Torre Orsaia – Da Zia Addolorata | Gli anni passano ma qui tutto è come sempre

28/1/2021 18.6 MILA
Zia Addolorata
Zia Addolorata foto del 2017
Io e Addolorata
Io e Addolorata

di Marco Contursi

Ci sono posti che andrebbero vissuti almeno una volta nella vita, per capire quello che, un tempo, erano le osterie. Da Addolorata, a Torre Orsaia, è uno di questi.

Monte Bulgheria
Monte Bulgheria

Come la Trattoria Rispoli a Pogerola. Posti, che fra qualche anno non esisteranno più, perché li rende unici chi li gestisce, non i tavoli o le mura. Posti che andrebbero tutelati dall’Unesco. Posti che non sono per tutti, soprattutto gastrofighetti #mangiosolopizzagourmet e starlettine #iosushituttalavita girassero alla larga, non capireste il valore dell’esperienza. Ma tanto, neanche ci capitate a Torre Orsaia.

Osteria da Addolorata - ingresso
Osteria da Addolorata – ingresso

Addolorata sta qui da sempre, da quando sua mamma apriva le porte di casa e cucinava per operai e viaggiatori, di questa estrema propaggine campana. D’altronde c’erano 11 figli da sfamare. Addolorata ha proseguito la tradizione materna, continuando a far da magiare per chi passava da queste parti. Qui ha conosciuto suo marito, qui ha cresciuto i 3 figli, oggi professionisti affermati. Qui impasta ravioli, cavatelli e scauratielli, qui prepara il sugo con le polpette, qui compra carni di pollo e salsiccia dal macellaio di fiducia, qui accoglie chi entra come uno di famiglia, raccontando aneddoti della sua vita, e mostrando, orgogliosa, le foto di figli e nipoti, tra cui l’ultima arrivata, Melissa. Tutto questo, ogni santo giorno che il Padreterno manda in terra, alla soglia di ben 80 primavere (..ate cient zi Addolorà).

Osteria da Addolorata - la credenza in sala
Osteria da Addolorata – la credenza in sala

Il menù? Ma a che serve qui il menù??? Si mangiano, da sempre, le stesse cose, cavalli di battaglia, ormai che fanno parte del mito, al netto di piccole sbavature che nulla tolgono alla piacevolezza del tutto. Zero antipasti, si passa subito a lagane e ceci, a cui una generosa spolverata di pepe regala una marcia in più.

Osteria da Addolorata - lagane e ceci
Osteria da Addolorata – lagane e ceci

Lasciane due nella zuppiera e rimedi una bonaria cazziata (“ma non siete venuti per mangiare???”)……OK….chiedo venia…finiti. Ottimi, quindi, i cavatelli ed eccellenti (slurp, slurp) i ravioli di ricotta, per me con una stilla di olio piccante. Formaggio, invece, per chi lo gradisce. Si badi bene, nella formaggiera, cacioricotta e non parmigiano.

Osteria da Addolorata - cavatelli e ravioli
Osteria da Addolorata – cavatelli e ravioli

Vedo in giro, troppo parmigiano su piatti e pizze cilentane, che non posso esimermi dal celebrare chi invece non lo usa. Brava Addolorata. Certi dettagli fanno la differenza.

Per secondo, un assaggio di polpette, un po’ di pollo in umido e una montagna di patate fresche fritte, sale e pepe in abbondanza come piacciono a me.

Osteria da Addolorata - polpette
Osteria da Addolorata – polpette
Osteria da Addolorata - scarpetta
Osteria da Addolorata – scarpetta
Osteria da Addolorata - pollo e patate fritte
Osteria da Addolorata – pollo e patate fritte

Il vino no, quello va cambiato. E non sto a fare lo “speziale”, come dice un mio amico, ancora più “speziale” di me, ma questo chateau latour nel bicchiere, proprio non mi è piaciuto.

Osteria da Addolorata - chateau Latour del '78.
Osteria da Addolorata – chateau Latour del ’78.

Una piccola nota stonata, già cassata e relegata nel mio personale cestino dei ricordi che non vale la pena ricordare. Si risale in alto, anzi in altissimo, con gli scauratielli. Serviti caldi e ricoperti di miele tiepido (di castagno e locale), insaporito da una buccia di limone, sono una droga. Ne avrei mangiati a decine. Sublime meraviglia dolciaria, di apparente semplicità. Provate Voi a farli così buoni…

Osteria da Addolorata - scauratielli
Osteria da Addolorata – scauratielli

Un goccio di finocchietto di questi monti, due chiacchiere ancora con Addolorata , e un conto regalo di 20 euro a persona, per tutto questo ben di Dio.

Osteria da Addolorata - finocchietto
Osteria da Addolorata – finocchietto

Addolorata mi saluta, dicendosi dispiaciuta di non potermi abbracciare (prudenza da covid), e a me resta la piacevolissima sensazione, di aver vissuto qualcosa di unico, che va scomparendo. Che è difficile pure raccontare, anche per chi, come me, con le parole, ci gioca spesso.

Mai, però, coi sentimenti. Mai, però, con te.

Osteria da Addolorata
Via Pulsaria, 16, Torre Orsaia SA
tel 0974 985669

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Report del 16 marzo 2017

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di Antonio Prinzo

In questo blog, in questo Luciano’s world c’è tutto, la storia, il presente, il cibo, il vino, i sentimenti di questa terra.

Sono andato a Torre Orsaia, ho incontrato Zia Addolorata e pensavo di aver fatto una scoperta e invece no, nel 2012 Luciano era già passato da queste parti e aveva scritto di un luogo d’altri tempi. Ma è bello così perché dopo 5 anni tutto è rimasto uguale,  un posto che ti rassicura, ti fa sentire in vita e non ti costringe a lottare con il superfluo e l’ignoranza di tanti ristoratori.

