Luciano Pignataro Wine&Food Blog

GUIDA DEFINITIVA | Osterie, ristoranti, pizzerie, bistrot, botteghe: 101 posti da non perdere a Roma e nel Lazio

Roma, Piazza di Spagna

Quindici anni di recensioni su questo sito a Roma e nel Lazio per segnalarvi le migliori osterie, pizzerie, ristoranti, bistrot, pasticcerie e botteghe di vino e di cibo. Non i posti migliori in assoluto, si capisce, ma quelli che ci sono piaciuti e che ci sentiamo di consigliarvi.

________________

LE OSTERIE

________________

Se dici Roma, non puoi non partire da osterie e trattorie, presidio, da sempre, della cucina romanesca di origini pastorali e campagnole. Non solo amatriciana, carbonara, gricia e cacio e pepe – ovviamente – ma tutta la gamma dei piatti poveri di una volta, legati a pochi ingredienti ma sempre saporiti ed … energetici.

Armando al Pantheon, non solo la tradizione, ma anche la cultura dell’antica cucina di Roma, con la famiglia Gargioli.

Armando al Pantheon, l’amatriciana

Asino d’Oro, la cucina semplice ma di carattere di Lucio Sforza che si muove tra le ricette di Roma e dell’Umbria.

L’Asino d’Oro, tortino di pane e patate e porcini secchi


Arancia Blu, tra le prime osterie vegetariane di Roma.

Arancia Blu, la lasagnetta di radicchio e taleggio

Da Cesare, una delle interpretazioni più riuscite, in chiave moderna, dell’osteria tradizionale capitolina.

Da Cesare, crocchetta di melanzana con salsa all’arrabbiata

Da Danilo, ottima sempre la carbonara in questa osteria dalla cucina casalinga e rassicurante.

Da Danilo, tagliatelle ai porcini

Da Enzo al 29, vecchia osteria con ricette della tradizione affidata oggi ad una squadra giovane e capace. Ottimo rapporto qualità prezzo.

Da Enzo al 29, gnocchi col sugo di spuntature

Dal Cavalier Gino, in pieno centro un posto a gestione familiare che mantiene da più di mezzo secolo la sua autenticità.

Gli involtini del Cavalier Gino

Domenico dal 1968, la simpatia e la genuinità della trattoria di quartiere, da  cinquant’anni.

Domenico dal 1968, i maltagliati con broccoletti e vongole

Felice a Testaccio, intramontabile interpretazione dei piatti della tradizione nonostante sia anche una delle mete preferite dei turisti.

Felice a Testaccio, la famosa cacio e pepe

Flavio al Velavevodetto, osteria con piatti veri e – ciò che più conta – con oste vero.

Flavio al Velavevodetto, Polpette di bollito

Grappolo d’Oro, a due passi da Campo de’ Fiori un piccolo miracolo: buona qualità ai giusti prezzi.

Grappolo d’Oro, l’agnello a scottadito

Hostaria Romana, a due passi da piazza Barberini un locale storico dove si serve cucina romana in un rispettabile equilibrio tra turisti e habituè.

Hostaria Romana, la gricia

La Tavernaccia, tradizione familiare, accoglienza proprio come in famiglia e tanti bei piatti che prima di arrivare a tavoa ‘ripassano’ dal forno a legna.

La Tavernaccia, la lasagna cotta nel forno a legna

Lo’Steria, essenzialità nell’arredo e ai fornelli: la vera cifra dell’osteria romana in chiave attualissima. Ottimo rapporto qualità prezzo.

L’amatriciana di Luca Ogliotti (foto di Francesco Vignali)

Luciano Cucina Italiana. Luciano sta per Luciano Monosilio, talentuoso chef che abbiamo conosciuto da Pipero e che ha fatto la sua svolta ‘trattorista’ nel 2018, aprendo un locale di cucina romanesca e regionale con laboratorio di pasta fresca e pizzeria.

Matricianella, un posto ormai di tradizione per la cucina ebraico-romanesca, con una bella selezione di vini.

Matricianella, Tonnarelli con zucchine e ricotta

Osteria Bonelli, accanto all’acquedotto Alessandrino un post tanto pop quanto verace a prezzi imbattibili.

