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Vinitaly India

18 gennaio 2008

MENO WHISKY E PIÙ VINO NEL FUTURO DELL’INDIA
MINISTRO SAHAI: COSTRUIREMO UN WINE BOARD PER RISOLVERE IL PROBLEMA DEI DAZI
Abbattere i dazi, fare sistema sul made in Italy del comparto agroalimentare, promuovere il consumo del vino in un Paese che supera il miliardo di abitanti. Sono queste le priorità del tavolo bilaterale italo-indiano allestito in questi giorni in occasione delle due tappe del Vinitaly a Mumbai e New Delhi. La corsa del made in Italy verso la nuova mecca commerciale dell’Occidente coinvolge finalmente anche l’agroalimentare e il suo prodotto principe, il vino. Le due tappe del Vinitaly (Mumbai e New Delhi) hanno registrato un aumento di buyer del 50 per cento rispetto all’anno precedente: 1200 operatori indiani pronti a sostituire gli amati superalcolici con vino italiano. Un’inversione di tendenza anche un po’ più salutare per i bevitori indiani, se è vero che, come sostenuto nel corso della conferenza stampa di Vinitaly dal ministro del Food processing, Subodh Kant Sahai: “I nostri medici stanno consigliando il consumo di un paio di bicchieri di vino rosso al giorno”.
Grandi premesse per un mercato sempre più occidentalizzato, con 3 milioni di famiglie che entro il 2010 raggiungeranno lo status di upper class, con un consumo di vino che nei prossimi 2 anni è destinato a raddoppiare, con le maggiori catene internazionali di distribuzione pronte ad investire in India con propri punti vendita all’ingrosso. Ma c’è ancora tanto da fare, come sottolineato a Vinitaly dal ministro dell’agricoltura, De Castro, per recuperare un disavanzo commerciale di 170 milioni di euro causato soprattutto da dazi che arrivano fino al 250 per cento. Pedaggi che penalizzano in modo determinante il nostro export, a partire dal vino. Per questo, gli incontri tra i ministri dei 2 Paesi, le delegazioni e Veronafiere si sono concentrati soprattutto sulla riduzione delle tariffe quale condizione necessaria per avviare investimenti italiani in India. Investimenti che si appresta a fare anche Veronafiere, da anni leader nell’esportazione del brand agroalimentare italiano. Messaggio recepito, a giudicare dalle aperture del ministro Sahai, che ha annunciato la costruzione di un wine board: “Un comitato per affrontare il problema dei dazi doganali e rispondere così alle attese e alle esigenze di marketing delle aziende italiane”. r
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