Zia Addolorata, sala
Zia Addolorata, sala

Torre Orsaia è Cilento del sud, nella vicina frazione di Castel Ruggiero il tempo è ancora più fermo, un borgo bellissimo, quasi abbandonato che potrebbe essere un rifugio per chi ama il silenzio e il pensiero, per chi vuole un luogo dove ritirarsi, quello che sono tanti paesi del Cilento, ma che troppa colpevole distrazione del mondo politico che non fa più politica ha lasciato nell’abbandono o peggio preda di fondi europei che si trasformano come d’incanto in cemento e asfalto. Ma questa è un’altra storia.

Castel Ruggiero
Castel Ruggiero

La bella storia è l’osteria di Zia addolorata dove mangi come da zia e appena entri senti l’odore di cucina, quello buono, che ti fa sentire a casa. La sala è naif, familiare, sincera, con le foto alle pareti, i piatti nelle credenze, e vecchi quadretti di inizio secolo

Zia Addolorata, foto stampa
Zia Addolorata, foto stampa

Niente antipasti, ma subito un bel primo abbondante e caldo, lagane e ceci da manuale, fatte a mano, sembrerebbe scontato dirlo, ma non è così.

Zia Addolorata, lagana e ceci
Zia Addolorata, lagana e ceci

Poi un’altro primo, ravioli con ricotta e per non farci restare a digiuno anche un assaggio di cavatielli, tutto a mano, il ripieno dei ravioli delicato, la pasta perfetta e così per i cavatielli conditi con un buon sugo e tanto cacioricotta, base della nostra cucina ma spesso dimenticato e sostituito dal parmigiano e vaglielo a  spiegare a molti ristoratori, non capiscono, non vogliono capire

Zia Addolorata, ravioli e cavatielli
Zia Addolorata, ravioli e cavatielli

E come secondo un bel piatto di capretto e patate fritte, il capretto cotto alla perfezione, morbido e succulento, le patate (vere) fritte, ottime, calde, croccanti.

Zia Addolorata, capretto e patate
Zia Addolorata, capretto e patate

E per finire scauratielli fatti al momento, deliziosi, profumati, esotici, orientali.

Zia Addolorata, scauratielli
Zia Addolorata, scauratielli
Zia Addolorata, caffe'
Zia Addolorata, caffe’
Zia Addolorata, liquori
Zia Addolorata, liquori

Alla fine arriva il caffè e Zia Addolorata che ha voluto sapere di noi e ci ha raccontato di lei, una donna di rara e antica eleganza, con quello sguardo vivace e ironico, pieno di orgoglio per la sua terra e la sua vita. Questo è il Cilento. Imperdibile.

Da Addolorata
Via Pulsaria, 16
84077 Torre Orsaia
Tel. 0974 985669
Aperto a pranzo e cena

IL RESPORT SU OSTERIA DA ADDOLARATA DEL 2012

Torre Orsaia, Osteria Da zia Addolorata: patate fritte e polpette nel Cilento

 

10 commenti

    Francesco Mondelli

    Bentornato Antonio .La cucina di mamme e zie nel Cilento é sempre intrigante,ma gli scauratieddi te li invidio propio.Anche se fuori stagione,si va verso la pastiera,sono per me un imprescindibile must sempre attuale.PS.Interessante la stampa:altri tempi dove non era ammesso che ci fosse qualcuno con le mani in mano.FM.

    17 marzo 2017 - 20:45

    Antonio Prinzo

    Ciao Francesco! E si…altri tempi…. Un Abbraccio

    17 marzo 2017 - 23:29

    marco contursi

    un mito vivente.

    18 marzo 2017 - 21:19

    EVELINA BRUNO

    ma che bel racconto! ma che bel posto! ma sul blog abbiamo anche quello di Rispoli a Pogerola? essendo più vicino, mi sarebbe più facile andarci! ho bisogno di ritrovare storie autentiche!

    28 gennaio 2021 - 15:05

    Marco Galetti

    Gentile Signor Contursi, sono una starlettina&gastrofighetta milanese, mi nutro solo di piccoli assaggi di pizza gourmet e di sushi, non ho mai pensato di spingermi così a Sud in mezzo ai terroni, impensabile quindi per me “capitare” a Torre Orsaia, eppure quando ho visto la sua foto con Addolorata ho sentito un fuoco dentro, le mie misure sono novanta, sessanta, novanta, amo i formaggi ma per Lei posso farne a meno, aspetto un suo invito, non dovessi riceverlo mi sentirei anch’io un po’ Addolorata, non rida di me e del mio ardire, la vedo anche attraverso la nebbia.

    28 gennaio 2021 - 16:50

      Marco Contursi

      Gentile starlettina,viste le referenze,sarà mia cura organizzarle una degustazione di salame napoletano ad personam. Qualora ci fosse tempo,anche di panuozzo.

      28 gennaio 2021 - 20:18

    Francesco Mondelli

    Lo cunto de li cunti:il nostro GB Basile gastronomico che ha superato i fatidici 50 (non anni che non so) ma racconti o favole per li peccerilli (anime semplici e per questo ancora vere e capaci di emozionarsi)dell’autore napoletano e di sicuro andrà avanti a scovare e comunicare quello che gli riesce così bene di fare.Ad maiora da FM

    29 gennaio 2021 - 01:04

    marco contursi

    Dici bene caro Francesco…..a breve un nuovo report..

    29 gennaio 2021 - 08:19

    antonio prinzo

    Gentili tutti qua la fame avanza! superiamo i colori e le zone, togliamo la mascherina e andiamo a mangiare insieme.
    Un abbraccio circolare
    Ant

    29 gennaio 2021 - 09:51

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