Osteria Bonelli, gnocchetti al nero con vongole

Osteria del Velodromo Vecchio, da anni riferimento degli amanti delle osterie (e dei tempi) slow. Accogliente e con buon rapporto qualità prezzo.

Velodromo Vecchio, la coda

Osteria dell’Angelo, il trionfo del pop: qui si cucina (e si parla) solo romanesco. Piatti della tradizione e atmosfera genuina.

Osteria dell’Angelo, le polpette

Osteria di Monteverde, una delle prime osterie a Roma con cucina di nuova impostazione, dove la tradizione offre spunti e suggerisce idee a piatti molto moderni.

L’Osteria di Monteverde, raviolo di ricciola con bottarga

Osteria Fratelli Mori, a Ostiense una bella osteria con due fratelli in sala e la mamma in cucina. Tradizione romanesca, buona selezione di materia prima e anche una buona pizza.

Osteria Fratelli Mori, i fritti

Osteria Palmira, le lezioni della nonna applicate in cucina: piatti della tradizione con un occhio (e il cuore) sempre fisso su Amatrice.

Osteria Palmira, le polpette di bollito

Pro Loco D.O.L. la “primogenita” di Vincenzo Mancino a Centocelle, procacciatore  di cose buone made in Lazio. Prima solo bottega, ora anche cucina e pizzeria.

ProLoco Centocelle: fettuccine con broccolo romano e guanciale

Pro Loco Pinciano, i prodotti del Lazio sempre al primo posto, al banco come in cucina, in più un’ottima pizza e un buon rapporto qualità prezzo.

ProLoco Pinciano, le polpette di coda

Pro Loco Trastevere, aperto alla fine del 2018. Stessa filosofia dei precedenti, materia prima in primo piano, con cucina e vini – davvero – di territorio. E anche qui non manca una buona pizza.

Pro Loco Trastevere, ragu’ di mangalitza

Romolo alla Mole Adriana, storica trattoria a due passi dai musei Vaticani: un caso davvero riuscito di come tenere insieme veracità e numeri.

Da Romolo, Tonnarelli baccala e ceci

Santo Palato, in assoluto la nuova trattoria di moderna concezione della quale si è parlato e scritto di più. La prima ad aver riproposto i piatti della tradizione capitolina, soprattutto il quinto quarto, attraverso una cucina semplice, immediata, contemporanea.

Santo Palato, spaghettone all’amatriciana

Sora Lella, la mitica sorella di Aldo Fabrizi non c’è più, ma la sua famiglia la ricorda nel modo migliore con una cucina tenace e vera, rispettosa delle ricette tradizionali.

Sora Lella, minestra di ceci

Taverna Portuense, la cucina robusta della tradizione romanesca con qualche spunto vivace e originale.

Taverna Portuense, stinco e patate

Tram Tram, un indirizzo storico di San Lorenzo, con una cucina autentica tra tradizione romana e pugliese.

Tram Tram, aliciotti e indivia

Trattoria Lilli, pochi fronzoli, tanta sostanza. Si riassume così la filosofia della vera cucina romanesca, qui interpretata in maniera schietta in tutti i suoi capisaldi, a partire dall’ottima gricia.

Trattoria Lilli, rigatoni alla gricia

Trattoria Pennestri, una delle aperture più recenti e più riuscite per una moderna concezione di trattoria: piatti della tradizione ma alleggeriti e ben presentati.

Trattoria Pennestri, santinbocca di polpette

Velavevodetto ai Quiriti, il bis di Flavio: altro quartiere ma stessa cucina. Veracità e ottimo servizio.

La cacio e pepe di Flavio

_____________

LE PIZZERIE (tonde e al taglio)
______________

Insieme a Napoli, Roma è la città che negli ultimi dieci anni ha rivoluzionato il mondo della pizza, lavorando in maniera sperimentale ma sistematica su lievitazione, impasti e sulla selezione degli ingredienti.
Un discorso a parte merita la pizza al taglio, un mondo variegato tra ‘posti top’ e ‘posti pop’ per un prodotto che da sempre sta nel cuore (e nella pancia, è il caso di dire, dei romani). Anche per la pizza al taglio, con un notevole posso avanti nella qualità del prodotto.

