Vendemmia 2011 Barolo, Barbaresco e Roero: un giro tra Scavino, Pellissero e Almondo

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Enrico Scavino

Alzi la mano chi  non ama il Piemonte! La regione dei grandi vini dove è nata la rivoluzione enogastronomica degli ultimi trent’anni ci viene raccontata da Cosimo Torlo, giornalista, autore di guide di successo (Il Ghiottone Errante) e collaboratore de La Stampa. Conosce questa regione come le sue tasche essendo tra i primi ad aver scritto di vino e prodotti. Non si poteva non cominciare dalla Langa e dalle anticipazioni delle vendemmia.
Il Piemonte di Cosimo Torlo è il suo spazio che seguiremo con passione.

di Cosimo Torlo

In tutta la Langa è in pieno svolgimento la vendemmia, un’annata che secondo molti produttori si rileverà eccellente, in particolare per la Barbera ed il Nebbiolo, frutto di un andamento climatico che a partire dall’inverno scorso è decorso in modo regolare con punte di freddo in alcune zone, mentre la primavera ha avuto, sin dall’inizio, un andamento inconsueto. Il mese di marzo è stato molto piovoso. Il mese di aprile è stato decisamente secco con temperature, per molti giorni, superiori ai 30C°. In maggio sono calate le temperature ma senza precipitazioni. In giugno si sono avute due settimane di pioggia che sono rientrate nella norma in luglio con temperature al di sotto della media stagionale. Diverse, ma mai catastrofiche, le grandinate. Il caldo insolito di aprile ha accelerato il ciclo vegetativo sfociando in una fioritura regolare ma durante i mesi di giugno e luglio la vite ha perso parte dell’anticipo accumulato. Ed in questi giorni, grazie al drastico abbassamento delle temperature notturne le uve stanno raggiungendo un ottimale maturazione fenolica.

E questa situazione rende felice i produttori, personaggi unici che con il loro lavoro hanno reso la Langa ed il Roero famosi in tutto il mondo:

Enrico Scavino è uno di questi uomini, una di quelle persone con le quali l’incontrarsi e ragionare di come và il mondo del vino, delle annate, non è mai banale, il suo Barolo, anzi i suoi Baroli sono una delle migliori espressioni di Langa. La sua azienda nasce nel 1921, fondata dal papà, ha affrontato tutte le fasi di crescita e di trasformazione del territorio, a partire dagli anni ’60 e ’70 e a seguire per arrivare ai giorni nostri. Una spettacolare cantina e oltre 20 ettari di vigneto posizionati nei terreni più vocati per la produzione di Nebbiolo da Barolo; sui bricchi di Castiglione Falletto ai Cannubi di Barolo, passando per La Morra  e Roddi d’Alba. Oggi con lui in azienda operano le figlie Enrica ed Elisa, la nuova generazione che affianca Enrico in quest’opera di consolidamento della qualità e che giorno dopo giorno stanno prendendo in mano l’azienda, trasferendo in essa entusiasmo e competenza. Sono ben 6 i Baroli prodotti, “Bric del Fiasc”, il “Rocche dell’Annunziata Riserva”, “Bricco Ambrogio”, “Cannubi”, “Carobric” ed il Barolo d’annata. Il Bric del Fiasc è la storia moderna dell’azienda, era il 1978, ed il giovane Enrico convinse il padre Paolo a vinificare per la prima volta le uve di un singolo, splendido vitigno da solo, nasce il primo cru dell’azienda. Un successo ed una bontà straordinaria, che il tempo a seguire a via via certificato, facendo di questa bottiglia uno dei must del Barolo nel mondo. Longevità, piacevolezza sono la cifra stilistica di tutta la sua produzione, detto del “Bric del Fiasc”, il “Carobric” è un esempio differente ma allo stesso tempo fedele di questa filosofia, Realizzato da un assemblaggio di nebbiolo da cru di “Rocche”, “Bric del Fiasc” e Cannubi, si presenta superbo e tonificante per lo spirito e il corpo. Una chicca prodotta dagli Scavino dal 2000 è il bianco “Sorriso”, un calice di squisita freschezza ed eleganza, da un uvaggio Chardonnay, Sauvignon e Viogner.

