Vigna Caracci 2006 Falerno del Massico bianco doc

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Uva: falanghina
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno


Tani e Maria Ida Avallone

Qualche giorno fa parlando di strategie aziendali e di opportunità di crescita per le aziende vinicole del Casertano alla Stanza del Gusto, si menzionava come possibile opportunità la specializzazione e verticalizzazione dei crus aziendali. Giusto in quel momento ci è stato servito il Caracci 2006, alfiere della produzione aziendale che nasce da pochi ettari di vigna sulle colline di San Castrese dove il terreno cambia colore, si avvicina al rossiccio e contiene abbondanti tracce di fosforo, silicio e potassio fondamentali per la mineralità e la longevità del vino. Le vigne, bellissime da vedere hanno oltre 40 anni, ci si arriva in jeep o a piedi e si gode di una vista magnifica a circa 150 metri sul livello del mare. Abbiamo parlato di cru, come spesso amo ripetere, il termine è il participio passato del verbo francese “croir” che significa circoscritto. Una vigna modello clos di Borgogna, rese basse, in tutto circa 13.000 bottiglie da uva Falerna, il cui nome pare derivare dal termine latino “falanga” ovvero palo di sostegno. Le uve sono sottoposte a criomacerazione al fine di ottenere una maggiore estrazione aromatica e di struttura.
Il mosto fermenta poi in barrique di Allier di media tostatura per circa 20 giorni per rimarcare le caratteristiche di armonia e morbidezza naturalmente presenti nelle uve. Inoltre per precisa scelta aziendale il pluripremiato Caracci va in commercio non prima di aver trascorso circa cinque mesi in piccole botti di Allier e 8 – 12 mesi in bottiglia, vale a dire dopo circa un anno e mezzo dalla vendemmia. Alla vista un bellissimo giallo paglierino carico con intensi e brillanti riflessi dorati. Al naso gli aromi primari, floreali di gelsomino, glicine e frutta bianca tropicale, hanno lasciato più spazio a sentori complessi, fortemente agrumati, seguiti da note muschiate e tostate per chiudersi con reminiscenze terziarie fortemente minerali, speziate ed elegantemente ossidate.
Al gusto risulta ancora straordinariamente fresco, morbido, ma non ruffiano, sapido e persistente.
Corrispondenza gusto olfattiva e corpo sono la fotografia dell’esame visivo, con una nota di mandorla amara in retrogusto. La presenza marcata del legno delle prime annate è scomparsa, per lasciar posto a territorialità, equilibrio ed eleganza della falanghina Falerna dell’areale del vulcano del Roccamonfina. Il Caracci è un vino longevo, con una vita di scaffale che supera i 12 anni, fortunatamente Maria Ida e Tani Avallone conservano gelosamente il ventennale archivio aziendale utile a comprendere le possibilità evolutive del vino. Assolutamente da standing ovation lo stile dell’etichetta ed il rapporto prezzo qualità che consente anche ai semplici appassionati di godere e magari conservare in cantina qualche bottiglia di questo nettare. L’azienda ha recentemente presentato un progetto di grande interesse ambientale, diventare una cantina ad emissioni zero con l’obiettivo di azzerare entro il 2010 le proprie emissioni di gas serra attraverso l’impiego di moderne tecnologie che riguarderanno l’azienda nella sua totalità, dall’energia, ai trasporti, dai fertilizzanti ai carburanti. Una strategia integrata che contribuirà ad inserire armonicamente il complesso aziendale di Cellole nel paesaggio, caratterizzandolo nel senso dell’eco compatibilità: insomma un bicchiere, per dirla con Slow Food, buono giusto e pulito.
Gli abbinamenti gastronomici possibili sono molteplici, personalmente lo preferisco con la cucina di terra, con piatti come i raviolini di ricotta, talli di zucchine e pesto di pistacchi, o, la gelatina di maiale e arancia preparati da Mario Avallone.

Scheda di Giulia Cannada Bartoli

Sede a Cellole, Via Domitiana, 18, Km 4,700
Tel. 0823 932088, fax 0823 932134.
Sito: http://www.villamatilde.it
E mail: info@villamatilde.it
Enologo: Fabio Gennarelli con la consulenza di Riccardo Cotarella
Ettari: 90 di cui 62 vitati
Bottiglie prodotte: 750.000
Vitigni: aglianico, piedirosso, abbuoto, falanghina, coda di volpe, Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi docg nella Tenuta aziendale di Altavilla