Vigna Colle Barabba 2006 Savuto doc

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COLACINO

Uva: arvino, greco nero, magliocco canino, nerello cappuccio, sangiovese, malvasia bianca, pecorello
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Abituati all’aria africana di Cirò e della Costa Jonica, incontriamo il freddo calabrese soffiato in alternanza dal Pollino e dalla Sila lungo la valle del Crati, dove le vigne sono in media sui 400 metri e nascono vini eleganti oltre che ricchi di frutta. Reduci da una due giorni avanti e indietro, vi parliamo subito di Vigna Colle Barabba dei fratelli Mauro e Maria Teresa Colacino che hanno ripreso la vecchia proprietà di cui scrisse Mario Soldati nel suo celebre e stracitato libro, comprata dal papà Vittorio a Rogliano, poco sopra Cosenza, impegnati ad aprire la nuova cantine realizzata grazie all’adesione al Consorzio dei produttori della Calabria Citra, praticamento l’unico di cui ho notizia nel Sud Continentale in piena ed efficace attività, compresa la presentazione di un progetto di filiera che sta ridisegnando il volto vitivinicolo di questa provincia poco conosciuta, a parte il Moscato di Saracena. L’enologo Sieghard Vaja, simpatico ragazzone  biondo appena uscito dalla saga dei Nibelunghi catturato in Alto Adige con l’amore e sequestrato in Calabria per passione vitivinicola presenta, come nel Britto, la filosofia antica dei vigneti contadini italiani in cui erano presenti diverse varietà d’uva che compensavano reciprocamente i loro difetti in bottiglia. Le tecniche ovviamente sono raffinate, oggi abbiamo vendemmia e vinificazione separate, tanto per il taglio c’è sempre tempo, una maggiore attenzione ai profumi di frutta e all’eleganza dove l’alcol deve essere sempre in equilibrio con la struttura e le altre componenti. Il Vigna Colle Barabba sicuramente è meno impegnativo e ambizioso del Britto nelle intenzoni dei suoi giovani facitori, ma a noi è piaciuto molto per la franchezza con cui riesce ad esprimere l’entusiasmo di questi ragazzi per la loro terra, l’autorevolezza nell’abbinamento ai cibi di territorio, la piena corrispondenza, sempre difficile al Sud, fra il naso scanzonato e il palato molto interessante, entrambi intensi  e persistenti. Un equilibrio ancora più stupefacente in assenza di malolattica perché il vino, probabilmente anche grazie al’uvaggio e all’inserimento di due vitigni a bacca bianca, si presenta morbido ma non piallato e, soprattutto, con tanta piacevole dinamicità in bocca grazie alla sostenuta freschezza ancora presente dopo un anno e mezzo dalla vendemmia. Non sappiamo pronosticare l’evoluzione, riteniamo però che questo rosso vada bevuto così come è adesso. Va bene, ad esempio, anche sul totano imbottito alla praianese. Un vino giovane, un vino allegro, il vino della Calabria che cambia.

Sede  a Rogliano. Via Guarasci, 5. Tel e fax 0984.961034. www.colacino.it. vini@colacino.it. Enologo: Sieghard Vaja. Ettari: 20. Bottiglie prodotte: 25.000. Vitigni: gaglioppo arvino, greco nero, nerello cappuccio, magliocco canino, sangiovese, malvasia bianca, pecorino