Le tonde al tavolo:
La Gatta Mangiona, aperta quasi 18 anni fa da Giancarlo Casa che può essere considerato l’iniziatore della new wave romana in fatto di pizze. Un indirizzo più che affidabile che ha fatto letteralmente strada.

La Gatta Mangiona, la pizza con mozzarella di bufala e pomodorini

Giulietta, bellissimo locale a Testaccio, tra le novità più interessanti da segnalare, con doppio forno per accontentare proprio tutti: appassionati di vera pizza napoletana (si avvale della consulenza dei fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano) e pizza romana.

Giulietta, la Vesuvio

SEU Pizza Illuminati, il fenomeno della pizza a Roma, come da molti viene definito, Pier Daniele Seu prepara le sue pizze speciali in un locale nuovo e moderno gestito con sua moglie Valeria.

Seu Pizza Illuminati, la pizza TRE P

Sforno, uno dei primi locali di Stefano Callegari, dove ancora oggi trovate le migliori interpretazioni delle sue pizze più celebri, prima tra tutte la cacio e pepe.

Sforno, spicchi della cacio e pepe

180g Pizza Romana, la novità più interessante del 2018 in tema di classica pizza romana, bassa e scrocchiarella: Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro per la prima volta insieme dopo anni di pizza in teglia.

Pizza Romana 180g, zoom su fiori e alici

Tonda, sempre Callegari, in questa pizzeria di quartiere che si distingue soprattutto per l’ottima margherita e la ‘margheritissima’.

Tonda, la margheritissima

I BELCASTRO, Mario Belcastro, giovane pizzaiolo calabrese, ha portato la sua pizza a canotto nel quartiere Trieste, con un locale rinnovato e qualche sfizioseria regionale di accompagnamento.

In tema di tonde napoletane, gli appassionati hanno un nuovo punto di riferimento a Roma dopo l’apertura dell’Antica Pizzeria da Michele, succursale della storica casa madre partenopea, in zona Flaminio.

Da Michele a Roma, la marinara

Ancora Callegari, questa volta in società con Marco Pucciotti, per Sbanco, una moderna pizzeria con birreria e piccola cucina in zona San Giovanni.

Sbanco, lasagna napoletana

Al Mercato Centrale, nuova mecca gastronomica all’interno della Stazione Termini, la pizza di Pier Daniele Seu.

Seu al Mercato Centrale, margherita

Angelo Pezzella. In zona Capannelle (Ippodromo) un pezzo di cuore di napoletano nella Capitale: dalla pizza ai fritti, fino alla cucina tradizionale partenopea.

Angelo Pezzella Pizzeria con Cucina, ‘O Cazon’

Gazometro 38. A Ostiense la buona pizza di Fabrizio Di Leginio, giovane reatino con la passione per la pizza e, soprattutto, per le sperimentazioni di impasti e farine.

Gazometro 38, la pizza con la porchetta di Ariccia

In Fucina, la pizza ‘da degustazione’ di Edoardo Papa, fatta per essere degustata a spicchi.

In Fucina, pizza con cicorietta selvatica, crema di ceci e alici di Cetara

Spiazzo, una delle novità più riuscite a Roma. Si lavora ancora sull’impasto, ma i primi risultati sono interessanti, il posto è molto bello e invita a degustare anche quelle più originali e ‘spiazzanti’.

Spiazzo, focaccia con cotto di Praga

Emma, forse la scrocchiarella più buona di Roma: ricercatezza nella selezione degli ingredienti, cura nelle farine e nella lievitazione. C’è una parte della scuola Roscioli che ci lavora, e si vede.

Emma, pizza con bufala e pomodorini semi-secchi

Farinè, la pizza più buona (e divertente) di San Lorenzo: cambia ogni giorno la farcia ed è possibile richiederla small, medium e large, a seconda di appetito e fantasia. Bravi.

Farinè, la pizza Napoli

Piccolo Buco, a due passi dalla fontana di Trevi un posticino che non gaurda ai turisti come unica risorsa possibile. Pizzeria con … canotte e con cucina.

Piccolo Buco, con carciofi, capocollo e provolone del monaco


Il Carroccio, pizzeria di quartiere con forno napoletano: della città partenopea riconoscerete subito, oltre all’impasto, i fritti e la caciara della sala.

Il Carroccio, zoom sulla Margherita

I Magnifici: un pezzo di Napoli in zona Tiburtina. Forno a legna, tante declinazioni di pizza verace napoletana, fritti compresi e piccola cucina con grill.

