Guida aI ristoranti e le trattorie dentro e fuori le guide > il Cilento
0

Vallo della Lucania, La Chioccia d’Oro

18 settembre 2005

Bivio di Novi Velia
Tel. 0974.70004
Chiuso il venerdì, ferie all’inizio di settembre

Siete in un posto che una volta tanto mette tutte le guide specializzate d’accordo. La Chioccia d’Oro, aperta nel 1979 da Giovanni Positano alle falde del monte Gelbison nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, ha infatti ovunque una buona valutazione. Non lasciatevi dunque impressionare negativamente dall’arredamento, appunto un po’ stile anni Settanta, il simil moderno che fa retrò, perché la cucina è di quelle decise, dai sapori territoriali autorevoli, collaudata sin dalla prima stagione attraverso una esecuzione di piatti tradizionali che non hanno mai inseguito le mode se non facendo qualche peccato veniale come i paccheri introdotti da qualche stagione ma conditi con sughi di territorio come i funghi e gli asparagi. La materia prima è impressionante: a tavola c’è il pane di Vallo censito da Slow Food, misto di farina bianca e integrale, l’olio è Cilento dop, salame, salsiccia, sopressate e capicollo sono fatte con la carne di maiali cresciuti sul posto, trionfale l’ingresso di zucchine e melanzane alla griglia, peperoncini verdi altati in padella, funghi trifolati o grigliati, mozzarella nella mortella, frittate di asparagi. Davvero lo scorrere delle stagione determina l’inizio della tavola. Seguono paste tipiche del Cilento come fusilli, cavatielli, ravioli conditi al sugo semplice o con il ragù, oppure il classico nido, tagliatelle con prosciutto e besciamella, rinchiuse in una pasta tirata a mane e passate al forno e condite alla fine con un cucchiaio di ragù. Noi apprezziamo particolarmente i secondi di carne che difficilmente mangiamo quando siamo al Sud perché manca la tradizione e tutto finisce in brace. Invece qui c’è un bel polpettone di maiale o di cinghiale, un animale molto diffuso nel Parco da almeno una quindicina d’anni da quando la caccia è stata limitata, o il pollo dissossato, imbottito e condito con una salsetta di funghi, il coniglio ‘mbuttunato, il capretto al forno con le patate arreganate in bianco, e ancora fegato di vitello o di maiale, agnello, capretto. Quanto ai dolci sono fatti da laboratori cilentani, si può scegliere tra i classici della pasticceria napoletana o quelli secchi la cui memoria risale sicuramente ai romani come nel caso dei biscotti al miele. L’aggiornamento c’è stato sui vini: buona scelta di cilentani (De Concilis, Maffini, Cobellis) e qualche campano, una carta ben calibrata sul tono del locale. Il servizio è molto rapido e professionale, segno dell’ordine che regna in cucina anche quando tutti gli ottanta coperti sono occupati. Il conto, tutto compreso, oscilla tra i venti e i trenta euro a seconda della bottiglia scelta, altrimenti con 20 ci siete.

Come arrivare.

Lasciare la Salerno-Reggio a Battipaglia. Proseguire per Agropoli e Vallo della Lucania. Lasciare la superstrada cilentana a Vallo, superare il centro abitato sulla vecchia statale 18 e imboccare l’incrocio per Novi Velia dopo la frazione Massa. Un paio di curve e ci siete, la Chioccia d’Oro è sulla destra.

Guarda su Google Maps