Vinitaly 2011. Sorpresa, il Sassicaia diventa bianco. Niccolò Incisa della Rocchetta spiega la svolta al Sole 24 Ore

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Niccolò Incisa della Rocchetta (foto Monica Piscitelli)

Il Sassicaia si “veste” di bianco. Il marchese Niccolò Incisa della Rocchetta, il produttore del celebre Sassicaia, sta per lanciare sul mercato un vino bianco. Una novità assoluta per il titolare della Tenuta San Guido di Bolgheri, dove, da sempre, si producono solo vini rossi, il più famoso dei  quali – il Sassicaia appunto – è considerato all’estero l’emblema dei grandi  rossi di Toscana.

La notizia è rimbalzata ieri nel corso del 45° Vinitaly di Verona. La nuova  etichetta sarà realizzata in joint con Giuseppe Meregalli, storico distributore  anche del Sassicaia e che, in media commercializza 4,5 milioni di bottiglie di vino l’anno per un fatturato di 50 milioni. La produzione sarà realizzata nella tenuta Fertuna a Gavorrano (Gr).  «Il nostro nuovo vino – aggiunge Incisa della Rocchetta – sarà prodotto con la supervisione di Ezio e Paolo Rivella da uve Sangiovese vinificate in bianco. Una varietà che non è presente nella Tenuta San Guido dove ci sono solo Cabernet, Merlot e Petit verdot».
Una svolta dettata dal favorevole momento di mercato dei vini bianchi? «Non proprio – spiega Niccolò Incisa –. È vero che i bianchi stanno andando bene e molte imprese stanno tornando a puntare su varietà a bacca bianca. Ma la nostra scelta dipende dalla volontà di ampliare la gamma sulla falsariga dei grandi chateaux francesi».
Il nuovo vino, inizialmente realizzato in 10mila bottiglie, dopo un breve affinamento in vetro, debutterà sul mercato a settembre. «Ma ancora non abbiamo un nome – spiega  da parte sua Giuseppe Meregalli –. Avevamo optato per “Dormello” ma ci abbiamo ripensato. Di certo l’etichetta si richiamerà al mondo dei cavalli, per sottolineare l’antico legame degli Incisa della Rocchetta con gli allevamenti (fra i campioni allevati va ricordato Ribot ndr)».
Un bianco quindi che è senza nome e anche senza denominazione. «L’azienda è nella Doc Monteregio – conclude Incisa – che però non prevede vini bianchi. Saremo costretti  a ripiegare sull’etichetta Igt Maremma Toscana. Ma non ne facciamo  un dramma. Anche il Sassicaia nacque nel ’68 come vino da tavola per  diventare Doc solo nel ’93. E poi, all’estero, il nome Maremma è molto più
conosciuto di Monteregio».

Giorgio Dell’Orefice
Dal Sole24 ore di oggi

2 commenti

  • carmine

    (9 aprile 2011 - 13:17)

    proporrei per questo bianco, sicuramente nobile quanto il sassicaia, proprio il nome del cavallo RIBOT, di immediata ricezione e di facile accostamento

  • giancarlo

    (14 aprile 2011 - 08:17)

    bene !!!! complimenti !!! …….

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