Vinitaly 2010. Ecco i vini campani, calabri e lucani premiati dal concorso

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Vinitaly 2010

di Pasquale Carlo

Un avvio non salutato dai botti per l’edizione 2010 del Vinitaly. Un po’ sottotono i risultati ottenuti dalla Campania alla diciottesima edizione del concorso enologico internazionale legato all’importante salone internazionale del vino. Sono sedici le gran menzioni ottenute dalle aziende campane.

Tra queste a fare man bassa la provincia di Avellino, con ben otto riconoscimenti ottenuti; a seguire il Sannio con tre gran menzioni; Napoli e Salerno con due a testa; fanalino di coda Caserta con una sola gran menzione.

A dire il vero, come dichiarato dagli stessi organizzatori, quest’anno il concorso si è confermato ancora più selettivo e rigoroso, visto che nonostante un aumento del numero dei campioni (sottoposte all’esame delle commissioni ben 3.646 etichette, un centinaio in più rispetto all’anno scorso) sono state assegnate solo 71 medaglie rispetto alle 113 dell’anno scorso.

Alla fine, comunque, non sono certo un grandissimo bottino le 16 gran menzioni campane raccolte su un totale di 1.019 riconoscimenti assegnati (anche se si dovrebbe far riferimento al numero di campioni giunti dalla regione).

Come detto in pole position si piazza la terra irpina, con otto gran menzioni: Fiano di Avellino Docg 2009 e Greco di Tufo Docg 2009 de ‘La Casa dell’Orco’ di Pratola Serra;  Campania Igt Falanghina 2009 di Terredora di Montefusco; Greco di Tufo Docg 2009 di Colle di San Domenico di Chiusano di San Domenico; Fiano di Avellino Docg 2008 dell’azienda Filadoro di Lapio; Fiano di Avellino Docg 2008 prodotto da D’Aione di Tufo;  Taurasi Docg 2006 della cantina Antico Castello di San Mango sul Calore; Taurasi Docg ‘Amarano’ 2006 della Vitivinicola Amarano di Montemarano.

Per quanto concerne le tre gran menzioni sannite da segnalare un riconoscimento ciascuno ottenuto da aglianico e falanghina, i due vitigni più importanti, a cui si unisce  una nuova affermazione di un vitigno minore: la barbera del Sannio. Questo il trio di etichette beneventane salite sul podio: Taburno Doc Falanghina 2009 dell’azienda Torre dei Chiusi di Torrecuso (non nuova a buoni piazzamenti al concorso dove l’altro anno ottenne anche la medaglia d’argento); Aglianico Doc Taburno ‘U barone’ dell’azienda   Torre a Oriente sempre di Torrecuso; Barbera Sannio Doc 2007 della cooperativa Cecas – Vigne Sannite di Castelvenere.

Per quel che concerne le due gran menzioni raccolte da Salerno e Napoli va detto subito che si tratta in entrambi i casi di riconoscimenti ottenuti da una singola azienda. Per quel che concerne Salerno le menzioni sono andate all’etichetta Costa d’Amalfi Doc Furore Bianco ‘Fior d’uva’ ed all’etichetta Costa d’Amalfi Doc Furore rosso riserva 2006 prodotte dall’azienda di Marisa Cuomo di Furore.

Le etichette napoletane premiate sono invece Pompeiano Igt falanghina ‘Versacrum’ 2009 e Pompeiano Igt aglianico ‘Don Paolo’ 2008 della Vinicola Sorrentino di Boscotrecase.

Il premio di Caserta riguarda invece l’etichetta Roccamonfina Igt falanghina 2009 prodotta da Lavoro&Salute Vini Telaro di Galluccio.

