
di Ilaria Oliva
In più occasioni abbiamo raccontato l’ampio ed articolato progetto artistico-culturale di Planeta, che viaggia in parallelo all’attività vinicola dell’azienda nelle cinque tenute disseminate per la regione Sicilia.
Oggi il progetto si arricchisce, in concomitanza con la trentesima vendemmia dell’ormai iconico Chardonnay: lo scorso novembre, infatti, è partito da Palermo un tour di presentazione della nuova etichetta, che ha già toccato Milano per poi approdare a Londra, negli Emirati Arabi e a Tokyo.
Si tratta di un’edizione speciale, realizzata in collaborazione con il duo Claire Fontaine, ispirata dalla loro opera iconica, On Fire (2023), scultura luminosa che riproduce l’emoji del fuoco, tra le più utilizzate nella comunicazione telefonica e social. La fiamma assume in questa versione molteplici significati: entusiasmo, attrazione, ma, allo stesso tempo, evoca la realtà drammatica degli incendi e del riscaldamento globale, mettendoci davanti alla nostra responsabilità verso il pianeta e le sue risorse.
Da qui un collegamento diretto ad un consequenziale ulteriore progetto, che verrà finanziato proprio con la vendita di un’edizione limitata di Jeroboam dello Chardonnay 2024: l’Itinerario, denominato “Una passeggiata lunga e magnifica”, nel paesaggio rurale del Parco Archeologico di Selinunte, con la curatela del Prof. Giuseppe Barbera, dell’Architetto Paesaggista Tiziana Calvo e con la consulenza del Dott. Manlio Speciale, Consulente Scientifico di Radicepura Horticultural Park.
Il percorso è stato definito a partire dal lavoro compiuto dall’archeologo Vincenzo Tusa, allora Soprintendente ai Beni culturali, per ridisegnare i confini e la “lettura” del Parco Archeologico: prende avvio dalle Case del Viaggiatore per condurre ai complessi monumentali e all’antiquarium presso il Baglio Florio. Da qui prosegue verso la foce del fiume Modione, il complesso di Demetra Malophoros, le Case Gaggera con la loro straordinaria fonte perenne, quindi, risale sul promontorio fino a raggiungere le architetture rurali di Case De Sabato, Case Sinacore e infine Case Titone.
Ogni tappa sarà interessata da interventi mirati a creare ambienti conformi alla vegetazione esistente o integrandola coerentemente con i valori paesaggistici multifunzionali (estetici, ambientali, culturali), generando zone d’ombra e di sosta integrate e connesse al paesaggio agricolo o naturale circostante. Le specie vegetali introdotte apparterranno rigorosamente alla flora autoctona e saranno aridoresistenti, anche in vista dei rigori climatici prevedibili a causa del riscaldamento globale. Le quattro aree d’intervento saranno differenziate in relazione alla conformazione paesaggistica attuale e ai futuri interventi di recupero e valorizzazione, e comprenderanno anche arredi d’uso – come sedute, tavoli, rastrelliere per biciclette – realizzati in forme semplici e materiali naturali.
“Con questa iniziativa” sottolinea Alessio Planeta “vorremmo, oltre a festeggiare un vino che ci ha accompagnato in questi trent’anni, segnando il nostro sviluppo e rappresentando un tassello importante nel Rinascimento del vino Siciliano, anche sottolineare il nostro modo personale di fare il mestiere dell’agricoltore con una attenzione al ‘contemporaneo’ nel senso più ampio del termine, e quindi al paesaggio, con l’intervento al Parco di Selinunte”.
Si tratta di un atto simbolico di lotta contro la piaga degli incendi che, ogni anno, minacciano il territorio della Sicilia: il progetto si propone di prosperare in un paesaggio archeologico millenario, in dialogo con quello stesso paesaggio agricolo cui, da tempo, Planeta dedica la propria attività vitivinicola.
Tutto questo approderà anche al Vinitaly 2026, dove sarà anche presentato il primo Report di Sostenibilità dell’azienda, che rendiconta ben diciassette generazioni di impegno agricolo e sociale, e ci saranno anche altre sorprese. Da non perdere.