Verticale Nero d’Avola Santa Cecilia 2012-2001 a Radici

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Maurizio Gily e l'enologa Patricia Toth
Maurizio Gily e l’enologa Patricia Toth

Il vino rosso cupo nasce dal suolo bianco calcareo di Noto. E’, per dire una banalità, una delle contraddizioni della Sicilia. Di lonegvità di Nero d’Avola si è sempre parlato molto poco: al vino simbolo della Sicilia per tanti decenni la scena è stata rubata, almeno a livello di critica, dai rossi fini ed eleganti dell’Etna o, negli ultimi tempi, dal beverino Cerasuolo.
Eppure questo vitigno resta il principale vitigno coltivato sull’Isola e regge gran parte della viticoltura.
La verticale organizzata da Planeta per Radici, con Santi e l’enologa Patrizia Toth, è stata molto interessante da questo punto di vista: ha dimostrato che si tratta di un rosso capace di evolvere bene e con tranquillità nel corso degli anni, oltre ad avere una complessità interessante. Nasce a Noto, considerato il luogo di origine del Nero D’Avola, fermenta in acciaio per poi elevarsi in barrique di secondo e terzo passaggio per circa 14 mesi.

Le bottiglie della Verticale di Nero d'Avola
Le bottiglie della Verticale di Nero d’Avola

Santa Cecilia 2012
Il rosso è ancora scontroso, ben lontano dai prototipi di Nero d’Avola a cui si era abituati. Al naso oltre la frutta rossa prevalgono le note balsamiche, decisamente entusiasmanti. Al palato la freschezza è preponderante, quasi assoluta, fa salivare in abbondanza. Sicché l’impressione è quella di un vino ancora in cerca di un suo equilibrio. Voto 90

Santa Cecilia 2011
Decisamente più equilibrato, con note balsamiche e frutta rossa ben delineata in un corredo molto piacevole di spezie. Al palato l’inresso è abbastanza morbido, anche in questo caso sostenuto dalla freschezza, molto lunga e piacevole la chiusura che lascia la bocca pulita e con la voglia di ripartire subito. Voto 89

Santa Cecilia 2010
Un vino che si esprime con molta maturità, assolutamente piacevole e in equilibrio perfetto tra naso e palato. La frutta prevale netta, con rimandi di caffé e di cioccolato appena accenati. Venature balsamiche e rimandi di macchia mediterranea che si affermano quando il bicchiere perde la temperatura di cantina. Voto 89

Verticale Nero d'Avola, la tovaglietta
Verticale Nero d’Avola, la tovaglietta

Santa Cecilia  2007
Un vino pieno, ricco, ma un passo meno scattante dei precedenti. Abbiamo sentori di frutta matura ed evoluta, carrube, allungo tostatoanche in bocca la beva è sostanzialmente compiuta, morbida, l’acidità pur presente è comunque impegnata a far cammianre  la materia. Un vino che è ormai giunto al suo nadir e che va decisamente comsumato. Voto 88

Santa Cecilia 2005
Una piacevole sorpresa fresca e tonica, con il ritorno netto delle note balsamiche sulla frutta, molto piacevole. Tornano anche le carrube, il tostato, il caffé, la ciococlata. In bocca è lungo e piacevole, anche scattante con un finale lungo e appagante. Un vino in piena forma, che si può considerare ancora giovane e con un lungo cammino da intraprendere. Voto 90.

Santa Cecilia 2001
Torna tutto il tema dell’annata compiuta, quasi perfetta. Il vino è in equilibrio sia tra naso e palato, sia in bocca tra le diverse componenti con la freschezza all’interno del corpo del vino. Un vino dunque che si esprime in maniera quasi didattica, buono, ma decisamente meno emozionante del 2005. Voto 89