Vinitaly 2011. Cantine italiane a emissioni zero. Ecco i casi studiati a Verona

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Giovanni Mantovani

C’è un settore in cui l’Italia è all’avanguardia, quello degli interventi eco-sostenibili nelle aziende vitivinicole. Negli ultimi anni, infatti, si sono moltiplicati i progetti “verdi” nelle maggiori cantine italiane, dal ricorso ad energia pulita al fotovoltaico, dal controllo delle emissioni di gas serra all’utilizzo di bottiglie in vetro leggero, dalle biomasse prodotte con gli scarti di potatura dei vigneti agli imballaggi riciclati e via dicendo.
La situazione in questo settore ed i progetti futuri sono stati presentati alla conferenza “Eco-sostenibilità e vantaggio competitivo nelle imprese vinicole”, promossa da Vinitaly e dal Gruppo energetico internazionale E.On, svoltasi oggi presso la Fiera di Verona.
Dopo il saluto del Sindaco di Verona, Flavio Tosi, sono intervenuti esperti e rappresentanti del mondo vinicolo, sottolineando non solo la sensibilità del mondo vitivinicolo al concetto di eco-sostenibilità ed i progressi compiuti in questo campo, ma anche il fatto che un impegno in quella direzione può tradursi in un vantaggio competitivo per le aziende vitivinicole.
“Vinitaly ha affrontato più volte il tema del rapporto tra vino e ambiente sotto molteplici aspetti – ha sottolineato Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere – anche attraverso ricerche che hanno evidenziato l’alta sensibilità dei wine lover per le tematiche ambientali che connettono fortemente al vino. Con il gruppo E.On, abbiamo voluto promuovere un confronto in un momento diverso dai giorni di rassegna, per dare l’opportunità ai produttori di essere presenti personalmente e confrontarsi su un tema verso il quale le cantine italiane da tempo stanno prestando grande attenzione, adottando politiche ambientali spesso all’avanguardia in Europa e nel mondo e che possono condizionare in positivo l’andamento dell’export enologico nel medio-lungo termine”.
Sulla svolta verde nel settore vinicolo è intervenuto Fabio Renzi, Segretario generale della “Fondazione Symbola”: “Il mondo del vino ha tutte le opportunità e potenzialità per proporsi come terreno avanzato di sperimentazione e innovazione, dalle quali ricavarne un nuovo vantaggio competitivo. Già da tempo è fortemente diminuito l’impiego della chimica così come sono diminuiti i consumi d’acqua destinati all’irrigazione dei vigneti. E si segnalano esperienze come quella della Società Agricola di Salcheto, che nel rispetto dell’identità qualitativa del Sangiovese di Montepulciano sta realizzando la prima cantina “off-grid”, applicando lo stesso approccio al packaging e continuando la sperimentazione avviata con il calcolo della prima Carbon Footprint europea di una bottiglia di vino (1,83 Kg per 750 ml confezionati in vetro)”.
Il Prof. Attilio Scienza, Professore Ordinario di Viticoltura presso la Facoltà di Agraria della Università di Milano, ha messo in evidenza come l’impegno ecologico del mondo del vino sia coerente con le Direttive europee: “La viticoltura sostenibile è oggi alla base della nuova normativa comunitaria che regolerà nei prossimi anni l’utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura. La viticoltura italiana dovrà ristrutturare la sua filiera, ed il percorso è già avviato, coniugando sostenibilità ambientale ed economica con la qualità del vino. Con l’applicazione di tecniche di valutazione dello stato del vigneto di tipo prossimale e quindi poco costose, è possibile ridurre l’impiego di antiparassitari e di fertilizzanti fino al 50%, ottenendo nel contempo, attraverso un riequilibrio vegeto-produttivo della vite, un miglioramento della qualità dei vini”.
L’adeguamento alle direttive ambientali della Comunità Europea porta alle cantine una sfida competitiva tale per cui l’impegno in questa direzione produce evidentemente un miglioramento della performance aziendale. Per questo motivo, anche l’industria energetica sta assistendo le imprese vinicole in questo intento.
“E.ON Energia propone alle cantine una fornitura di energia elettrica pulita con certificazione RECS che sostiene la produzione da fonti rinnovabili – ha spiegato Enrico Morandi, Direttore Sales Large Clients E.ON Energia – E’ stata creata una label “100% Energia Pulita E.ON”, già utilizzata da alcune cantine che l’anno collocata sulle proprie bottiglie, che serve alle aziende per attestare l’impegno per la tutela dell’ambiente. E inoltre offriamo consulenza specialistica e progetti ritagliati su misura in grado di conseguire significativi benefici in termini di consumi e risparmi, la realizzazione di impianti fotovoltaici, ed altro ancora”.
E l’alleanza tra industria e mondo del vino può dare un segnale di fiducia ai consumatori, come ha fatto notare Giacomo Mojoli, docente universitario al Politecnico di Milano e socio fondatore di “Slow Food “L’impegno ambientale rappresenta una grande opportunità per il Mondo del vino che, può consentire di anticipare in positivo l’evoluzione normativa in atto a livello Comunitario. Non solo, investire strategicamente in questa direzione, rappresenta per le aziende vitivinicole la possibilità di manifestare con evidenza un segnale costruttivo e di qualità nei confronti di una crescente esigenza dei consum-attori, dei coproduttori, in tema di rispetto verso l’ambiente, di sicurezza-trasparenza dei processi globali di produzione”.
Nel corso della conferenza è stato anche presentato un sondaggio su vino e ambiente realizzato il 17 febbraio dal sito web WineNews, in collaborazione con Vinitaly. Su 1200 enonauti che hanno aderito al sondaggio, il 55% ha affermato che la presenza di un “bollino verde” che garantisca l’impegno ecologico della cantina produttrice rappresenterebbe un motivo in più per acquistare una bottiglia di vino. Il 48% degli eno-appassionati ritiene anche che l’impegno ecologico delle cantine può favorire l’affermazione del vino italiano all’estero.

