Il Cellaio di Don Gennaro a Vico Equense, la chiocciola Slow parte dal menu a 30 euro

29/9/2018 4.6 MILA
Il Cellaio di Don Cennaro
Il Cellaio di Don Cennaro

Cellaio di Don Gennaro a Vico Equense
Via San Vito, Via Raffaele Bosco, 92
Telefono: 339 3529394
Aperto la sera, domenica a pranzo.
Chiuso lunedì
In inverno a cena venerdì e sabato, domenica apranzo
Ferie a gennaio

John Guida, nipote di Don Gennaro, insieme alla moglie Franca, alias Annamaria, quasi nove anni fa decisero di rimettere a posto questa antica cantina dove si conservavano olio e vino. Lui ginecologo, lei professoressa, hanno così creato uno spazio appena fuori dal centro di Vico Equense, facilmente raggiungibile.
Qui troverete un vero covo della filosofia Slow, creato con passione da Franca insieme a Rita Abagnale, fondatrice di Slow Food in Campania insieme a Vito Puglia, scomparsa quasi un anno fa.

Franca Di Mauro e Rita Abagnale
Franca Di Mauro e Rita Abagnale

Un connubio culturale colturale perfetto, che ha messo insieme per anni la passione di Franca e la sua pignoleria per i dettagli con la grande esperienza di Rita nel valorizzare le piccole produzioni e collegarle alla rete nazionale dell’associazione.

Ma tutta questa premessa può benissimo non interessare a te, cliente che varchi la soglia del Cellaio di Don Gennaro a Vico Equense.
Allora ti diciamo che tanto per cominciare c’è un bel parcheggio gratuito che da queste parti fa la differenza. Eccome se la fa. Il clima della Penisola Sorrentina è mite, consente di mangiare nel bello spazio esterno oppure nel suggestivo fascino delle pietre del Cellaio.

Qui la proposta ha un menu basico di 30 euro, esclusi i vini, ma difficilmente superate i 40, 45 euro se vi allargate.
Il Cellaio di Don Cennaro
Il Cellaio di Don Cennaro

Bella carta dei vini, quasi interamente dedicata alla Campania piena di spunti e con ricarichi giusti. E poi salumi, formaggi, olio d’oliva di qualità.

Il Cellaio di Don Cennaro
Il Cellaio di Don Cennaro

La cucina è affidata ad un giovane cuoco, Luciano Galano, a cui auguriamo di attenersi sempre a questo stile semplice, essenziale, che va incontro ai gusti della clientela e non delle telecamere. La mano è buona, la tecnica consente interventi migliorativi delle ricette dfamiliari che però non vengono assolutamente stravolte. Tutto, dal portapane con i merlettini al sorriso del personale, concente di sentirsi subito a proprio agio.

Il Cellaio di Don Gennaro, il pane
Il Cellaio di Don Gennaro, il pane

Gli antipasti partono dal presupposto che già si arriva affamati. Sono bocconi della tradizione ricchi, pulita la frittura, e saporiti.

 Il Cellaio di Don Gennaro, alici fritte e all'insalata
Il Cellaio di Don Gennaro, alici fritte e all’insalata
Il Cellaio di Don Gennaro, mozzarelline in carrozza
Il Cellaio di Don Gennaro, mozzarelline in carrozza
Il Cellaio di Don Gennaro le fritture
Il Cellaio di Don Gennaro le fritture

Da urlo la zuppetta di lenticchie con la scarola. L amateria prima di qualità viene trattata egregiamente in cucina. Impossibile reisstere.

Il Cellaio di Don Gennaro zuppetta di lenticchie e scarole

Ottima anche la mano dei primi, ma siamo in Camoania e questa cosa la dobbiamo dare per scontata.

Il Cellaio di Don Gennaro, fettucce ai funghi
Il Cellaio di Don Gennaro, fettucce ai funghi
 Il Cellaio di Don Gennaro, spaghetto al piennolo
Il Cellaio di Don Gennaro, spaghetto al piennolo

Da favola il pollo (vero) con le patate (vere) fritte e asciutte. Il migliore di sempre mangiato in Campania, se la batte con il pollo di Nando Salemme di Abraxas a Pozzuoli.

Il Cellaio di Don Gennaro, il pollo e le pattatine fritte
Il Cellaio di Don Gennaro, il pollo e le pattatine fritte

La tecnica del  giovane cuoco emerge soprattutto nelle proposte di mare. Lampuga e baccalà cotti alla perfezione.

Il Cellaio di Don Gennaro, il baccalà in bianco con pappacelle
Il Cellaio di Don Gennaro, il baccalà in bianco con pappacelle
Il Cellaio di Don Gennaro, la lampuga
Il Cellaio di Don Gennaro, la lampuga

Infine la linea dei dolci, appagante e beatificante.

Il Cellaio di Don Gennaro, il dolce di fichi
Il Cellaio di Don Gennaro, il dolce di fichi
Il Cellaio di Don Gennaro, il dolce
Il Cellaio di Don Gennaro, il dolce
 Il Cellaio di Don Gennaro, classico pasticciotto
Il Cellaio di Don Gennaro, classico pasticciotto

CONCLUSIONI

Il Cellaio di Don Gennaro è in questo momento, dati causa e pretesto, la migliore combinazione per godersi i sapori e il magico territorio della Penisola. Accoglienza, sobrietà, piatti veri ma non scontati, conto alla portata di tutti, compreso il ricarico sui vini. Una bella esperienza da fare soprattutto adesso che la Costiera inizia a liberarsi un poco, impabile venire qui con la giusta compagnia a godervi il carezzevole autunno di una cucina intramontabile che nasce dal mare di Napoli, dall’orto della Terra delle Sirene e dalla fame contadina.

Il Cellaio di Don Gennaro, finale
Il Cellaio di Don Gennaro, finale

Cellaio di Don Gennaro a Vico Equense

Un commento

    Rachele Pulzella

    Forza, Luciano, metticela tutta, sei già sulla buona strada! Zia ti viene a trovare uno di questi giorni!

    30 settembre 2018 - 11:15

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