Pizzeria I Magnifici, il ripieno del calzone

PIZZA MATER a Fiano Romano. Non siamo proprio a Roma, ma vale la pena percorrere questi 30 minuti di auto per assaggiare la pizza (e le meravigliose focacce) di Amalia Costantini. Tutto da lievito madre.

Pizza Mater, la margherita

Le pizze al taglio:
Pizzarium Bonci. Il top. Punto.

Pizzarium, prosciutto e cicoria

Pane e Tempesta, una squadra imbattibie, nell’impasto come nel servizio in questa panetteria-pizzeria di quartiere. Tra le migliori pizze alla pala di Roma.

Pane e Tempesta, fichi e menta

Pommidoro, quartiere Centocelle, un pizzaiolo verace e caparbio per una pizza al taglio davvero notevole.

Pommidoro, pizza con patate e mozzarella

E’ vero, in questo caso non siamo proprio a Roma ma a Fiumicino. Poco importa: l’eccezionale pizza al taglio di Sancho e la sua famiglia val bene qualche chilometro.

Sancho, mortadella e puntarelle


Serenella, in zona Salario una pizza al taglio semplice, ben lievitata, leggera e servita sempre con il sorriso — che non guasta mai.

Serenella, salsiccia e funghi

Zazà, in pieno centro – siete in piazza Sant’Eustachio – quasi un miracolo: un prodotto pop ma di buona qualità, a prezzi accessibili. Romani e migliaia di turisti al giorno, da tutto il mondo, stupiti, ringraziano.

Zaza’, ricotta e funghi

 

 

_______________

I RISTORANTI
______________

Dai classici intramontabili delle grandi tavole, spesso stellate, a quelli saldamente ‘borghesi’ – come si sarebbe detto una volta – fino ai più innovativi, Roma conta un gran bel numero di ristoranti dove piatti dalla cucina rassicurante si alternano a tecnica e ricerca, grazie alla presenza di chef formatisi in brigate importanti in giro per l’Italia e scuole internazionali. E dove la sala conta almeno quanto la cucina.
Achilli al Parlamento, la cucina di Massimo Viglietti vi porta da Roma in viaggio per il mondo e ritorno con dei piatti che difficilmente dimenticherete.

Achilli al Parlamento, la vignarola di Massimo Viglietti


Al Ceppo, solida cucina borghese, una categoria quasi scomparsa e dunque ce la teniamo cara.

Al Ceppo, le tagliatelle di farina di castagne


Antico Arco, un posticino elegante con piatti magari senza guizzi particolari ma sempre curati, solidi e di sostanza.

Antico Arco, alici, burrata e fiori di zucca


Casa Bleve, un vero e proprio tempio del vino, che dell’atmosfera dell’arte classica conserva ambiente, stile e servizio. Cuciana solida con tanti richiami alla tradizione pugliese.

Casa Bleve, involtini di verza ripieni di pesce


Casa Coppelle, elegantissimo ristorante del centro, servizio squisito, in un’atmosfera quasi d’altri tempi. La cucina si mantiene saldamente legata alla tradizione romanesca anche se in carta non mancano i piatti che guardano alla Francia, paese d’origine della proprietaria.

La carbonara di Casa Coppelle


Checchino dal 1887 ovvero la tradizione può anche essere elegante. Come i piatti e la sala di questo antico ristorante a conduzione familiare. Da sempre un punto di riferimento a Testaccio per la cucina del quinto quarto così come per la ricca carta dei vini.

Checchino dal 1887, la pasta al sugo di coda


Chinappi, elegante ristorante di mare a conduzione familiare; da sempre uno dei punti di riferimento per la cucina di pesce a Roma e nel Lazio.

Chinappi, l’antipasto con la tiella di Gaeta


Glass Hostaria, estro, ricerca, studio. Una vita (e dunque una cucina) in moto perpetuo quella di Cristina Bowerman, chef di questo raffinato ristorante a Trastevere.

il risotto di Glass Hostaria


Il Convivio Troiani, ristorante di impostazione classica, dove perà la cucina è anche studio e formazione continua.

