Enoteca La Torre Tritone: il Temaki Cart e la cucina di Ricardo Takamitsu nel cuore di Roma

Enoteca La Torre Tritone

Rinascente – Via del Tritone 61, Roma

Aperta tutti i giorni dalle 10 fino a cena

di Antonella Amodio

Giappone, Brasile e Mediterraneo si incontrano sopra il ritmo frenetico di via del Tritone. A pochi passi dalla Fontana di Trevi e da via del Corso, Enoteca La Torre Tritone si affaccia dall’alto sulla scena gastronomica internazionale della capitale come un osservatorio privilegiato sulle nuove contaminazioni del gusto.

Aperto nel luglio 2023 al sesto piano della Rinascente di via del Tritone, all’interno della food hall del department store, il ristorante rappresenta la declinazione più cosmopolita dell’universo Enoteca La Torre. Qui i piatti iconici della casa dialogano con la cucina dell’executive chef Ricardo Takamitsu, considerato una delle voci più autorevoli della cucina giapponese contemporanea in Italia. Il risultato è un menu che intreccia cultura nipponica, anima brasiliana e sensibilità mediterranea.

A completare l’esperienza, una drink list dal carattere quasi alchemico a cura di Ulisse d’Ercole e una selezione di vini curata da Rudy Travagli, restaurant manager e head sommelier del gruppo, nominato Maître dell’Anno 2024 da 50 Top Italy. Alla guida del progetto Silvia Sperduti e Michele Pepponi, anima e visione dell’Enoteca La Torre Group. Tritone rappresenta la naturale evoluzione del pluripremiato ristorante Enoteca La Torre a Villa Laetitia e dialoga idealmente anche con il format estivo del Doganino a Capalbio.

Enoteca La Torre Tritone

Colorato, accogliente ed elegante, Enoteca La Torre Tritone mantiene un filo diretto con l’identità degli altri indirizzi del gruppo. Inserito nel grande flagship store della Rinascente – spazio dedicato al design e alla ristorazione di qualità – il locale può ospitare circa settanta persone.

Al centro della sala si sviluppano il bancone del sushi e quello dei cocktail: qui gli ospiti possono accomodarsi per vivere un’esperienza di chef’s table oppure fermarsi per un aperitivo accompagnato da snack salati e dolci, una selezione di salumi e formaggi e gli iconici rolls dello chef. L’ambiente ricorda una piccola boutique gastronomica. La sera, grazie alle luci soffuse, l’atmosfera si fa ancora più suggestiva. Il tableware è stato curato da Silvia Sperduti, che ha scelto piatti realizzati con materiali inusuali – come la pietra – e alzatine per valorizzare l’estetica della cucina di Ricardo Takamitsu.

Lo chef Ricardo Takamitsu

Classe 1982, nato a San Paolo da madre giapponese e padre brasiliano, Ricardo Takamitsu si avvicina fin da giovanissimo al karate, disciplina nella quale diventa maestro a soli 17 anni. Un percorso che segna profondamente il suo approccio al lavoro: rigore, disciplina e ricerca costante della perfezione. L’ingresso nella ristorazione avviene quando incontra lo chef Ignacio Ito. Con lui inizia un percorso di formazione che lo porta, a soli 22 anni, a diventare direttore operativo e capo chef di uno dei ristoranti del gruppo. La cucina giapponese entra naturalmente nel suo percorso: San Paolo ospita infatti una delle più grandi comunità nipponiche fuori dal Giappone. Dopo un periodo di perfezionamento in Giappone, dove affina la tecnica del taglio del pesce, Takamitsu si trasferisce in Italia. Nel 2007 arriva a Napoli, continuando a lavorare accanto a Ignacio Ito nel ristorante Jap-One, per poi assumere la guida di un altro locale. Nel 2014 fonda a Roma il progetto SambaMaki, dando forma a una cucina personale che unisce sapori brasiliani, tecnica giapponese e sensibilità mediterranea. L’incontro con Michele Pepponi e Silvia Sperduti arriva nel 2020 e segna l’inizio di una nuova fase professionale: prima a La Dogana – Terre di Sacra by Enoteca La Torre, il progetto estivo lanciato nel 2021 a Capalbio, dove ogni anno guida il Doganino, poi nella brigata di Enoteca La Torre a Prati. Nel 2023 arriva infine a Tritone come executive chef.

