loro territorio è che hanno un microclima quasi mediterraneo :si è per esempio ben acclimatato il finocchietto selvatico .In conclusione non resta che dire :vale il viaggio .FM.

  • Mondelli Francesco

    (18 gennaio 2014 - 12:48)

    Il mio era solo un breve riassunto di una bella esperienza come suo ospite.FM.

    • Marina Acino Ebbro

      (18 gennaio 2014 - 16:08)

      Graditissimo commento.

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