Esclusivo: tutti i pizzaioli e tutte le pizze di Festa a Vico 2015!

Pubblicato in: La Pizza e basta
Napoletana Vesuviana con pacchetella del Vesuvio, San-Marzano, aglio dell'Ufita, Origano del Vesuvio, alici di Cetara e olio Nocellara del Vesuvio

di Giustino Catalano

Tra i “diktat” di Gennarino Esposito di quest’anno per i pizzaioli erano la semplicità e l’autenticità. Una sorta di brogliaccio nel quale ognuno potesse scrivere il proprio modo di vedere la pizza o di proporla.

Tra i pizzaioli che si sono alternati nella tre giorni della bella Festa una simpatica costante è stata quella di presentare il proprio o in versione tradizionale o in riproposizione di proprie pizze must. Qualcuno ha anche osato ma senza abbandonare gli ingredienti della napoletanità o dei canoni della pizza verace napoletana.

Tante conferme e alcune simpatiche novità al punto tale che ho cercato una chiave di lettura tra le varie proposte che ho avuto modo di provare e ho deciso di dividere gli assaggi tra fritte non nate fritte e viceversa, creative e tradizionali.

Eccovi la suddivisione per tipologia pizzaiolo per pizzaiolo senza che l’ordine determini alcuna graduatoria.

Fritte non nate fritte e viceversa

Franco Pepe – Pepe in grani – Caiazzo (CE)

Qui il mitico ripieno di Franco con scarolina, acciughe, olive, capperi e olio extravergine di olive caiazzane è balzato fuori dagli oltre 450° del forno a legna dove nacque con il suo papà tantissimi anni fa e si è tuffato nella pentola di olio bollente. Il risultato fa quasi dimenticare il mitico ripieno che è in carta nella sua pizzeria. Ottimo il gioco della dolcezza del fritto con l’amaro del ripieno.

Vincenzo Esposito – Carmenella – Napoli

 

Sua la pizza O’ munaciell. Un ripieno fatto con ricotta, provola, cicoli e pepe con una macchia di salsa di pomodoro non fritto come è di tradizione ma infornato. Una pizza che è in carta da molti anni da Carmenella ma che ha due segni che la contraddistinguono dal ripieno fritto solito: è al forno ed è colorata al suo interno con del sugo di pomodoro che è una costante di tutte le pizze fritte fatte nell’area del quartiere Ferrovia di Napoli a conferma di come la tradizione subisca influenze di quartiere o familiari. Talm,ente buona che Massimo Bottura nel mentre aveva ancora il boccone in boca ha esclamato “Buona!..fanne un’altra!”

 

Creative

Gianfranco Iervolino – Palazzo Vialdo – Torre del Greco (NA)

Napoletana del Vesuvio! Questa la pizza voluta da Gennarino Esposito dopo averla mangiata al Vialdo che frequenta regolarmente. Anche questa in carta alla Palazzo Vialdo dove spopola tra la numerosa clientela del locale è da considerarsi una creativa dove il 3 spicchi del Gambero rosso e Pizza dell’anno 2014 ripropone la classica napoletana contaminata dalla più autentica tradizione vesuviana. Ad un impasto di oltre 30 ore vengono aggiunti in un matrimonio napoletano vesuviano il pomodoro San Marzano con la pacchetella vesuviana. Su tutto olive di Gaeta, alici di Cetara, aglio dell’Ufita e origano del Monte Somma. Ho avuto la forza di mangiarne due!!!

Corrado Scaglione – Enosteria Lipen – Lombardia

 

Una bella sorpresa già dall’impasto davvero in linea con la pizza verace napoletana. Interessantissima la sua Pizza 3D che originariamente propone nel suo locale con pomodoro e tre diversi latticini (bufala, fiordilatte e mozzarella vaccina) e che a Festa a Vico ha portato con mozzarella di bufala campana DOP, filetti di pomodoro San marzano e salsiccia e poi finita fuori forno con papacella del Vesuvio sott’aceto e finocchietto con al centro una cialda di parmigiana. Goduriosissima.

 

Ciro Oliva – Concettina ai tre Santi – Napoli

Il nostro bravo “scugnizziello” della Sanità non si è tirato indietro all’appuntamento di Festa a Vico portando la Frezzella. Una pizza ad anello tagliata a metà e guarnita come la fresella in una ricchissima caponatina napoletana. La matrice dei quartieri storici partenopei qui è tutta leggibile nella ricchezza del condimento di quello che è uno dei piatti unici estivi. Rucola, mozzarellina di bufala campana dop, pomodori e tonno tutti freschi giocano un bellissimo contrasto con la base calda della frezzella. Bravo Ciro. Sempre in gamba.

 

Gino Sorbillo – Pizzeria Sorbillo – Napoli

Tra le due proposte portate da Gino (una era la fritta di Zia Esterina) ho scelto di menzionare questa pizza che ho trovato interessantissima. Strutto e fior di latte di Agerola in forno e fuori forno con tarallo di Leopoldo sbriciolato sopra. Una pizza da pieno centro di Napoli, lì tra Decumano maggiore e Decumano minore, resa gourmet dal più tradizionale degli street food di Napoli. Neapolitan Gourmet.

 

Tradizionali

Enzo Coccia – Pizzeria La Notizia – Napoli

Ne vogliamo davvero parlare? Sarebbe inutile ma ne parliamo. Il ripieno fritto di Coccia ha la nobiltà dei quartieri alti di Napoli dove ha sede la sua Pizzeria. Un non so che di altolocato, di nobile con garbo. Al Pic nic, accanto a Gianfranco Iervolino e Corrado Scaglione a lui è stata affidato il compito di occuparsi della versione fritta della pizza. Un ripieno da gustare sotto il sole con un buon bicchiere di bianco fresco nell’altra mano, senza preoccuparsi troppo di sporcarsi. Ottimo.

 

Enzo Piccirillo – La Masardona – Napoli

Una sola parola: il Battilocchio. Basterebbe questo senza doverci attardare ulteriormente su quella che è una vera istituzione napoletana. Il ripieno fritto di Enzo Piccirillo e Masardona Family non è codificabile in alcun modo nel panorama delle pizze fritte. Una garanzia e una certezza di risultato, buona come le cose che si sa che sono buone prima ancora di verificarlo per l’ennesima volta.

 

Pasqualino Rossi – Pizzeria Elite – Alvignano (CE)

Anche Pasqualino si mantiene in linea con la tradizione del fritto, molto richiesto da Gennarino per questa edizione. Pasqualino Rossi propone il suo fritto in una versione più piccola e raccolta dove la generosità dei pasti di campagna si fa sentire tutta nel ripieno quasi ridondante.

Ottimi e untuosi come il palato chiede gli ingredienti all’interno.

 

Ciro Salvo – 50 Kalò – Napoli

Ciro Salvo si è espresso nel suo calcio di rigore: l’assoluto di margherita.


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