Sushi Selection e Temaki Cart

Ricardo Takamitsu è considerato una delle voci più interessanti della cucina giapponese contemporanea in Italia. La sua, come ama dire lui stesso, non è semplicemente fusion e non è soltanto sushi: è “Ricardo”. Uno stile costruito negli anni con disciplina, creatività e precisione, che a Tritone prende forma attraverso diversi percorsi degustazione e una carta ricca di contaminazioni.

Cuore della proposta è la Sushi Selection by Ricardo Takamitsu, che include piatti come il Carpaccio E.L. Takamitsu: un mix di salmone, spigola, tonno, gambero rosso, scampi e capesante, completato da tobiko, yuzu, uova di salmone, salsa nikiri, olio extravergine, sale Maldon, shichimi, le sette spezie giapponesi e germogli. Grande appassionato di crostacei, lo chef propone anche il Lobster Roll con astice, gambero e tonno rosso, accompagnati da salsa nikiri, sakura mix, iceberg e zest di limone. Tra le proposte più internazionali figurano l’Avocado Toast e la Picanha, pregiato taglio di carne brasiliana servito con vinaigrette, purè di patate agli agrumi e farofa. Il menu include inoltre alcuni piatti iconici di Enoteca La Torre, come il Club Sandwich, il Lobster Roll e lo Smash Burger, recentemente reinterpretato dallo chef con l’aggiunta del sunomono, la tipica insalata giapponese. Da provare la Pappardella Thai con tartare di gamberi rossi, gel di peperoni e polvere di pomodoro. Il Tritone 2.0 “Il figlio del Dio del Mare” è un percorso versione Omakase, con rolls, nigiri, sashimi e gunkan. Irrinunciabili i dessert dal tocco esotico.

Tra le esperienze più scenografiche del ristorante spicca il Temaki Cart – il temaki è il sushi a cono realizzato con alga nori – un vero e proprio show cooking a tavola durante il quale lo chef prepara i temaki in diretta, trasformando ogni cono di sushi in un piccolo capolavoro di tecnica e creatività.

Italia, Giappone e Brasile: contaminazioni fuori menu

Accanto a Takamitsu lavora il giovane sous chef Matteo Sparvieri, 28 anni, che porta nella brigata radici abruzzesi e romane. Nato a Vasto, cresciuto in Umbria e formato a Spoleto, ha maturato diverse esperienze professionali prima di arrivare a Roma, dove è diventato capo partita a Enoteca La Torre Prati. A Tritone la collaborazione tra i due chef prende forma anche in proposte fuori menu che reinterpretano la tradizione mediterranea attraverso lo sguardo creativo di Takamitsu: dai Paccheri Rolls ripieni di genovese di tonno alle Impronte di mare, gnocchetti vegetariani aromatizzati al timo e limone, fino al Koboruta Pork, filetto di maialino glassato e cotto a bassa temperatura. Piatti che raccontano l’incontro tra la precisione nippo-brasiliana dello chef e le influenze territoriali di Sparvieri, dando vita a una cucina contemporanea e in continua evoluzione.

La cantina e la mixology da Enoteca La Torre Tritone

La carta dei vini, curata da Rudy Travagli – restaurant manager del gruppo e direttore di sala di Enoteca La Torre Villa Laetitia – conta circa settanta etichette.
Grande attenzione è riservata alle bollicine italiane, con focus su Alta Langa, Franciacorta e Trentodoc, affiancate da una selezione francese che include sia grandi maison sia piccoli produttori.

Ampio spazio è dedicato ai vini bianchi da vitigni autoctoni italiani, insieme ad alcune varietà internazionali, oltre a referenze provenienti dalla Borgogna e a diverse interpretazioni di Riesling. I rossi provengono da alcuni dei più importanti territori italiani, da Montalcino alla Valpolicella, dalle Langhe fino all’Etna. La mixology propone circa quaranta cocktail tra grandi classici, reinterpretazioni contemporanee e signature drink. Il consiglio è di affidarsi alle mani esperte del bartender che, tra suggestioni esoteriche, richiami ai tarocchi e pozioni magiche, crea drink sorprendenti.

Da provare il Tocco da strega, variazione sul Negroni con un ingrediente segreto e un’affumicatura realizzata al momento con un mix di incensi. Non manca, infine, una selezione dedicata al sakè.

Alcuni prezzi indicativi: Loabster Roll 30 €; Pappardella Thai 25 €; Sashini Special da 21 pezze 48 €

Coperto 2,5 €\

 


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