Al Convivio Troiani, Coniglio leprino di Viterbo e borragine


Il Pagliaccio, due stelle Michelin, il regno elegante e raffinato di Anthony Genovese.

Il Pagliaccio, fegato grasso, brodo di sgombro, mela cotogna


Il Sanlorenzo, pesce fresco, dal banco alla tavola: la pescheria con cucina più elegante della città. Sale dall’architettura mozzafiato, eccezionale carta dei vini.

Il Sanlorenzo, la catalana di gamberi rossi e scampi


Imago, at the Hassler, tra le sale più belle e panoramiche di Roma, una cucina che intreccia mirabilmente suggestioni orientali a radici campane.

Imago, astice e lenticchie


La Pergola di Heinz Beck, l’unico tristellato di Roma in una sala dalla conduzione praticamente perfetta.

La pergola, filetto di capriolo


L’Arcangelo, Arcangelo Dandini è il prototipo dell’oste contemporaneo. Radici ben salde nella memoria, ma sempre curioso e aperto al nuovo.

Arcangelo Dandini, la mia pasta e patate con lumache e caciocavallo

Mamma Angelina, la cucina che forse vanta più aficionados tra il pubblico romano. Chi ci va lo fa innanzitutto per affetto. Alla cucina della mitica signora Angelina e ai suoi piatti solidi e sinceri. Così come ad una conduzione genuinamente familiare della sala.

Mamma Angelina, i tagliolini con ragout bianco di polpo e bottarga


Metamorfosi, forse la cucina più avanguardista, oggi, della capitale. Roy Caceres cresce – e stupisce – sempre di più.

Metamorfosi, presa con cavolo verza, sedano rapa e mela agrodolce


Monti, si fa chiamare trattoria ma in realtà, a partire dall’offerta, è più un ristorante questo della famiglia Camerucci, che da tanti anni porta avanti l’attività con una cucina a metà tra tradizione romanesca e cultura marchigiana.

Trattoria Monti, Mezzemaniche con salsiccia, pecorino e pepe nero


Open Colonna, dai tetti del Palazzo delle Esposizioni, Antonello Colonna continua a proporre le sue ricette gourmet nelle sale riservate alla sera mentre a pranzo offre un buon buffet, molto ben impostato e organizzato all’ultimo piano.

Open Colonna, Insalatina tiepida di calamari


Per Me, Una delle novità più interessanti di Roma. Nuova, in realtà, è solo l’impostazione perchè invece lo chef, Giulio Terrinoni, è conosciutissimo. Piccolo locale elegante in pieno centro, servizio molto professionale, cucina che ha conosciuto una nuova grinta e stella Michelin confermata.

Per Me, le alici con misticanza, finocchi e arance


Roscioli da sempre in città vuol dire pane buono, focacce ottime, ma anche bottega di raffinatezze tra e più fornite di Roma. E il ristorante che vi è custodito fa una delle carbonare migliori del mondo.

La carbonara di Roscioli

______________

I BISTROT

______________

Solo qualche anno fa a Roma questa categoria sarebbe stata impensabile. Invece sono tanti i giovani chef che si sono ispirati al riuscito modello di bistronomie parigina e francese, e molti con risultati davvero interessanti ed originali.
Bistrot 64, posticino raffinato, dall’atmosfera internazionale, grazie all’impostazione modello bistrot e alla cucina nippo-romanesca del bravo Kotaro Noda, anche stella Michelin.

Bistrot 64, Il Merluzzo in Brodo di Ramen


Epiro, una coppia di chef giovani e motivati, un team affiatato in sala così come nella gestione, un bel locale di fronte ad un mercato di quartiere:  cucina moderna, dove ricercato non vuol dire esclusivo. Proprio come un bistrot francese che si rispetti. Bravi.

Epiro, l’agnello berbere

Oliver Glowig al Mercato Centrale, dai locali stellati di Capri e Roma all’impostazione semplice e metropolitana di questo bistrot all’interno del Mercato Centrale. Si respira aria internazionale e si gode dell’ottima selezione di prodotti di Salvatore Di Gennaro.

Glowig, ricotta, alici di Cetara e puntarelle

Osteria Fernanda, osteria di nome, bistrot contemporaneo di fatto. Davide Del Duca gioca con ottimi ingredienti, una bella tecnica, l’occhio alla cucina in cui è cresciuto; il tutto in un posto che sa  cos’è il lavoro di squadra.

