Verticale di Montevetrano 2005-2004-2002-2001

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di Diodato Buonora

Non capita tutti i giorni di essere invitato ad una verticale del vino più prestigioso della provincia di Salerno: il Montevetrano. Qualche notizia: è prodotto con cabernet sauvignon 60%, merlot 30% e aglianico 10%; l’azienda è a San Cipriano Picentino, a pochi km da Salerno; possiede circa 4 ha di vigneti ben esposti; l’enologo è da sempre Riccardo Cotarella, winemaker di fama mondiale. Attualmente la produzione è di circa 30.000 bottiglie che non hanno nessun problema ad essere commercializzate. Il Montevetrano, grazie ai numerosi riconoscimenti e ai tanti premi, si trova nei migliori ristoranti del mondo dagli Stati Uniti al Giappone. La verticale è stata organizzata al Mec Hotel di Paestum dalla delegazione AIS del Cilento e Vallo di Diano guidata dalla brava, disponibile e professionale Maria Sarnataro, che dal suo avvento in poco tempo ha fatto dimenticare quelli che l’hanno preceduta. All’incontro erano presenti: Silvia Imparato (titolare del Montevetrano), Antonio Del Franco (Presidente Ais Campania), Antonella Bevilacqua (scrittrice ed esperta di vini francesi) oltre alla quasi totalità dei delegati AIS provinciali campani, qualche giornalista e pochissimi appassionati. In totale poco più di 20 persone. Dopo che ci sono stati versati i vini, ognuno di noi l’ha degustati, in un silenzio quasi evangelico, iniziando dall’annata più giovane a quella più vecchia. Alla fine, tutti quelli che volevano hanno detto la loro su ogni annata. Molti, data la presenza della produttrice, forse, non hanno detto quello che in realtà pensavano. Personalmente, sapete che degusto il vino in modo particolare. Guardo al sodo e poco alla poesia. Il vino mi piace degustarlo, ma soprattutto mi piace berlo e mi appassiona tanto anche acquistarlo e servirlo al ristorante. Il giudizio per ogni annata la descrivo in modo chiaro, semplice e breve senza tirarla per le lunghe.

Montevetrano 2005. È stata la prima annata degustata. Dal colore concentrato rosso rubino vivo e carico s’intuiva che si aveva di fronte un vero cavallo di razza. Al naso aveva dei profumi persistenti eleganti e raffinati. Il gusto era già piacevole adesso, aveva molto frutto, tannini non aggressivi. Senza sforzarsi molto, si capiva che il vino aveva grandi margini di miglioramento e una vita lunghissima. Un’annata che farà per molti anni parlare di sé. Voto: 92/100.

Montevetrano 2004. Non come la precedente. Il colore era meno rubino. Al naso sia l’intensità, la persistenza e la finezza colpivano di meno. Si sentiva un po’ di più l’erbaceo. Al gusto è risultato ugualmente un grande vino, durerà sicuramente ancora a lungo, la struttura glielo permette, ma non credo che la sua piacevolezza aumenterà nel tempo. Voto: 85/100.

Montevetrano 2002. Oddio, quest’annata a me non è piaciuta. Qualcuno ha osato dire che era quella più interessante. Anche per questo è bello il mondo del vino. Io l’ho trovato “seduto”, senza carattere, stanco, moscio sia al colore che al naso e al gusto. In pratica non mi sembrava un “Montevetrano” anche se debbo ammettere che era particolare. Poi, aggiungo, bere un Montevetrano anche se non piace è sempre un’emozione. Voto 72/100.

Montevetrano 2001. Da manuale. Un vino che è alle soglie della perfezione. Il colore tende al granato e non più al rubino. Al naso s’evidenziano i suoi sentori caratteristici: spezie come pepe e cannella, cuoio, tabacco. Un “gentilvino” adatto alle occasioni più importanti della vita, per dare l’emozione alle emozioni. Al palato è morbido, la sua persistenza e la sua finezza non hanno fine. In questo caso si può dire: eccezionale. Voto: 98/100.
Una verticale che ricorderò per molto tempo. Grazie Maria e Grazie Silvia.

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