I 15 Fiano di Avellino docg che rispettano il tempo

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Tempo

Fiano di Avellino in commercio dopo un anno: ormai è chiaro che le aziende che hanno fatto questa scelta giocano in un altro campionato. Del resto non c’è altro mezzo per valorizzare questa uva se non allungare i tempi di uscita e inserire finalmente la dicitura “riserva” alle bottiglie che non sono di annata.

Con una punta di presunzione, possiamo dire che a questo risultato si è arrivati sia grazie al coraggio di Guido Marsella e Antoine Gaita di uscire subito dopo 12 mesi alla fine degli anni ’90 e all’intelligenza di Alfonso e Livia Iaccarino di inserirli subito per primi in carta, sia al nostro continuo martellare sulla necessità di aspettare il tempo giusto per il Fiano, ma anche per qualsiasi vino bianco che lo meriti.

Oggi sono davvero tante le cantine che puntano su questo elemento, addirittura Guido Marsella per mantenere la distanza con gli altri è passato a due anni. E la Mastroberardino ha creato la linea Vintage dove gli anni sono ben più di due. L’aspetto più incoraggiante è costituito dal fatto che ormai quasi 15 cantine, senza contare i Fiano fuori denominazione e di altri territori, si sono accodati e per i piccoli è un po’ come quando ci si tuffa in acqua per la prima volta. Certamente aziende come Maura Sarno 1860 e Clelia Romano, tanto per fare due nomi, non potranno pensare di restare ancora a lungo senza fare questo tuffo.
Giusto un anno fa ve ne demmo conto in un post sui migliori Fiano invecchiati.
Stavolta diamo i prezzi indicativi in enoteca.

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Vintage 2008 Fiano di Avellino Mastroberardino
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La Mastroberardino è stata la prima azienda, nel Taurasi ancora l’unica, a vendere il tempo come valore aggiunto. Il discorso sui bianchi è più recente e la linea Vintage, partita con il 202 del Greco di Tufo, oltre a utilizzare le antiche bottiglie degli anni’80 marca la differenza proprio per il numero di anni nei quali il vino viene conservato nei serbatoi di acciaio. Fresco e moderno, un grande Fiano.
Sui 17 €

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More Maiorum 2011 Fiano di Avellino Mastroberardino
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In realtà, prima di Marsella, fu proprio Mastroberardino ad uscire con un Fiano in ritardo, passato in legno grande. Il More Maiorum salta la 2010 e arriva alla 2011, ricca e fresca. Imperdibile, completamente belle nostre corde personali.

Sui 20 €

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Fiano di Avellino 2012 Guido Marsella
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Quando nel 1997 Guido decise di uscire un anno dopo fu preso per pazzo. Oggi aprire una sua bottiglia si è di fronte ad una granitica certezza: godere come i pazzi e non fare mai una bevuta banale.
Sui 32 €

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Selezione Alessandra 2012 Fiano di Avellino doc Di Meo
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Fu proprio con Roberto e la compianta sorella che nel 1995 capii che il Fiano poteva invecchiare. Dopo la spettacolare selezione 2000 dedicata a Erminia, torna la selezione che porta il nome della figlia. Anche lui aspetta due anni e il passo in più si vede, anche se dobbiamo dire che quest’anno i suoi bianchi sono davvero grandi. Prezzo da affare.
Sui 12 €

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Vigna della Congregazione 2013 Fiano Campania igt Villa Diamante
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L’ultimo Fiano di Antoine che si riallaccia alla sua grande tradizione dopo la deviazione del 2012. Un bianco opulento, ricco, immenso, emozionante. Non è un tributo post mortem, perché ne siamo sempre stati convinti assertori. Antoine nel 2013 produsse anche il Clos d’Aute fuori denominazione.
Sui 37 €

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Exultet 2013 Fiano di Avellino docg Quintodecimo
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Millesimo dopo millesimo Luigi Moio realizza il suo zoom verso la perfezione stilistica. La componente del frutto e la mineralità sono ormai al centro della ricerca e il legno, molto ben dosato, riesce a regalare la giusta stabilità a questi capolavori che sono destinati a restare in forma sino a quando non si decide di aprirli.
Sui 32 €

La zona docg del Fiano di Avellino
La zona docg del Fiano di Avellino

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Fiano di Avellino 2013 Rocca del Principe
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Abbiamo sempre ammirato la coraggioa decisione di Ercole Zarrella di saktare un’annata. Così facendo, ha fatto quel passo in avanti asoslutamente necessario che adesso lo collaca ai primi posti di questo campionato, sempre in zona Champions:-)
Prezzo commovente.
Sui 14 €

