
di Tonia Credendino
L’Oltrepò Pavese è uno di quei territori che il vino italiano continua a portarsi dietro come una promessa mai del tutto compiuta. Un’area immensa, storicamente vocata, capace di produrre numeri importanti ma per anni rimasta sospesa tra potenziale e identità. È proprio dentro questa frattura che si inserisce La Genisia, progetto nato nel 2020 all’interno del Gruppo Torrevilla con un obiettivo preciso: riportare il territorio al centro attraverso il Pinot Nero e attraverso un’idea di viticoltura costruita su metodo, selezione e continuità.
La forza del progetto sta innanzitutto nella sua struttura. Venti vignaioli, circa settanta ettari distribuiti tra Codevilla, Torrazza Coste, Mornico Losana e le valli storiche dell’Oltrepò occidentale, una gestione agronomica condivisa e un lavoro di zonazione sviluppato insieme all’Università degli Studi di Milano che ha permesso di leggere il territorio con precisione scientifica. Non si tratta soltanto di analizzare suoli, altitudini o microclimi, ma di tradurre queste informazioni in una filiera più rigorosa, capace di intervenire sulla qualità fin dalla vigna.
La scelta di centralizzare anche la gestione della vendemmia rappresenta probabilmente il passaggio più significativo. In un territorio spesso segnato da frammentazione e discontinuità, La Genisia introduce un modello più compatto, quasi sartoriale, in cui ogni parcella viene monitorata e interpretata secondo parametri precisi. Il risultato è una maggiore coerenza stilistica, ma soprattutto una percezione chiara dell’identità aziendale.
A guidare questo percorso sono Matteo Ghiara e l’enologo Simone Fiori, che individuano nel Pinot Nero non soltanto il vitigno simbolo dell’Oltrepò, ma uno strumento attraverso cui ridefinire il linguaggio contemporaneo del territorio. La direzione è evidente soprattutto nei Metodo Classico, dove il lavoro non punta sulla sovrastruttura tecnica o sulla ricerca di effetti immediati, ma sull’equilibrio. Il perlage è fine, la tensione gustativa rimane costante, la componente sapida accompagna il sorso senza irrigidirlo. C’è precisione, ma soprattutto c’è misura.
Anche le selezioni provenienti dalle parcelle più vocate mantengono questa linea stilistica. L’affinamento sui lieviti amplia il profilo aromatico senza snaturare il vino, lasciando spazio a una freschezza che rimane il vero asse portante della degustazione. È qui che emerge l’aspetto più interessante del progetto: la volontà di evitare qualunque eccesso interpretativo per lasciare che il territorio resti leggibile.
Il Pinot Nero vinificato in rosso segue la stessa impostazione. L’estrazione è controllata, il tannino ben calibrato, il legno gestito come elemento di supporto e mai come cifra dominante. Ne deriva un vino che rinuncia volutamente alla potenza per lavorare invece su profondità, eleganza e progressione. Una scelta non scontata, soprattutto in un contesto dove spesso il Pinot Nero rischia di perdere identità inseguendo modelli internazionali.
L’aspetto più evidente, osservando le diverse annate, è la crescita della consapevolezza. Le prime versioni mostravano un approccio più prudente, quasi interlocutorio. Le più recenti rivelano invece una maggiore sicurezza tecnica e stilistica, una capacità più matura di interpretare le variabili climatiche e di trasformarle in carattere. Non è una differenza soltanto enologica, ma culturale. Significa aver trovato una direzione.
Anche il progetto di accoglienza segue questa stessa idea di identità territoriale. La Torre Vinaria, oggi simbolo aziendale, non è soltanto un elemento architettonico: rappresenta il punto di connessione tra paesaggio, storia produttiva e visione contemporanea. L’esperienza immersiva costruita intorno ai vigneti e alla lettura del territorio rafforza ulteriormente questa narrazione, mantenendo però un approccio sobrio, coerente, lontano dalla spettacolarizzazione che oggi attraversa parte del wine tourism italiano.
