Carnevale è alle porte, prima delle lasagne, vogliamo darvi cinque imperdibili indirizzi per il vero ragù napoletano.
Ogni famiglia ha la sua formula e ogni napoletano vi dirà che il migliore si mangia a casa propria. Noi però siamo ottimisti e pensiamoche ci siano molti posti dove questo piatto pazzesco merita di essere mangiato. Coraggio, allora, carta e penna.
Antica cucina napoletana
Via Giacinto Gigante 33
Tel. 39.081. 544.88.67 – 39.347. 4926123
Aperti solo a pranzo dal lunedì al sabato ( 12,00 – 16,30)
Asporto e consegna a domicilio: si
Giorno di chiusura: domenica, esclusi i periodi delle festività
Ferie: ultime 3 settimane in agosto
Da Carmine ai Tribunali
Via Tribunali, 330
Tel. 081.294383Aperto: pranzo e cena (12:00/16:00 – 19:00 – 23,00) dal mercoledì al sabato; a pranzo: solo martedì e domenica Chiuso: l’intero lunedì C/credito: sì tranne American ExpressBuoni pasto: siAsporto: si
Ferie: 20 – 31 agosto
Osteria da Tonino 1880
Via S. Teresa a Chiaia 47
Tel. 081. 421533
osteriadatonino@libero.it
Aperto: da lunedì alla domenica a pranzo h. 12,00 – 15,00
Venerdì e Sabato anche di sera ( consigliata la prenotazione)
Chiusi: dal lunedì al giovedì sera
Carte di credito e bancomat: si
Ferie: 2 settimane centrali in agosto
Leon d’Oro
Piazza Dante 48
Tel.081.549 94 04
Aperto a pranzo e cena dal martedì alla domenica
Chiuso: lunedì, Pasqua, 24, 25 e 31 dicembre
Ferie : 2 settimane centrali in agosto
C/credito: no – Bancomat:si
Trattoria Casillo da Don Antonio
Vicoletto Rosario a Portamedina 25
Tel.081. 552 22 48
Aperti: solo a pranzo dal lunedì al sabato 12,00 – 16,30
chiusura:domenica
Ferie: ultime 2 settimane in agosto
Carte di credito. Bancomat: si



















mah!?!?! Alcuni li vedo troppo chiari e un pò “lenti”… il ragù, quando è cotto come si deve, è scuro e denso.
Cocnordo con Dario! Troppo liquidi! Molti sembra che non abbiano cotto nemmeno la metà del tempo…..
‘O rraù à dda tené ‘o senzo d’ ‘a bonanema, nun po’ essere sciacquetto!
Vedo il trionfo dell’olio e non del ragù.
A pozze dicere ‘na parola?
Chesta è carne cu ‘a pummarola!
Troppo annacquato (vedi foto di Sara Afeltra), indice di poca cottura.
Forse le polpette , specie se prima vengono fritte, non sono molto indicate perchè danno al sugo uno sgradevole profumo e sapore di affumicato, almeno per il mio gusto (forse le polpette non sono presenti nella ricetta originaria).
Buone le braciole, super quelle di cotica, ovviamente farcite con sale, pepe, prezzemolo ,pezzetto di pecorino romano ,pinoli ,uva passa e pizzico di aglio.
Ma questa signora Cannada Bartoli è napoletana o viene dalla val Brembana? Mi sembra ,almeno dalle foto ,che non sappia minimamente cosa sia Sua Maestà il Ragu’,sembra scontato scomodare Eduardo ,ma forse non è nemmeno carne cu’a pummarola
Condivido Francesco, forse certa gente apprezza la quantità a discapito della genuina e sempre più difficile “qualità” del prodotto e del vero e puro talento culinario. Spiace per la Cannada Bartoli. Ma la vera cultura ed essenza dell’ ENOGASTRONOMIA è un’altra cosa……!!!!
Porca miseria che distillato di simpatia gli ultimi due commenti.
E si stavolta la Cannada e’ “sciuliata” nel ragu’…..
Caro Tommaso Farina se avessi voluto essere simpatico mi sarei cimentato nel racconto di una barzelletta, ma siamo in un altro contesto,saluti .
I pezzi di Giulia suscitano sempre tanto interesse. Oltre alle osservazioni sulle foto (la prima tra l’altro è stata messa da un altreo pezzo) a me piacerebbe sapere da voi se i posti consigliati sono o no giusti per mangiare un piatto di ragù fuori casa.
Giulia ci mette la faccia, voi?
la Cannada Bartoli ci mette la faccia e i piedi per camminare e girare per osterie a trovare eccellenza e passione. quanto ai ragù non saro’ certo una gran fotografa, ma posso assicurare che il sapore nomn è quello della salsa ca pummarola, megliopoi scivolare sul ragù ….
E’ inutile giudicare dalle foto, testeremo e le faremo sapere se il gioco vale la candela, oops il ragu’……
No, non ci siamo. Questo è sugo, magari un buon sugo ma con il ragù non ha niente da condividere!
Ho trovato molto aderente alla tradizione,ed ai miei ricordi, il ragù di Lino Scarallo, ma siamo in un’altra categoria di locale.
Condivido i commenti negativi pienamente giustificati dalle foto.
Ho assaggiato gli pseudo ragù di Carmine ai Tribunali e di Tonino a S. Pasquale.
Alle mie rimostranze, entrambi, dimostrando di condividerle, si sono giustificati: “Abbocà, ‘a clientela non vò cchiù magna’ pesante” riproponendo un insoluto dilemma: il ristoratore deve imporre la sua cucina o deve adeguarla ai gusti, oggi purtroppo scadentissimi, dei clienti?
Fortunatamente esistono ancora tavernieri e bettolieri che se ne fottono e continuano a cucinare cone Dio comanda!
Da incorniciare la foto degli ziti (?), rigati al ragù (??). All’apparenza sembra una sciacquatura di piatti sporchi di sughetto al pomodoro!
Un ragù degno di fregiarsi di questo titolo deve avere le sembianze del cioccolato e il profumo della domenica (quello non si può descrivere) e lo zito o zitone deve essere rigorosamente da spezzare, dal taglio irregolare che fa tanto casa di mammà!!!
se questo è ragù…
Non c’è “passione”.
Quando fai il ragù la passione si vede!!!