Davide del Duca, Osteria Fernanda Roma, il pomodoro dolce farcito di pomodoro.

Pigneto 1870, Andrea Dolciotti ha trovato finalmente il posto che fa per lui: piccola cucina ma tante idee e buona scuola.

Pigneto 1870, le fettuccelle al nero

Retrobottega, quando l’aggettivo giovane non si riferisce solo all’età di chi lavora in cucina (e loro giovanissimi lo sono davvero) ma ad una impostazione moderna, che rispetta la tradizione attraverso spunti interessanti ma guarda lontano. Molto lontano.

Retrobottega, Ravioli di patate dolci e pancia di vitello

Tordomatto, Adriano Baldassarre è tornato. Ed è tornato in formissima. Estro, tecnica, impostazione della sala attualissima.>

Tordomatto, ravioli di conciato, finocchio ed erbe di stagione

_________________________________
LA PRIMA COLAZIONE E LE PASTICCERIE
_________________________________

Il significativo miglioramento del livello medio della ristorazione capitolina ha toccato anche molte pasticcerie, complici tanti giovani artigiani che si sono ispirati alla scuola francese, oltre che ad una selezione più accurata e meticolosa di materie prime. Inoltre, i molti locali cosiddetti ‘multifunzione’ – aperti dalla mattina presto fino al dopo cena – hanno ampliato considerevolmente l’offerta della prima colazione.

Roscioli Caffè Il maritozzo più buono di Roma, senza tema di smentita. E un’offerta di caffè, pasticceria da colazione e tramezzini che ha pochi eguali.

Il maritozzo di Roscioli

Severance, una bella e giovane coppia che ha fatto del suo piccolo locale di cibo da asporto, a Furio Camillo,  un piacevole posticino da prima colazione, con ottimi lievitati e pasticceria di ispirazione francese. Da segnalare anche i panettoni e i casatielli.

Severance, la brioche al pepe verde vanigliato

Gruè, in Viale Regina Margherita la scommessa – vinta – di una giovane coppia di pasticcieri dalla passione sconfinata, formatasi con grandi maestri. Dessert monoporzione deliziosi e cioccolatini imperdibili.

Grué, montblanc

Faro – Luminari del Caffè. Si fa presto a dire a caffè. Qui troverete una piccola e giovane squadra di professionisti che saprà illustrarvi tutto, ma proprio tutto, sulla vostra tazzina. Lievitati da colazione imperdibili.

Faro, la treccia con uvetta di Pantelleria

Regoli, nel quartiere Esquilino, vero e proprio punto di riferimento per la pasticceria a Roma, a partire dai maritozzi e dai bignè fritti di San Giuseppe. Conduzione familiare, servizio gentile.

Pasticceria Regoli. La vetrina

SAID, il regno del cioccolato in uno dei locali storici più suggestivi di Roma (era una vecchia fabbrica di cioccolata, andata quasi completamente distrutta nel bombardamento del quartiere San Lorenzo), arredato con molto gusto. Dalle torte ai pasticcini, dalle praline alle uova pasquali, dalle creme ai biscotti: tutte le declinazioni possibii del cacao.

Said, Fantasia di cioccolato


Santi Sebastiano e Valentino. Un forno per il pane dal quale escono anche ottimi lievitati, a partire da cornetti e croissant. Torte e biscotti completano un’offerta davvero notevole per qualità e varietà. Molto buono il panettone di canapa.

Santi Sebastiano e Valentino, tortina di mele

Cinque Lune, piccola pasticceria su Corso Rinascimento, buoni i dolci della tradizione ebraico romanesca e una pasta bignè eccezionale.

Pasticceria Cinque Lune, le castagnole

_______________________________

LE BOTTEGHE DI CIBO E DI VINO

________________________________

Qui vi segnialiamo non solo qualche valida enoteca o gastronomia, ma anche botteghe che offrono una selezione di prodotti ricercati con cura e talvolta fornite di piccola cucina.


Guerrini dal 1958
Enoteca da quasi sessant’anni, oggi è un’enotavola aperta dall’ora di colazione, con piccola cucina. Ampia scelta di vini e champagne a bicchiere.

