Dieci grandi bianchi campani da non perdere entro l’anno

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Manuela Piancastelli e Peppe Mancini

Manuela Piancastelli e Peppe Mancini

1-Le Serole 2014 Terre del Volturno ig
Terre del Principe
Un meraviglioso bianco tirato fuori dal dimenticatoio grazie alla determinazione di Manuela Piancastelli e Peppe Mancini con la consulenza di Luigi  Moio. Il rapporto tra frutto e legno nel corso degli anni è stato progressivamente equilibrato anche se a noi è sempre piaciuta la capacità di attraversare il tempo in maniera spavalda. Molto bella la versione 2014, di buona struttura, fresca e sapida.
www.terredelprincipe.com

2-Aorivola, 2015 Roccamonfina igt
I Cacciagalli
L’azienda di Diana e Mario sta avendo la sua giusta consacrazione di pubblico. Ci piace il fatto che sin dall’inizio le idee sono state molto chiare: essenzialità di vinificazione, poca fuffa, attenzione all’equilibrio complessivo del terreno. Questa Falanghina ci è davvero piaciuta molto, soprattutto adesso che siamo ad un anno dalla vendemmia. Crediamo che abbiamo grandi prospettive nei prossimi anni.
www.icacciagalli.com

3-Greco Sannio 2015 doc
Cautiero
Anche Fulvio Cautiero ha sempre avuto le idee molto chiare. Biologico sin dalla prima vendemmia, continuamente impegnato in vigna. I suoi bianchi sono sempre dei piccoli grandi capolavori, capaci di esprimere la frutta nel migliore dei modi, con note sapide e amare al palato e tanta freschezza che ne fanno un vino capace di resistere nel tempo e al tempo stesso abbinabile.
www.cautiero.it

4-Vigna Caracci 2014 Falerno del Massico doc
Villa Matilde
Un grande classico che esce con almeno un anno di ritardo. La Falanghina, leggermente passata in legno, si esprime al meglio e con molta eleganza. Il naso è ricco, suadente, il palato è fresco, tagliente, con un finale amaro decisamente corroborante che ripulisce e invoglia alla beva. Un vino capace di attraversare indenne gli anni, migliorandosi stagione dopo stagione.
www.villamatilde.it

5-Campanaro 2015 Irpinia doc
Feudi San Gregorio
Fiano o Greco? Fiano e Greco? Il rebus continua e non è stato sciolto dopo quasi vent’anni. In questa versione uno dei primi bianchi a far parlare della Campania si presenta sostanzialmente fresco e snello, decisamente tagliente al palato ed efficace sul cibo, anche su piatti strutturati. Anno dopo anno si cerca il bilanciamento giusto, ma in questo millesimo a noi sembra decisamente centrato. da attendere ancora qualche anno.
www.feudi.it

6-Ianare 2015 Sannio Fiano 2015
La Guardiense
Il Fiano a Benevento davvero non ha nulla da invidiare a nessuno. Fresco, amaro, preciso e pulito. La Guardianse da tempo riesce a stare sul mercato con bottiglie dall’incredibile rapporto tra qualità  e prezzo e questa è la sua grande forza. Anche in questo millesimo abbiamo una bottiglia da spendere su piatti importanti, magari anche aspettando un paio di anni vista la vibrante acidità che gratifica il palato.
www.laguardiense.it

7-Solopaca bianco 2015 doc
Cantina di Solopaca
Il bianco di Solopaca è un grande classico che ha scritto la storia della viticoltura campana e tutelato il reddito dei contadini del Sannio grazie alla capacità della cantina di fare fronte alle pretese dei mediatori negli ultimi 50 anni. Un vino semplice, senza grilli per la testa, dall’incredibile rapporto tra qualità e prezzo, da bere adesso che ha scapolato un anno dalla vendemmia e che si presenta equilibrato e pulito.
www.cantinasolopaca.it

8-Sinopea 2015 Campania igt
Masseria Felicia
Una spremuta di agrume. Così si presenta questa Falanghina di Masseria Felicia, la piccola azienda a conduzione familiare della famiglia Brini che produce storiche etichette nell’areale di Sessa Aurunca con la consulenza di Vincenzo Mercurio. Pensata per essere stappata in tempi rapidi, esprime il meglio di se proprio in vista delle feste natalizie dell’anno successivo alla vendemmia grazie al raggiunto equilibrio.
www.masseriafelicia.it

9-Sannio Greco 2015 doc
Fattoria La Rivolta
A noi piace la vena bianchista di questa azienda. Greco, Falanghina e Coda di Volpe sempre centrati sulla freschezza essenziale grazie alla buona frutta coltivata alle falde del Taburno. In particolare questa bottiglia si presenta strutturata, espressione di una stagione decisamente felice per questo storico vitigno che da sempre è coltivato nel Sannio anche se non in maniera diffusa. Da aspettare un paio di anni ancora.
www.fattorialarivolta.com

10-Sannio Greco 2015 doc
Mustilli
Davvero forse il miglior bianco della batteria della famiglia Mustilli seguita dall’enologo Fortunato Sebastiano. Il suolo di Sant’Agata appare vocato anche per questo vitigno che certo non sfigurerebbe in nessuna batteria con vini di altri territori ottenuti con lo stesso vitigno. Grande struttura, freschezza, equilibrio ancora da raggiungere a causa della vibrante acidità che a distanza di un anno ancora detta la beva.
www.mustilli.it

 


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