Villammare, Cilento. Taverna Portosalvo di Gerardo Menza

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Il patron della Taverna Gerardo Menza, con Plava e Caterina

Una piccola taverna con soli 25 coperti, tanto pesce locale cucinato come a casa, in un bel borgo marinaro nel Golfo di Policastro.

Taverna Portosalvo, l'ingresso

Nonostante la crisi, il locale di Gerardo Menza va avanti per la sua strada, consolidata ormai da diversi anni di esperienza, senza particolari innovazioni ai fornelli, grazie ad una materia prima di qualità e alla mano sicura di due donne che vedreste bene in una qualsiasi cucina del Cilento, tra pasta fresca e ricette della tradizione.

Taverna Portosalvo, la sala

Un menu insolitamente ricco e vario per una piccola trattoria (circa una dozzina di antipasti e altrettanti primi e secondi piatti) con dell’ottimo pane cilentano bruschettato con olio e origano e una carta dei vini devota al territorio.

Oltre ad una discreta scelta di crudi, e alla zuppa di pesce, l’antipasto più ricco e gustoso è quello marinaro della casa, con delle buone frittelle di “cicinielli” (bianchetti) soffici e leggere; dei totanetti con patate, polpo in insalata e la marmora sfilettata alla scapece, degna di nota per l’ottima e delicata marinatura rinfrescata dal profumo della menta.

Taverna Portosalvo, l'antipasto misto della casa
Taverna Portosalvo, il sautè di cozze e vongole

I primi piatti sono più o meno equamente suddivisi tra pasta fresca e secca. Gustosi e ben riusciti – nonostante la dolcezza di entrambi gli ingredienti, grazie al tocco di acidità dei pomodorini freschi – i panzotti (grossi ravioli) con gamberetti e zucca.
Saporiti, anche se qualche minuto in meno di cottura avrebbe giovato al piatto, i tubetti al sugo di pescatrice. Profumo di mare indelebile nel ricco sauté di cozze e vongole.

Taverna Portosalvo, i panzerotti con gamberi e zucca
Taverna Portosalvo, tubetti alla pescatrice

Per i secondi piatti conviene affacciarsi in fondo alla sala sul gigantesco tavolo dove è esposto tutto il pescato di giornata: aragoste e astici locali, seppie, polpi, totani, seppie, gamberoni giganti e scampi, fravaglia di triglie. Si può chiedere la cottura al forno o alla griglia, oppure la classica frittura.

 

Taverna Portosalvo, il banco del pesce locale


Si chiude con i dolci fatti in casa, tra i quali un rustico tortino di fichi secchi al cioccolato.

Taverna Portosalvo, il tortino ai fichi cilentani

Accoglienza genuina, con un servizio senza tanti fronzoli, in un’atmosfera familiare. Conto sui 55 euro.

Taverna Portosalvo
Corso Italia, 77
Tel. 338.5617963
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso il lunedi (mai in estate)

4 commenti

  • Marco Contursi

    (30 luglio 2012 - 13:21)

    Materia prima eccellente,prezzi spropositati da bistellato.Diversi anni fa quando i prezzi erano ragionevoli era una delle tavole di pesce migliori del cilento.

    • Marcello

      (30 luglio 2012 - 18:23)

      Infatti i prezzi non sono proprio da taverna……

  • denny

    (30 luglio 2012 - 14:24)

    I tubetti alla pescatrice mi sembrano molto brodosi…..

  • Pippo

    (31 luglio 2012 - 00:21)

    Il posto è molto caratteristico, poca confusione, la cucina è di un certo rilievo, il prezzo è comunque giusto per pesce fresco, ed anche la cantina, per la zona, non è male.

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