Gli spaghetti aglio olio e pecorino dell’Enoteca Guerrini 1958


Limata e
C.I.Bo: più di cinquant’anni di ricercata gastronomia e formaggeria nel quartiere di piazza Bologna.Le migliori eccellenze prodotte in Italia e Francia, anche sul fronte vini e champagne e poi, qualche anno fa, il bis a qualche isolato di distanza, con l’ampliamento della gastronomia d’asporto e un piccolo ristorante.

La gricia con i friggitelli di CIBO della famiglia Limata


Cus Cus, Simona, siciliana, si è trasferita a Roma insieme alla cultura (cura e cucina) del cus cus che le ha trasmesso suo padre. Si mangia nel suo piccolo locale vicino piazza Bologna, dopo aver letto il menu del giorno alla lavagna, oppure si porta via.

Cus Cus Roma, cuscus con pollo e ceci


Forno Rossetti,
un forno di famiglia che sta a Centocelle da 60 anni, custode delle belle tradizioni di una volta, a partire dalle mitiche rosette o dalla pizza bianca con mortadella; ma – soprattutto – custode della memoria storica del quartiere.

Panificio Rossetti, la rosetta

Trimani Wine Bar, un indirizzo storico per gli appassionati di vino e champagne. Anche bottega di prodotti eccellenti con piccola cucina.

Trimani Wine Bar

Piccola Bottega Merenda: il nome lo dice. Una bottega alimentare dove, volendo, si può fare anche merenda. Con pane e formaggio, ad esempio. E un bicchiere di vino. Una selezione quasi maniacale quella che fa Giorgio Pace. Scegliendo solo prodotti di stagione nel caso di frutta e verdura e di piccoli produttori dei quali è in grado di seguire origine e filiera di lavorazione.

Piccola Bottega Merenda, la misticanza


Bottega Liberati. Forse la macelleria più famosa di Roma. Sicuramente lo è per gli appassionati di gastronomia: le carni vengono tutte da allevamenti selezionati con cura e in bottega si trovano mille meraviglie, dal pane di Bonci al miele di produttori bioogici, dalla pasta artigianale ai dolci; fino ad una bella selezione di formaggi e salumi.

Bottega Liberati, le polpette appena fatte di papà Emilio

Mordi e Vai al Mercato di Testaccio: il panino verace e un po’ ruspante di una volta, con dentro l’allesso o il carciofo alla romana. Gusti semplici e tanta soddisfazione in questo banco del mercato Testaccio.

Mordi e Vai, il panino con lingua e salsa verde

Last but not least, non si può chiudere se non con “la bottega delle botteghe”, Eataly, l’impero dei prdotti italiani a tavola di Oscar Farinetti aperto nell’estate del 2012 con ristoranti, pizzerie e i fritti più famosi d’Italia: quelli di Pasquale Torrente.

Eataly

_______________

NEL LAZIO
______________

i fuori porta in campagna:

L’Oste della Bon’ora, Grottaferrata, ambiente rinnovato, ora in una elegante casa di campagna, dove l’oste recita fedelmente la sua parte. Cucina di grande tradizione, ben eseguita e di notevole spontaneità.

Oste dell Bon’Ora, tartare di granda e carciofi

Taverna Mari, Grottaferrata, osteria a conduzione familiare che vanta ottime esecuzioni delle ricette della tradizione romanesca.

Taverna Mari, il carciofo alla giudia

Benito al Bosco, Velletri. Il posto preferito di Ugo Tognazzi, ma anche di tanti romani che trovano soddisfazione nella cucina fuori porta della famiglia Morelli così come nella loro carta dei vini.

Da Benito, la tagliata


Sora Maria e Arcangelo, Olevano Romano. Giovanni Milana non si ferma mai. Eppure potrebbe farlo: il suo è forse il fuori porta più famoso di Roma, al pari dei suoi cannelloni della domenica. Eppure è sempre alla ricerca di prodotti del suo territorio e di nuove ricette che sappiano valorizzarli. Imbattibile.

I cannelloni di Sora Maria e Arcangelo

Osteria del Borgo, Cesano, una bella realtà a pochi chilometri da Roma, osteria vera, lontana mille miglia dal finto folclore.

