100 Best Italian Rosé 2023: intervista ai produttori della Top10 | Stefano e Renata Garofano

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Garofano Stefano eRenat

di Teresa Mincione

La guida ai migliori rosati d’Italia, edizione 2023, curata da Antonella Amodio, Chiara Giorleo, Adele Granieri, Teresa Mincione e Raffaele Mosca con il supporto di DS_Glass e Vinolok oltre che di Hubitat e Arte Capuano 1840 è disponibile da luglio su questo sito (qui) Tra le varie iniziative, ecco anche le interviste ai produttori della Top10 di quest’anno, una per una.

Stefano come nasce l’azienda Garofano e quali tappe importanti hai da raccontare sino ad oggi?

L’azienda nasce nel 1995 con un progetto di famiglia per volere di nostro padre Severino, che dopo diverse consulenze enologiche per alcune cantine del sud Italia, ormai con le radici a Copertino e affezionato al vitigno Negroamaro, decide di acquistare una cantina con vigneti per produrre vini rossi e rosati che siano espressione non solo della sua filosofia ma anche del territorio di origine. Le diverse tappe del nostro percorso di crescita sono state le varie vendemmie che anno dopo anno ci hanno consentito di poter creare dei vini riconoscibili e rappresentativi del vitigno di partenza, e anche sperimentare blend e vinificazioni per crescere in proposte di qualità, con un occhio di riguardo ai vini rosati.

 

Dall’azienda al vino: quali sono i caratteri, i punti di forza e le caratteristiche dei vini Garofano?

I vini esprimono essenzialmente le caratteristiche del loro vitigno, il Negroamaro. Noi ci limitiamo a metterci impegno e passione, dalla vigna alla cantina, per preservare e valorizzare ogni sua nota. I punti di forza sono certamente la riconoscibilità e l’affezione.

Come racconti il Negroamaro e qual è il tuo rapporto con questo vitigno?

E’ di amore e di rispetto. Cerco sempre di raccontare il vitigno principe del Salento per quella che è la sua storia, un vitigno che ha faticato per farsi apprezzare ma che grazie all’impegno di tanti viticoltori e produttori visionari ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano. Da vitigno da taglio per arricchire altri vini, da anni ormai è uno dei principali vitigni autoctoni pugliesi e i suoi vini protagonisti sui mercati di mezzo mondo con una propria identità, a raccontare un territorio, le sue denominazioni, la sua terra di elezione.

Come è cambiata (se è cambiata) l’interpretazione e la produzione nell’arco delle vendemmie?

Ogni vendemmia è una sfida, una scommessa: rispettare la qualità delle uve e non tradire il terroir. Col passare degli anni cambiano i consumatori e le abitudini del bere, ma crediamo che vinca sempre l’origine, vera originalità di un vino. Guardandoci indietro abbiamo involontariamente reso sempre più attuali i nostri vini: rossi più morbidi e a gradazioni alcoliche più contenute, rosati strutturati e di carattere. Crediamo però di non aver mai perso di vista tradizione e storia del nostro territorio.

 Come definiresti la tua zona di produzione?

Copertino è una piccola realtà vitivinicola, con una storia di 50 anni di DOC: un piccolo “cru” nell’areale salentino del Negroamaro. Qui il vitigno esprime caratteri di eleganza e finezza. Il particolare pedoclima dà vini molto freschi, sapidi. Un’eccellenza con caratteristiche di unicità.

Classifica 100 Best: le impressioni del momento.

Un lodevole lavoro di selezione e assaggio. Ho particolarmente apprezzato molti dei vini premiati, fin dove sono riuscito ad assaggiare. Per il mondo dei rosati oggi è l’unica realtà di valorizzazione di una tipologia sempre troppo spesso sottovalutata.

Il Negroamaro visto attraverso la lente del futuro e prossimi progetti.

Il vitigno è molto duttile e si presta a diverse tecniche di vinificazione. Dobbiamo combattere con la variabilità del clima che rende vendemmie sempre più particolari. Credo in un futuro molto stimolante per il Negroamaro, che vedrà allargare le produzioni in rosato e la spumantizazione.

Garofano Vigneti e Cantine

Tenuta Li Monaci, Via Galatina

73043 Copertino (LE)


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