Vendemmiando la catalanesca a Cantine Olivella


Il piccolo David al lavoro (Foto Karen Phillips)

di Marina Alaimo

L’azienda vitivinicola Olivella ha celebrato come ogni anno la vendemmia dell’uva catalanesca insieme a tanti amici e sempre più numerosi appassionati del mondo del vino. I vigneti di Domenico Ceriello, Andrea Cozzolino e Ciro Giordano sono sul Monte Somma, a Sant’Anastasia, in prossimità dell’antica sorgente Olivella, dalla quale prende il nome l’azienda.  Ci si arriva attraversando i paesi vesuviani dove la densità di popolazione è altissima, pertanto lungo il tragitto non si vedono altro che case e costruzioni ammassate l’una all’altra. Entrando in via Zazzera, la piccola contrada che conduce alle cantine Olivella, gradualmente la natura prende il posto del cemento, fino a ritrovarsi in un’oasi di verde.

Prevalgono le tipiche coltivazioni di albicocchi, pomodorini del Vesuvio, olivi, ed i vitigni di questa azienda, dove grande spazio è stato lasciato alla catalanesca. Mano a mano che si risalgono i vigneti, il bosco del Monte Somma si impadronisce totalmente della scena.  Le Cantine Olivella hanno sempre creduto fortemente nell’espressività territoriale di questo vitigno, ritenuto dai tre soci quello più rappresentativo di questo areale di antica produzione vitivinicola. Siamo nel territorio della doc Vesuvio, per cui si allevano anche coda di volpe, falanghina, piedirosso, qui detto per’ ‘e palumm’, ed aglianico.

Per stupide beghe burocratiche, il nome della catalanesca ancora non può essere menzionato in etichetta, pertanto il vino prodotto con questa varietà d’uva è stato chiamato Katà.  La catalanesca, catalogata per lungo tempo come uva da tavola, ha dimostrato poi ampiamente di poter dare vita a vini interessanti, sottili, dal profumo intenso, e nel terriorio vesuviano, caratterizzato da un suolo vulcanico, esprimono una decisa sapidità e buona freschezza. E’ un’uva  tardiva, in quanto ha una buccia coriacea, dal bellissimo colore dorato. In passato era usanza locale lasciare qualche grappolo sulle piante fino a dicembre, per poterla portare in tavola il giorno di Natale, essendo l’uva, nella civiltà contadina, simbolo di abbondanza e buona fortuna. E’ stata numerosa l’affluenza del pubblico desideroso di poter vivere in prima persona l’esperienza della vendemmia. Ogni improvvisato vendemmiatore è stato dotato di forbici e maglietta con il logo dell’Olivella ed in grande allegria si sono staccati dalle viti i grossi grappoli dorati, immediatamente portati in cantina, dove con grande soddisfazione, i partecipanti hanno visto trasformarli in mosto dal profumo intenso. Stanchi per il lavoro ed accaldati per il sole ancora cocente, nonostante fossimo nel mese di ottobre, sono stati invitati alla mensa dove erano stati preparati: bruschette di vario tipo, mezzi paccheri con pomodorini del piennolo del Vesuvio, provolone del Monaco e colatura di alici; salsicce cotte con vino catalanesca;  biscotti al passito di catalanesca. Ha contribuito a sottolineare lo spirito agreste di questa festa della vendemmia il gruppo di musica popolare Napoli Extra Comunitaria. L’evento si è svolto in collaborazione con la delegazione AIS Comuni Vesuviani.

5 Commenti

  1. Ma chi è quel simpatico piccoletto al lavoro? A giudicare dalla cassa di uva quasi piena, deve avere un ottimo sistema di raccolta…che magari gli consente di sbaragliare anche gli adulti , in termini di produttività!!!
    ;-))))))))

  2. Oggi è lunedi e Lello, col metro in una mano e la sigaretta dall’altra, sta verificando con dei nani da giardino se trovano spazio tra i filari strette del cru segreto che sta implementando nel suo domaine irpino. Ha solo un punto d’indecisione ormai: se assumere bambini o nani veri. Appuntamento col commercialista per lunedì prossimo in agenda.

    1. Ecco, questa è l’immagine della mia persona che si è propagandata sul web : fancazzista e perdipiù rompimaroni (soprattutto per la rubrica del GdF, riguardo a sesti d’impianto e quant’altro) !!! Grazie GdF e grazie Giancarlo,ve ne sarò eternamente riconoscente… ;-))

      P.S. Alba, quel bambino lo conosco benissimo, è David , l’adorabile figliolo di Karen , che volevo “sfottere” perchè
      è stato tanto entusiasta di questa esperienza da sostenere di aver inventato un nuovo metodo di
      raccolta dell’ uva, secondo lui molto più veloce e quindi produttivo… :-)))

  3. A noi il merito di produrre un grande vino, a te quello di saperlo raccontare ancora meglio, grazie alla competenza e la passione.
    Grazie Marina
    Cantine Olivella

I commenti sono chiusi.