Osteria del Borgo, cotiche e fagioli

Osteria San Cesario, San Cesareo, c’è poco da fare: l’esperienza del fuori porta dalla Sora Anna va fatto. Mani che parlano, schiettezza ai fornelli come in sala, insomma un vero saggio di cultura popolare.

Osteria di San Cesareo, lasagnetta verde

Iotto, Campagnano di Roma, fuori porta ruspante ma curato, si sente la schiettezza della campagna romana ma anche il pathos dell’oste vero.

Iotto, maltagliati al baccalà con pepe e pecorino

Aminta, Genazzano, residenza di campagna ma con grandi ambizioni. La cucina di Marco Bottega – da oggi stella Michelin – regala piatti elaborati impegnativa e creativi ma sempre immediatamente leggibili.

Aminta, l’agnello

Antonello Colonna Vallefredda Resort, Labico, location spettacolare, una sorta di astronave tra i boschi, per gustare la cucina stellata di Antonello Colonna.

Vallefredda Resort, vignarola di coniglio

Aria’, Cerveteri, nel regno degli Etruschi una piccola ma valida osteria di recente fondazione. Cucina semplice e sicera, prodotti di grande qualità in un ambiente che vi farà sentire davvero a casa.

Aria’, antipasto di mare

i fuori porta al mare:
Il Tino, Fiumicino, la raffinata cucina di Lele Usai si conferma anche nella nuova sede marinara come una delle più solide e stimolanti del litorale laziale.

Il Tino, tortelli di mazzancolle


Osteria dell’Orologio, Fiumicino, ci si diverte con una cucina che nonostante un po’ di sperimentazione e ricerca resta spontanea, proprio come il sorriso del giovane chef Marco Claroni.

Osteria dell’orologio, ceviche di ombrina marinata al lime e zenzero con latte di cocco e verdure croccanti

Pascucci al porticciolo, Fiumicino, grande tecnica, grandi sapori e grande amore per il mare (e le sue onde) nei piatti di Gianfranco Pascucci.

Pascucci al porticciolo, il riso al nero con ostriche e whiskey

La Baia, Fregene, l’avanposto del bravo Benny Gili, che ha saputo portare una schietta cucina di pesce – ma anche ostriche e champagne – in uno stabilimento balneare.

La Baia, tartare di ricciola

Romolo al Porto, Anzio, forse la batteria di antipasti più famosa del litorale laziale. Imbattibili per professionalità e simpatia i fratelli Regolanti.

Romolo al porto, i fritti

Ciociaria:
Colline Ciociare, Acuto, il maestro Tassa e la sua cucina di caccia e di terra resta una delle mete obbligate della regione.

Le Colline Ciociare, triglia al gin, salsa alla liquirizia e carciofi

Agro pontino:
Il Funghetto, Latina, ricercatezza e passione in questo ristorante che meritoriamente quasi da solo ha contribuito a svegliare una zona sonnacchiosa in fatto di ristorazione.

Il Funghetto, schiacciatina di patate con baccalà e tartufo della Semprevisa

Enoteca dell’Orologio, Latina, cucina semplice, qualche richiamo alla tradizione e grande cura nella carta dei vini così come nella ricerca dei prodotti.

Enoteca dell’Orologio, culatello di montagna e tortino di finocchi

Essenza, Pontinia, un giovane chef tra i protagonisti della rinascita dell’agro pontino.

Essenza, maialino in crosta di semi, pere, carota panata e fondo di arrostomaialino in crosta di semi, pere, carota panata e fondo di arrosto

Viterbese:
Tredici Gradi, Viterbo, Deliziose ricette e la certezza di abbinare ottimi vini, alla mescita e dalla carta.

Tredicigradi, persico reale del lago di Bolsena

La Piazzetta del Sole, Farnese: l’olio, le verdure, i sapori e la simpatia della Tuscia in questa autentica osteria gestita da due donne: Miriam in sala e Antonella in cucina.

Osteria Piazzetta del Sole, il maiale in crosta di pistacchi

Casa Tuscia, Nepi, la suggestione della storia etrusca in paese così come in questa piccola osteria dalla cucina semplice e vera.

Casa Tuscia, pasta fresca con guanciale, pecorino e cipolla di Nepi

Reatino:

La Trota, Rivodutri, una delle tavole più eleganti d’Italia, con la cucina bistellata dei fratelli Serva.

La Trota, gamberi, radici, tuberi