Champagne Deutz: eleganza e grande bevibilità, esprimono il Brut Classic

Pubblicato in: Bollicine
Deutz Brut Classic - Etichetta

di Simona Paparatto

Nel 1830 ad Aÿ, un comune Grand Cru della Vallèe de la Marne, situato tra Epernay (5 km) e Reims, ad est di Parigi, nella parte nordoccidentale della regione della Champagne, due giovani imprenditori tedeschi, William Deutz e Pierre-Hubert Geldermann, forti della loro esperienza in campo vinicolo, uniscono competenze, passione e tenacia, fondando la maison Deutz-Geldermann, che fa passi da gigante in poco tempo e viene  molto apprezzata tanto da partecipare, nel 1882, alla fondazione del sindacato delle case vinicole, l’odierna Union des Maisons de Champagne.
L’instancabile ricerca di alta qualità, che accomuna per oltre un secolo e mezzo le generazioni dei fondatori che si succedono, conferma i prodotti Deutz tra i più prestigiosi, e riconosciuti a livello internazionale, per la loro raffinatezza e la loro bevibilità, ma l’avvento della Fillossera, e alcuni importanti accadimenti sia bellici che sociali di quegli anni, provocano una profonda crisi dell’azienda, che dopo essere stata rilevata da Lallier,nel 1993, viene acquisita (nella misura del 63%), dalla Louis Roederer di Jean-Claude Rouzaud, che ne diviene, dunque,
il principale azionista.

Quattro anni più tardi, Fabrice Rousset, uomo di fiducia di Rouzaud, è chiamato a dirigere Deutz. Rousset, animato da vigore, talento e passione, assume il totale comando dell’azienda, che in nessun modo seguirà le dipendenze della Louis Roederer: egli porterà avanti una politica di ricerca della qualità, in modo completamente autonomo e senza compromessi, creando il proprio stile, raggiungendo una produzione di 3 milioni e 200 mila di bottiglie, partendo da 600 mila, al suo rilevamento: questo è il volume d’affari che vanta oggi, con 200 ettari coltivati, dei quali circa 45 di proprietà,intorno alla città di Aÿ. La maison dimostra uno stile autentico nel più puro rispetto dei metodi tradizionali, con grande attenzione all’ambiente, ed esporta il suo champagne in più di 40 Paesi.

Sull’intera area, bagnata dal fiume Marne, insiste un’influenza continentale e oceanica ed il gesso cede progressivamente il passo a suoli argilloso-calcarei con presenza di marna. Il vitigno principe è qui il Pinot Meunier, capace di donare aromi fruttati e rotondità ai vini, ma vengono coltivati anche Chardonnay, con le sue caratteristiche di freschezza e finezza e Pinot Noir che gioca un ruolo importantissimo nel fornire corpo, struttura, carattere, ricchezza e complessità.

La Maison propone tre Cuvée de Prestige: L’Amour de Deutz, millesimato, nelle versioni Rosé e Blanc de Blancs (per esaltare le caratteristiche di Pinot Noir e Chardonnay) e William Deutz (in onore di uno dei fondatori): vini complessi e dal grande potenziale evolutivo, destinati a dare il meglio nel tempo.

Nel 2016 Rosset crea la Vinotheque Deutz, con circa 300 mila bottiglie a riposo, partendodalla vendemmia 1993, tra cui diverse riserve di millesimati e di cuvèe de prestige.
Negli anni egli apporta innovazione tecnologica con continui miglioramenti qualitativi, avvalorati dall’esperienza dello chef de cave Michel Davesne, che permettono un aumento significativo della qualità e del valore dei prodotti (soprattutto negli ultimi anni), in modo particolare del più tradizionale Brut Classic, un sans annèe che rappresenta l’85% della produzione, con circa 2,5 milioni di bottiglie.  È realizzato con Chardonnay (33%), Pinot Noir (33%) e Pinot Meunier (33%), insieme ad una quota di vins de réserve (champagne di annate precedenti, che ogni anno viene incorporata nella misura del 20-40%), atta a donare al vino una certa complessità, garantendo una costanza di prodotto
nel tempo.

Ogni passaggio, dalla vendemmia alla fermentazione e all’invecchiamento, viene eseguito con cura: la maison seleziona attentamente le uve da circa quaranta, tra Grand Crus e Premier Cru, alcuni dei quali sono: Aÿ, Bisseuil, Pierry, Mesnil-sur-Oger, Ludes, Cramant, Dizy, Oger, Bouzy.

Le uve, raccolte a mano e sottoposte a pressatura soffice, contribuiscono alla formazione del
profilo aromatico del prodotto: la vinificazione avviene con il classico metodo champenoise. Il vino base fermenta in acciaio, con svolgimento della malolattica e viene sottoposto ad una lunga maturazione sulle fecce in cantine sotterranee di gesso (craie), ad una profondità compresa tra 20 e 60 metri, nella collina di Aÿ, per almeno 36 mesi, durante i quali si arricchirà di un certo corredo aromatico, che formerà il suo carattere distintivo, ottenendo al contempo, doti di finezza ed eleganza.

Brut Classic è tradizionale e poliedrico, poichè capace di soddisfare all’aperitivo, ma anche a tutto pasto, fino al dolce, con la versione Demi Sec (44 g/l di zucchero in aggiunta)

Brut Classic mi piace per la sua personalità, per il tratto elegante e la grande pulizia. Offre una complessità fatta di aromi stratificati con fragranze floreali e agrumate, di mela croccante, pera matura, mandorla, un sentore iodato, poi le note tipiche della lievitazione, di croissant, di forno, liberate dalla suadente cremosità di bollicine fini e continue, per nulla eccessive, atte ad armonizzare il vino. Dal sorso fresco, asciutto, sapido e dalla consistenza carezzevole, ha un dosaggio molto ben bilanciato, che lo rende goloso e dissetante. Morbido e generoso, si rivela lungo e persistente nel finale, dall’imprinting ancora fruttato, capace di appagare.

 


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