Otto strepitosi vini tra Collio e Brda che ci ricordano l’inutilità dei confini

Pubblicato in: Verticali e orizzontali

di Adele Elisabetta Granieri

Dal Collio alla Brda slovena non c’è soluzione di continuità; le morbide colline di boschi e vigneti creano un unico, meraviglioso panorama, immemori degli anni in cui la guerra e dei confini militarizzati. Qui si mastica viticoltura da sempre, ma la vera avanguardia è fatta di un manipolo di artigiani, vere e proprie sentinelle del territorio, che fanno viticoltura preservando la natura e l’equilibrio della crescita. Un modo di fare vino che ha radici ancestrali e sguardo proiettato al futuro.

Kmetija Hedele, Chardonnay 2015:
La valle del Vipacco strizza l’occhio alla Borgogna. È questa l’idea di Andrea Pittana e Ales Pulc, che dopo anni di consulenze agronomiche tra Slovenia e Friuli, hanno deciso di creare la loro azienda: 9 ettari vitati piantati a Chardonnay, Sauvignon Blanc e Malvazija, gestiti in regime biologico sin dagli inizi, nel 2007. Uno Chardonnay che profuma di burro fresco, cedro e fiori di camomilla, con una delicata nota di cera d’api. Il sorso è pieno e cremoso, bilanciato da una splendida freschezza agrumata. Appagante.

Paraschos, “Special Vintage Noir” 2011:
Siamo nel Collio Friulano, ma con un evidente connessione con la Grecia, terra d’origine della famiglia Paraschos. 6 ettari vitati piantati sulla “ponca” – un terreno caratterizzato dalla rarissima marna blu – condotti rispettando il naturale equilibrio della vigna e l’intera produzione vinificata senza l’aggiunta di solfiti. Viticoltore e cantiniere è Evangelos, talentuoso allievo di Gravner e Radikon. Special Vintage Noir è un Pinot Nero dai profumi di fiori secchi e scorza d’arancia, con profondi richiami di muschio ed erbe officinali ed un delicato tocco di pepe bianco. Il sorso è vibrante e dissetante, dal lungo finale balsamico. Leggiadro.

Aquila del Torre, “Oasi Bianco” 2014
È una vera oasi di biodiversità l’azienda di Michele Ciani: 66 ettari boschivi, in cui crescono agrifogli, querce e carpini, circondano i 18 vitati, condotti secondo i dettami steineriani. A Savorgnano del Torre, estremità settentrionale della Doc Friuli Colli Orientali, i terreni sono ricchi di marne arenarie di origine oceanica, ideale per la coltivazione dei vitigni a bacca bianca. Oasi Bianco è un’inconsueta interpretazione di Picolit vinificato secco, che fermenta e matura sulle fecce nobili in botti di rovere francese. Un vino che profuma di zagara e limone, con cenni di anice e sfumature balsamiche, dal sorso avvolgente e materico, sostenuto da una piacevole freschezza ed una profondo allungo sapido. Inaspettato.

Svetlik, Rebula “Selekcija” 2010
La piccolissima azienda di Ivi ed Edvard Svetlik si trova sul versante sud del monte Čaven, in Slovenia, al confine con il Carso Friulano. 1,2 ettari piantati interamente a Rebula su terreni composti da “flysch”, depositi ghiaiosi e terricci torbosi. Il vigneto viene lavorato nel massimo rispetto della natura e la vinificazione prevede una fermentazione con lieviti indigeni e una macerazione di 12 giorni, poi la maturazione di 4 anni in botti di rovere da 5 ettolitri. Ne deriva uno straordinario vino di territorio, dai profumi di propoli e mela cotogna, poi rosmarino e salvia e, ancora, delicati accenni di pietra focaia. In bocca è irruento, possente, con una lieve sensazione tannica, ma possiede allo stesso tempo un succo estremamente invitante, dal lungo finale salino. Maestoso.

Kristian Keber, Brda 2016
Figlio d’arte di Edi Keber, uno dei più grandi rappresentanti del Collio Goriziano, Kristian ha avviato una piccola produzione con un vigneto di circa 2 ettari a Medana, in Slovenia, nella sottozona di Kozlink. Il lavoro in vigna segue i principi della biodinamica e si caratterizza per le basse rese per ettaro e in cantina le uve fermentano spontaneamente, con lieviti indigeni. Il suo Brda 2016, a base di Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia Istriana, prevede una macerazione di 12 giorni sulle bucce, 24 mesi di maturazione in botti da 15 ettolitri ed un anno di affinamento in bottiglia. Ne deriva un vino dai profumi di fiori di tiglio e scorza di agrumi, con soffuse note di erbe officinali e cera d’api. Il sorso è di grande eleganza e complessità: c’è il frutto, la nota minerale ed il finale balsamico, corredati da grande freschezza e progressione. Elegantemente idientitario.

Roncús, Bianco Vecchie Vigne 2014
A Capriva del Friuli le vigne, coltivate in regime biologico, sono circondate da maestosi boschi di acacia e le viti raggiungono i sessant’anni di età. È il piccolo regno di Marco Percio, vignaiolo attento e paziente, che ha fatto del tempo un prezioso alleato dei suoi vini. Il suo Bianco Vecchie Vigne è un blend di Malvasia, Friulano e Ribolla Gialla, che fermentano in botti di rovere di Slavonia, dove maturano per 12 mesi. Un vino dai profumi di fiori d’acacia e mandorla fresca, seguite da richiami di tè verde e genziana ed una soffusa nota di fondo di radice di liquirizia. Riempie la bocca rotondo e materico, ma allo stesso tempo fresco e vivace, con una bella progressione di note amaricanti e sapide.

Vignai da Duline, Malvasia “Chioma Integrale” 2017
La cantina nasce nel 1997, quando Lorenzo Mocchiuti e Federica Magrini ereditano il meraviglioso vigneto Duline appartenuti al nonno Mario. Oggi l’azienda conta circa 19 ettari vitati, condotti in biodinamica, lasciando che la natura si esprima da sé, con l’ intervento umano ridotto al minimo. Chioma Integrale è una Malvasia Istriana le cui viti non vengono cimate, lasciando in tal modo tutta la parete vegetativa: ne deriva un vino che, nonostante gli 8 mesi in legno, possiede grande incisività e dinamismo. Una Malvasia dai profumi di mentuccia e lime, con profondi richiami iodati ed un sorso succoso e salino.

I Clivi, Galea Rosso 1998
La famiglia Zanusso fa vino da 1996, quando i Ferdinando, grande appassionato di vini francesi, decise di acquistare una piccola vigna a Brazzano di Cormons, nel cuore del Collio. Scelte precise e ponderate, come quella di affidarsi dalle prime vinificazioni ad un vicino di grande esperienza: Gaspare Buscemi. Don Chisciotte dell’enologia friulana e maestro del controllo ossidativo, Buscemi è stato fautore dei vini creati nella maniera più naturale possibile, in perfetta armonia con la terra, senza tempo e senza fretta, che si svelano lentamente. Esemplare questo Merlot, figlio della vigna Galea, ultimo fazzoletto di terra italiana prima del confine sloveno, profuma di terra umida e radici, di muschio e pietra bagnata, seguiti da un vivace tocco pepato. È un succo setoso dalla sensualità elegante, senza forzature né fronzoli. Di classe.

Due grandi professionisti sono stati guide di questo percorso tra Collio e Brda: Roberto Stella de L’Argine a Vencó e Michela Scarello de Agli Amici. Grazie!


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