Vigna Perella 1999 Paestum igt

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VITICOLTORI DE CONCILIIS

Uva: fiano
Fascia di prezzo: fuori commercio
Fermentazione e maturazione: acciaio

A lezione di bianco da Bruno de Conciliis. Sì, avete capito bene, lui che viene sempre premiato per i suoi rossi, Naima e Zero, secondo me è tra i pochi produttori campani, sto per dire meridionali escudendo le Isole, capace di ragionare con grande rispetto e intelligenza sul bianco perché lo considera vino. Con una batteria incrociata ispano-cilentana abbiamo fatto il nostro lungo viaggio nei vini ossidati e freschi, ossia poggiando le nostre papille su due caratteristiche aborrite dai teorici del vino frutto e della piacevolezza, temi ideali, invece, per chi ricerca emozioni difficili nel bicchiere e che non tutti possono comprendere, dove si gioca la capacità dell’enologo di stare sul filo sottile di un equilibrio sempre precario, sottoposto al severo esame del tempo, un lascia o raddoppia tra il disastro e il capolavoro. Intendiamoci, in Campania sono tanti, anzi tantissimi, molto bravi a lavorare sulla freschezza governandola con capacità riuscendo così a stare sul mercato con vini che naturalmente hanno davanti molte stagioni interessanti da raccontare anche se in commercio dopo pochi mesi dalla vendemmia. Si contano sulle punta delle dita di una mano coloro i quali aspettano un anno. Bruno ha progettato il Perella per durare e nel corso di una cena ne abbiamo avuto conferma con il 1997, rovinato tra virgolette dal legno, e con il 1999 che si è presentato con una stupefacente longevità, freschezza, capace di ricordarmi, non so perchè, i vini del professore Antonio Troisi di Vadiaperti. Eliminata la superficialità fermentativa erbacea e floreale, saltata a pié pari la grandissima rottura di coglioni olfattiva del frutto (odio la percoca nel vino), il Fiano si è presentato in tutta la sua potenza di alcol, freschezza e struttura senza mosse ruffiane, duro, enigmatico, difficile, bellissimo: raramente si ha la sensazione di bere il terreno su cui è piantata la vigna come in questo caso. La prova è stata nell’abbinamento al Savoy Beach, dal carpaccio di bufala al brasato di vitello con carciofi, sino al dolce passando per la soppressata di Stio, il Perella 1999 ha, come un campione di scacchi, giocato più partite contemporaneamente interpretando le mosse dell’avversario e adeguandosi senza difficoltà. Un vino è grande quando resta se stesso in situazioni diverse. Scolasticamente sto per dire che ancora una volta il Fiano ha espresso tutta la sua potenzialità, in realtà io credo che questo rispetto per l’anima del vitigno renda possibile queste esuberanze vitivinicole con qualsiasi uva come ha dimostrato Valentini con il mediocre trebbiano. In tal modo lo spirito del produttore si salda con il terroir, proprio come avviene in Francia, non perché lo interpreta come spesso scriviamo, ma perchè in realtà realizza con decisione un progetto che il terroir gli ha ispirato, lo verifica sul campo e vince affrontando le perdite, sia quelle fisiche costituite dalla potatura verde e dal fallimento in vinificazione, sia quelle commerciali con l’esclusione della clientala in cerca di emozioni più tranquille, politicamente corrette. Noi non siamo politicamente corretti e non amiamo i vini che pretendono di esserlo, il nemico non è un avversario con cui giocare la partita di pallone ma una entità che vuole distruggere quello in cui credi imponendo altri valori, proprio come i trucioli australiani nel vino italiano. Abbiate cura del Perella, difendentelo dalla vostra voglia di stapparlo.

Sede a Prignano Cilento,  Contrada Querce, 1. Tel. e fax 0974 831090. www.viticoltorideconciliis. com  deconciliis@hotmail.it. D’Orta De Conciliis. Enologo: Francesco Saverio Petrilli, ettari: 4 di proprietà. Bottiglie prodotte: 12.000. Vitigni: aglianico, merlot. Viticoltori De Conciliis. Enologo: Fortunato Sebastiano e Bruno De Conciliis, Ettari: 25 di proprietà. Bottiglie prodotte: 100.000. Vitigni: aglianico, fiano.