Vico Equense, Bikini

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Via Serio Luigi, 145
Tel. 081.8016222, 081.8015303, 081.8015555
www.ilbikini.com

Siamo in uno dei lidi più famosi del mondo, un pezzo di storia delle belle estati da oltre mezzo secolo, di fronte il Vesuvio e la magica Napoli, poco prima di entrare a Vico Equense. Uno di quei posti balneari prediletti dai patrizi romani che di lusso se ne intendevano anche perché a poche bracciate da Capri preferita da Ottaviano e Tiberio. Qui il patròn Riccardo Scarselli, mitica figura della balneazione in Penisola, ha organizzato lo spazio open quasi 24 ore su 24: la mattina servizio di alto livello in spiaggia sino al tramonto che arriva stancamente molto tardi, poi la cena (ma volendo anche il pranzo) e infine, da mezzanotte all’alba, la discoteca. Se, come me, non amate la spiaggia e soffrite di claustrofobia da traffico o di agorafobia notturna, potete venire la sera e cenare in modo semplice, essenziale, non pretenzioso ma molto efficace provando le ricette di Domenico e Antonino De Simone, amici per la pelle e cugini. I due da sempre sono insieme, dal San Vincenzo di Vico Equesnse, alla Colombaia del Grand Hotel Quisisana di Capri, dal Syrenuse di Positano al Santa Caterina di Amalfi, dal Vesuvio di Sorrento ai Quattro Passi di Nerano a Massa Lubrense e al Belvedere di Vico Equense. In sostanza provate una cucina basata sulla freschezza, dei prodotti e del palato, quasi esclusivamente fondata sul rapporto tra il mare e l’orto, così come impone la nouvelle vague campana che tende ad escludere giustamente la carne di cui non vi è tradizione seria o lontanamente paragonabile a quella di altre regioni. E allora, freschezza nel calamaro farcito in tortiera di patate e fagiolini, nella zuppa di cantalupo con gamberi, divertimento nel croccante di fior di zucca su concassea cromatica di pomodoro e fragoline, ancora freschezza nei ventaglietti di polipo con finocchi tagliati alla julienne e rucoletta. Primi classici: occhi di lupo con cozze e patate, ravioli di provola e timo al pomodoro San Marzano, tagliolini con gamberi e agrumi, mezzemaniche al ragù di coccio. Grande frittura di paranza, buon millefoglie di pesce da taglio con zucchine e caciocavallo profumato, assolutamente inutile il filetto al pepe verde stile Montecarlo anni ’70, di rilievo i dolci tra cui segnaliamo il semifreddo con gelatina di menta. C’è un menu degustazione a 55 euro con quattro portate e piccola pasticceria. Sufficiente la carta dei vini con la Campania non rappresentata adeguatamente alla suo volume di fuoco. In sostanza, un modo sano per chiudere la serata coccolati dal Vesuvio in Costiera, senza ansia perché la disco inizia dopo mezzanotte e nulla lascia presagire quel che sta per accadere. Poi, se volete, potete buttarvi piacevomente nella mischia mentre noi ci defiliamo senza complessi di colpa: cotture leggere, grassi al minimo, poco sale per rispettare il prodotto già ricco di suo di sapidità marina regalata dalla roccia e dal Golfo quasi chiuso da Capri e Ischia. L’ennesimo segnale positivo della straordinaria stagione gastronomica di Vico Equense e della Penisola Sorrentina.

Come arrivare. Lasciare la Napoli-Salerno a Castellammare e proseguire lungo la superstrada. Il locale, ben indicato, è sulla destra dopo le gallerie prima di entrare a Vico.