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Fiano di Avellino 2013 Ciro Picariello
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In queste prime battute, stiamo comunque parlando di un grandissimo vino, il Fiano di Ciro convince un po’ meno dei precedenti, lo troviamo leggermente monocorde e appiattito sul frutto. Questo, per esempio, pè un caso in cui bisogna assolutamente aspettare ancora perché il vino è integro, fresco e ancora in cerca di equilibrio.
Sui 24 €

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Studi 2013 Arianello Fiano di Avellino docg Feudi San Gregorio
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Solo il Campanaro aspetta un anno prima di uscire e lo riteniamo un peccato perchè il Pietracalda è davvero un vino da incornciare. Nel frattempo la Feudi fa dei picolli spot interessanti e golosi. Si Chiamano Studi, appena un paio di migliaia di bottiglie, eccoci ancora con Arianello, la contrada di Lapio.
Sui 25 €

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Ventidue 2013 Fiano di Avellino  Villa Raiano
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La partenza è stata un po’ falsa, nel senso che i cru di questa azienda erano d’annata Poi, con il gioco della scaletta, sono rimasti indietro di un anno, compreso il Greco di Tufo Contrada Marotta e adesso sono uno spettacolo. Questo viene da Lapio, esprime un bellissimo frutto sapido e fresco.
Sui 20 €

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Alimata 2013 Fiano di Avellino docg Villa Raiano
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Questa vesione di Montefredane quest’anno ci piace un po’ di più. E’ un Fiano più rustico e potente, addirittura aggressivo, ma sicuramente da aspettare ancora. Chiediamo troppo alla cantina di fare uno sforzo ulteriore e passare a due anni?:-)
Sui 20 €

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Fiano di Avellino 2013, Tenuta Scuotto
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Anche questa azienda di Lapio che in cantina vede in azione Angelo Valentino ha rallentato il passo. Oltre a Oj Ni 2011 esce con il bianco lavorato in acciaio a distanza di un anno. Interpretazione ricca e opulenta, ma gradevole e non piaciona. Prezzo da affare.
Sui 12 €

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Fiano di Avellino 2013, Fonzone
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Sulla stessa linea questa giovane cantina di Paternopoli che vede al lavoro Arturo Erbaggio che produce anche un Fiano doc fuori denominazione da incorniciare. Intanto ci godiamo questo, decisamente buono.
Sui 12 €

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Arianello Fiano di Avellino 2013, Feudo Apiano
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Bravo Angioletto Silano. Ha avuto pazienda ad apettare e la sua domanda di iscrizione al campionato superiore è stata accolta. Un ottimo Fiano, interpretazione semplice e senza fronzoli, che esprime alla grande il territorio lapiano.
Sui 20 €

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Fiano di Avellino 2013 Historia Antiqua
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L’azienda a Manocalzati di Alfonsina e Carmine Cornacchia nasce dall’esperienza vivaistica e da oltre 30 produce uva. Dalla metà degli anni ’90 imbottiglia e è da qualche millesimo che si sta facendo il salto di qualità. Un sintomo preciso è proprio uscire con un anno di ritardo con tutte e due le denominazioni bianche.
Sui 12 €

4 commenti

  • Lello Tornatore

    (20 agosto 2015 - 09:13)

    Per aver pubblicamente offerto lo stesso tuo consiglio a Clelia e a Maura, qualche anno fa, fui ironicamente definito “fenomeno” da un “grande” sommelier campano…attento Luciano, rischi grosso!!! :D

  • Luciano Pignataro

    (20 agosto 2015 - 09:53)

    Beh, in questi vent’anni ne abbiamo lette e sentite tante. Poi il tempo funziona anche con le persone, come abbiamo visto:-)
    Del resto, cosa sarebbe la vita senza un po’ di spasso?

  • Alberto

    (20 agosto 2015 - 13:32)

    Mi permetto di segnalare anche il Fiano di Avellino de I Gaudi 2013, fatto a Candida, con la mano di Fortunato Sebastiano ed il progetto “Esoterico” di Donnachiara, in commercio con l’annata 2011 che però è un IGT…

  • Mondelli Francesco

    (20 agosto 2015 - 14:44)

    Difficilmente bevo un Fiano se non dopo un anno di affinamento in bottiglia.So bene che tenerlo lo stesso tempo sui lieviti gli da maggiore complessità e quindi da preferire,ma bisogna anche mettersi nei panni dei viticoltori(nella fattispecie quasi tutte aziende familiari)dove il fattore economico o semplicemente la mancanza di spazio in cantina li obbligano a mettere in commercio il loro vino appena il disciplinare lo consente.Alla fine ciò che conta è quello che arriva nel bicchiere:assaggio ottimi vini che escono per il vinitaly nell’anno in corso come può capitare viceversa di bere vini banali che sostano per un’altro anno sui lieviti.i cugini francesi amano ripete che i loro grandi vini devono essere buoni da subito e per almeno altri dieci o vent’anni.Buon fine estate da FM.

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