Paolo Scavino – via Alba / Barolo 59 – Castiglione Falletto (CN) – tel. 0173/62850 – www.paoloscavino.com

A pochi chilometri sopra Alba, nel comune di Treiso ha sede l’azienda Pelissero, una vera e propria griffe del Barbaresco. Vignaioli da oltre tre generazioni, sono oggi i fratelli Giorgio e Cristina a condurre la cantina.

Giorgio Pelissero

Giorgio è l’uomo cantina, vigneto, pr, ed altro ancora, un uomo che vive senza sosta nel lavoro avendo chiaro che è solo con il duro operare che si può dare qualità e far conoscere il Barbaresco in Italia e nel Mondo.

Il vigneto

La loro produzione, posizionata in una delle zone più vocate per il Nebbiolo da Barbaresco, 35 ettari di proprietà, prende le mosse nei primi anni ’60, quando furono imbottigliate le prime bottiglie da papà Luigi Pelissero.

Barbaresco docg Vanotu

Oggi la loro produzione si suddivide tra due Dolcetto d’Alba (“Munfrina” e “Augenta”), la Barbera d’Alba “Piani”, il “Long Now” (da un uvaggio 50% Barbera e 50% Nebbiolo), il Langhe Nebbiolo, il Barbaresco “Nubiola”, il Barbaresco “Tulin” ed il Barbaresco “Vanotu” quest’ultimo il fiore all’occhiello dell’azienda.

Le botti
L’ultima versione degustata del Barbaresco “Nubiola” ‘08 è forse una delle migliori realizzate da Giorgio, meno esotica rispetto al passato, ma un Nebbiolo più deciso, speziato, con ottimo frutto, e bella freschezza.
La bottaia
Il vigneto

Az. Pelissero – via Ferrere 10 – Treiso (CN) – tel. 0173/638430 – www.pelissero.com

Chiudiamo questo nostro primo giro nel mondo del vino di Langa, nel Roero, una zona dove la produzione del Nebbiolo ha caratteristiche diverse da quello al di là del fiume Tanaro, la cosiddetta “riva destra”, terreni più sabbiosi della “riva sinistra” ma non per questo meno seducenti e grassi, al pari di molti Barbareschi.

Domenico Almondo

Domenico Almondo è uno degli alfieri della rinascita del Roero, una rinascita che oramai ha molti anni alle spalle, ma che si conferma con sempre più sicurezza anno dopo anno. La sua avventura nel mondo del vino data i primissimi anni ’80, poche bottiglie e via via una crescita lenta ma costante, un uomo che anche attraverso il suo impegno civico sul territorio è certamente un punto di riferimento per i suoi colleghi vignaioli.

Il vigneto

La sua produzione vede due tipologie di Arneis, il bianco che per primo ha fatto conoscere questo territorio, il “Vigne Sparse” ed il  superbo “Bricco delle Ciligie”, il bianco da uve Risling “Sassi&Sabbia”, il Langhe Nebbiolo, il Brachetto “Fosso della Rosa”, la Barbera d’Alba “Valbianchéra” ed infine il Roero docg, ed il Roero “Bric Valdiana”.

La Barbera d'Alba di Almondo

Quest’ultimo è il Nebbiolo importante dell’azienda, la sua ultima versione in commercio, il 2008 è molto piacevole, con una impronta definita, bel frutto e un vigore alcolico che non copre l’insieme della piacevolezza che regala al naso e al palato.

Giovanni Almondo – via S. Rocco 26 – Montà d’Alba (CN) – tel. 0173/975256 –  www.giovannialmondo.com