Alcune considerazioni. Dieci gran menzioni per etichette bianche e sei per etichette rosse: ancora una volta confermata la maggiore vocazione per i vini bianchi della nostra regione. A questo bisogna aggiungere che il vitigno falanghina ottiene 4 gran menzioni in altrettanto province diverse: Sannio, Caserta, Avellino e Napoli. Praticamente la dimostrazione che è proprio questo il vitigno che più di tutti caratterizza la nostra regione. Un vitigno che ormai ha valicato i confini campani visto che si segnala anche una gran menzione ottenuta da una realtà produttiva pugliese. Tra i rossi ancora una volta il dominio dell’aglianico: un piazzamento per la versione Taburno, uno per la versione Pompeiano, due per etichette Taurasi.

Ma nonostante questi riconoscimenti va segnalato che c’è ancora tanta strada da percorrere se i risultati vengono paragonati allo scenario produttivo del Vulture: una medaglia d’oro (con l’annata 2007 de ‘La firma’ delle Cantine del Notaio) e ben nove gran menzioni. Tutto questo in un quadro produttivo di certo meno ampio rispetto a quello campano. Le tre menzioni per etichette Fiano e le due per etichette Greco sono la dimostrazione di un primato avellinese nello scenario campano. Ancora una volta, poi, la barbera del Sannio riesce a centrare risultato a Verona, un riconoscimento che premia la godibilità di questo vitigno anche se la vera curiosità in questo risultato sta nel fatto che a centrarlo è stata un’annata 2007: il lavoro portato avanti da un enologo esterno all’area di produzione castelvenerese (parliamo di Maurizio De Simone) inizierà a far ripensare sul fatto che si tratta di un vitigno capace di offrire calici da bere assolutamente giovani? Staremo a vedere.

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Undici gran menzioni ed una medaglia d’oro: questo l’ottimo risultato della Basilicata al concorso enologico collegato al Vinitaly. Un ottimo risultato che porta soprattutto il nome ‘Cantina del Notaio’.  La  realtà  produttiva  di Rionero in Vulture si segnala in questa  diciottesima edizione del concorso non solo per aver  centrato l’obiettivo della medaglia d’oro con l’etichetta  ‘Aglianico del  Vulture Doc La Firma’ (annata 2007).  Alle ‘Cantina del Notaio’ vanno anche ben otto gran menzioni: ‘Aglianico del Vulture Doc Il Repertorio 2007′;  ‘Aglianico del Vulture Doc Il Repertorio 2008′;  ‘Aglianico del  Vulture  Doc  Il Sigillo  2007′; ‘Aglianico del  Vulture Doc   Il Sigillo 2006′; ‘Aglianico del Vulture Doc La Firma 2008′; ‘Basilicata Igt rosso L’Atto 2008′; ‘Basilicata  Igt rosato Il Rogito 2008′; Basilicata Igt bianco dolce L’Autentica 2007′.  A  completare  il quadro  l’etichetta ‘Aglianico del Vulture Doc 2006′ prodotto dalla Casa Vinicola Martino; l’etichetta ‘Aglianico del Vulture Doc 2006′ del Consorzio  dei Viticoltori  Associati  del  Vulture; l’etichetta ‘Aglianico  del  Vulture Doc L’emozione  2007′ dell’azienda agricola Ofanto.

Tre vini rossi e due bianchi calabresi ottengono la gran  menzione: ‘Pellaro Calabria Igt Rosso 2008′ dell’azienda Tramontana di Gallico Marina (Reggio Calabria); ‘Calabria Igt Rosso Nerone di Calabria 2006′ della Casa Vinicola Criserà di Catona (Reggio Calabria);  ‘Calabria Igt Rosso Cauro 2007′ prodotto  dalle  Cantine  Stetti di Lamezia Terme (Catanzaro); ‘Calabria  Igt Bianco I gelsi 2009′ sempre delle Cantine  Stetti; ‘Calabria Igt Bianco Alikia 2009 dell’azienda Senatore Vini di Cirò Marina (Crotone).

Intanto si alza il sipario su un salone chiamato a dare risposte a tanti quesiti aperti. Un Vinitaly, speriamo, con buoni risultati per il nostro Sud.

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