Vinisud: il Salone dei vini del Sud della Francia alla dodicesima edizione

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Vinisud 2016 - immagine tratta da www.vinisud.com
Vinisud 2016 – immagine tratta da www.vinisud.com

di Adele Elisabetta Granieri
Da Montpellier

L’appuntamento con i grandi vini del Sud della Francia e del bacino mediterraneo che ha luogo, come di consueto, a Montpellier ha visto quest’anno la partecipazione di 1750 produttori, per un numero complessivo di 26000 etichette. La manifestazione, in origine a cadenza biennale, da questa edizione è diventata annuale, proprio a rimarcare l’influenza del territorio mediterraneo nel panorama vitivinicolo, come area di produzione più importante del mondo: il 63% del commercio di vino mondiale è targato Francia, Italia, Spagna e Portogallo.

VINISUD rappresenta un momento di scoperta della grande varietà dei vini provenienti da quelle terre dal clima privilegiato, che sono state culla della cultura del vino, come la Francia, l’Italia, la Spagna, la Grecia, il Libano, la Tunisia e il Marocco.

Protagonisti indiscussi, i rosati: VINISUD è la fiera con la più alta concentrazione di vini di questa tipologia. A farla da padrone, la Provence, con i raffinati rosè da uve Grenache, Cinsault, Mourvèdre e Syrah.

Impeccabili e funzionali sono risultati gli spazi occupati dai consorzi, organizzati in modo da consentire ai visitatori la degustazione delle diverse etichette senza interlocutori commerciali, ma coadiuvati da schede tecniche ben dettagliate e dalla presenza di un sommelier.

Molto ben rappresentato anche il territorio della Languedoc-Roussilon, area storicamente caratterizzata da grandi numeri perchè al suo interno i vigneti sono i più estesi del mondo e vengono prodotte 2.000 milioni l’anno, che rappresentano un terzo del volume di vini prodotti in Francia.

Oggi la Languedoc-Roussillon si può considerare fra le più interessanti e dinamiche realtà vinicole francesi soprattutto per l’ottimo rapporto qualità prezzo dei suoi vini. I più rappresentativi sono quelli rossi, prodotti principalmente con uve Carignan, Grenache, Mourvèdre e Syrah, oltre al Crémant de Limoux e al Blanquette de Limoux, interessanti spumanti metodo classico prodotti con uve Chardonnay, Picpoul de Pinet, Chenin Blanc e Mauzac.

Tra i migliori calici in degustazione il “Terre de mon Père”, Clos de Bagatelle, a base di 30% Mourvèdre, 30% Grenache e 30% Syrah (molto concentrato, con un bel naso complesso di ginepro, mirtillo, incenso e macchia mediterranea, con un attacco morbido, ma un buon equilibrio) e il “Secret de Schistes”, Château de L’Ou, a base di Syrah in purezza (bouquet di violette, confettura di mirtilli ed erbe aromatiche e sorso potente e ricco).

Buon lavoro dei consorzi anche per le aziende rappresentative della Côtes du Rhône, con una grande esposizione di etichette da degustare liberamente con l’ausilio delle schede tecniche e dei sommelier, con un focus sulle caratteristiche dei suoli e dei diversi vitigni: Viognier, Marsanne e Roussanne, per i bianchi, e Mourvèdre, Grenache, Syrah e Cinsault, per i rossi.

Grande festa nell’area dedicata a Châteuneuf-du-Pape per la ricorrenza degli 80 anni della denominazione. Non solo grandi rossi a base prevalentemente di Grenache e Syrah, a cui possono concorrere anche Mourvèdre, Vaccarèse, Terret, Counoise e Cinsault, ma anche interessanti bianchi a base di Grenache Blanc, Clairette e Bourboulenc, che danno vini floreali e delicati, Picpoul, Roussanne e Picardan (quest’ultimo molto raro e quasi scomparso).

Per la prima volta al salone di Montpellier, anche se con una piccola rappresentanza, la regione di Bordeaux con i grandi rossi del Médoc a base di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc (il celebre taglio bordolese) e i Sauternes, provenienti dalla zona delle Graves.