La Genisia arriva in un momento importante per l’Oltrepò Pavese. Un momento in cui il territorio sembra finalmente aver compreso che la vera sfida non è produrre di più, ma produrre con maggiore riconoscibilità. In questo senso il progetto assume un valore che supera il singolo marchio: dimostra che il Pinot Nero oltrepadano può smettere di inseguire paragoni esterni e iniziare finalmente a parlare con una voce propria.
La Genisia
Via Villa, 2 – 27050 Codevilla (PV) – Oltrepò Pavese
Telefono: +39 334 68 05 245
Email: info@lagenisia.com
Scheda del 29 maggio 2024
La Genisia bollicine d’Oltrepò
di Marina Betto
Solo quattro anni fa La Genisia era un marchio della cantina Torrevilla dedicato al Pinot Nero, oggi dopo alcuni studi e zonazioni del territorio fatti dall’Università di Milano ha preso consapevolezza di sé e delle sue potenzialità espressive e si è distaccata dalla cantina Torrevilla con una distinzione del personale e vigneti dedicati. Siamo in Oltrepò Pavese occidentale a Codevilla un territorio di confine tra Piemonte, Liguria e Emilia Romagna tra i 250 e 300 metri dove si trovano i vigneti dei circa 70 conferitori, vignaioli d’ esperienza che vengono metodicamente seguiti da un team guidatodall’enologo Simone Fiori costantemente proiettato alla ricerca della qualità delle uve che poi diventeranno vini. Questo lavoro costante premia la produzione riuscendo ad ottenere vini di buon nitore gustativo, vellutati ed equilibrati.
Il nome Genisia vuol dire origine e il logo a spirale della cantina vuole riprodurre il disegno interno della Torre Vinaria di Codevilla, una struttura in cemento della metà del secolo scorso che non viene più utilizzata secondo lo scopo per cui era stata costruita ma che offre uno spunto di riflessione sul vino e la viticoltura della regione oltre che uno splendido panorama una volta arrivati in cima. Questo territorio collinare non è lontano dagli Appennini e nello stesso tempo attraversato dalle brezze marine che sanno donare espressione ai vini.
Il Pinot Nero trova nell’Oltrepò Pavese un ambiente ideale e qui viene fatto in tutte le sue declinazioni, vinificato in rosso o spumantizzato con Metodo Classico e Charmat una gamma completa al cui vertice si trova la linea Centodieci che prevede le due migliori espressioni di Pinot Nero.
Centodieci Nature vinificato in acciaio passa 36 mesi sui lieviti, ha un basso residuo zuccherino 1,5 grammi/litro. Una spuma cremosa e un sorso agrumato e verticale che si abbina bene ad uno spaghetto leggero dai profumi mediterranei.
Centodieci Pinot Nero 2020 è vinificato in acciaio e in parte in barrique. La maturazione dura per un anno in barrique. Le uve provengono da un singolo vigneto. Intenso e complesso propone profumi che vanno dalla buccia di cedro al legno. Il tannino è setoso e la freschezza lunga. L’ abbinamento lo vuole vicino alla carne lungamente cotta e speziata.
La Genisia Pinot Nero 2023 è un vino estivo da servire a 14° per la sua freschezza e i ricordi fruttati può essere abbinato anche al pesce in zuppa.
L’Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG Brut ha un residuo zuccherino di 6 gr/litro ha bollicine sottili e profumo fragrante e fruttato con ricordi di agrume e fiori bianchi. Da servire con verdure e antipasti.
Pinot Nero DOCG Extra Brut è una bollicina verticale e asciutta con 3 gr/ litro di residuo zuccherino. Porta con sé acidità minerale ed echi di agrume e pasticceria.
La Genisia via Villa 2 Codevilla (PV) Italia
www.lagenisia.com