Vino Cirò, il Consorzio smentisce se stesso: nel video ufficiale Riccardo Cotarella consiglia il Gaglioppo in purezza

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Riccardo Cotarella

Non si può certo dire che Riccardo Cotarella appartenga all’ala dei <Vini naturali&C>. Eppure in questo video dice chiaramente come la pensa e critica proprio i punti considerati migliorativi nella terribile proposta di cambiare il disciplinare.
La cosa curiosa, come rivela Giovanni Gagliardi di VinoCalabrese, è che il video è ufficiale, prodotto dallo stesso Consorzio!
Le motivazioni di Riccardo sono enrate nel ricorso contro le modifiche presentato al ministero e sostenuto da Slow Food

Concettualmente, la proposta equivale a dire: il Colosseo sono solo vecchie pietre, costruiamoci sopra un bel grattacielo di cemento e acciaio.
Ma ecco il video con le dichiarazioni di Riccardo

9 commenti

  • Enrico Nera

    (16 settembre 2010 - 09:40)

    Credo fortemente nei vini prodotti in purezza (almeno per quelli considerati “autoctoni” e rappresentativi di un territorio) ma sono del parere che se continuiamo così si arriverà a disciplinari che indicano soltanto il vitigno base (magari con percentuali che andranno dal 60 al 95%) ed il restante a scelta dei produttori…vedremo!

    a presto

    enrico

  • luigi grimaldi

    (16 settembre 2010 - 09:58)

    Gasp! Persino mister Merlot consiglia il Gaglioppo in purezza: che figura di m.. hanno fatto questi del consorzio, perchè non lo chiudono?

  • Marilena Barbera

    (16 settembre 2010 - 10:41)

    Come se in Italia non ce ne fossero abbastanza di disciplinari “a fisarmonica”… esistono moltissime denominazioni che non vengono nemmeno adottate dalle aziende, che a volte preferiscono, anzicchè puntare sulla valorizzazione dei propri territori, scegliere una strada più semplice sul piano commerciale (sono siciliana e anche qui da qualche mese infuriano le polemiche sul tema).
    Il problema credo sia di base: molte aziende, partite “di nicchia”, dopo un buon successo commerciale dei propri vini si chiedono come fare a conquistare molti più consumatori, e molto fretta. Rendere rotondo, fruttato e beverino il vino è una strada che in molti mercati internazionali paga (cash) in breve tempo, formare i consumatori alla conoscenza (e quindi all’amore) per vitigni difficili è un percorso molto più lungo e complesso.
    Bisognerebbe forse riflettere di più: aspirare ad un successo immediato puù rivelarsi, nel medio periodo, un boomerang, che andrà a deprezzare e svalutare il lavoro che tanti viticultori hanno fatto negli anni per valorizzare tipicità e territori. Il caso del Nero d’Avola docet.

  • Angelo

    (16 settembre 2010 - 10:54)

    Possibile che non si riesca a vedere uno spiraglio di ravvedimento in questa triste vicenda?

  • liocorno

    (16 settembre 2010 - 12:45)

    credo che il disciplinare vada rispettato.. ma chi esce dalla doc deve poter fare il vino che vuole senza limitazioni di sorta e vinca il migliore

  • fabiocimmino

    (16 settembre 2010 - 17:40)

    adesso ne sono certo Riccardo Cotarella mi legge e mi copia pure:

    http://ilviandantebevitore.blogspot.com/2010/09/wine-experience-colore.html

    • Giovanni Gagliardi

      (16 settembre 2010 - 22:18)

      come disse Al Bano a Michael Jackson

      • Giovanni Gagliardi

        (16 settembre 2010 - 22:22)

        attenzione… io ho sempre tifato per Al Bano, infatti in quella causa ha vinto!!!

        “…il pretore di Roma ha condannato Michael Jackson a pagare 4 milioni ad Al Bano, perché «tra “I cigni di Balaka” di Al Bano e “Will you be there” di Michael Jackson tema e ritmo sono “uguali”.

  • SERGIO ARCURI

    (19 settembre 2010 - 16:29)

    per quanto mi riguarda ,bisognerebbe premiare chi ancora alleva vigne ad alberello, noi come piccola az.vitivinicola coltiviamo vigneti impiantati nel 1945 e nel 1977 “GAGLIOPPO 100%” resa ad ettaro dai 70 agli 80 qtl ad ettaro ,a fine ottobre imbottiglieremo il rosso classico superiore 2009 “3000 bottiglie” la vendimmia 2009 è stata come tutti sanno difficile per via delle pioggie , eppure abbiamo prodotto un vino di qualità , il vero gaglioppo allevato ad alberello con rese basse non ha paura delle pioggie.

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