LE CASE HISTORY DELLE CANTINE
A dimostrazione dell’impegno ambientale delle cantine italiane, sono state presentate nel corso della conferenza le case history di alcune aziende vinicole che dimostrano come sia in atto una svolta verde cui stanno contribuendo produttori di vino, comunità scientifica, enologi, associazioni e industria.
Filippo Carletti, Direttore Generale della Arnaldo Caprai: “Abbiamo realizzato diversi interventi ambientali negli ultimi anni: 30 ettari di vigneto sono dedicati a sperimentazione e ricerca; dal 2004 è in atto una ricerca mirata a valutare gli effetti sul vigneto e sulla maturazione a seguito del surriscaldamento del pianeta; dal 2008 stiamo raccogliendo dati per valutare le emissioni di carbonio nella produzione odierna con l’intento di contenere e ridurre tutte le emissioni non indispensabili. Inoltre, siamo partiti col progetto ‘Montefalco 2015, the new green revolution’ che coinvolge otto importanti realtà produttive nel comprensorio umbro ed ha come obiettivo quello di diffondere pratiche di produzione innovative e ambientalmente sostenibili. Per esempio sostituiamo progressivamente le macchine tradizionali a basso volume per la lotta fitopatologia con macchine a recupero di prodotti riducendo i consumi ed aumentando i risparmi”.
Renzo Cotarella, Amministratore Delegato Marchesi Antinori: “Nel campo delle fonti energetiche abbiamo deciso di adottare forniture di energia provenienti da fonti rinnovabili, abbiamo un progetto di produzione e vendita e uno di autoconsumo nel fotovoltaico, sperimentazioni in corso per produzione di energia da biomasse, utilizzo di biodiesel per tutte le nostre macchine agricole, ma aree di attenzione per il futuro sono anche l’attenzione al peso del packaging, all’uso e la tipologia degli imballaggi, l’ottimizzazione nell’uso dei trasporti. Oltre a ciò c’è l’impegno a mantenere la morfologia del territorio dei vigneti, l’impiego di cantine interrrate, di sistemi di irrigazione sotterranea per minimizzare l’utilizzo di acqua, sonde geotermiche per il raffreddamento naturale dell’acqua.
Alessio Planeta, Amministratore Delegato Azienda Planeta: “L’azienda ha adottato il protocollo “Planeta Terra” per la tutela dell’ambiente. Nell’azienda Buonivini, a Noto in Sicilia, abbiamo realizzato la “Cantina Invisibile” che limita al massimo l’impatto paesaggistico e decine di pali di linee elettriche ormai in disuso sono stati dismessi, mentre nella zona di Menfi le linee nuove sono state direttamente interrate. Sempre a Menfi sono in funzione 300 metri quadri di pannelli fotovoltaici destinati alla produzione di energia elettrica per le cantine. La grande produzione di biomassa che risulta dalla potatura dei vigneti viene in buona parte avviata alla trasformazione. Le vinacce vengono riutilizzate come ammendante organico nei vigneti. Stiamo drasticamente diminuendo l’impiego dei cosiddetti tappi in silicone, tornando ai tappi naturali”.
Arturo Ziliani, Vicepresidente Gruppo Berlucchi: “Le nostre cantine in Franciacorta aderiscono al Progetto Ita.Ca per il monitoraggio delle emissioni di gas serra, praticano da anni la lotta integrata riducendo il ricorso alla chimica, riutilizzano le vinacce come sostanze organiche nei campi. Inoltre abbiamo installato nella cantina di Borgonato un impianto fotovoltaico costituito da 846 moduli fotovoltaici da 200 watt di potenza, che occupano una superficie di oltre mille metri quadri con una produzione energetica annua di 195.426 KWh, pari al 15% del fabbisogno aziendale”.
Lorenzo Biscontin, Direttore marketing Santa Margherita Wine Group: “E’ operativo a Fossalta di Portogruaro un impianto fotovoltaico di 2mila metri quadrati, sul tetto dell’azienda, da 200 kilowatt di potenza, che “copre” l’11% del fabbisogno energetico. Abbiamo adottato sistemi per il recupero di calorie e frigorie nei processi di stabilizzazione. Abbiamo poi aderito al progetto ‘Zignago Power’ che sta realizzando a una centrale elettrica da biomasse di circa 15 megawatt di potenza che coprirà interamente il fabbisogno della nostra cantina, più quello di due stabilimenti industriali”.

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