Ripensare Montefalco con Lungarottti

Pubblicato in: Giro di vite

di Marina Betto

Poggio alle Vigne è l’agriturismo tra i vigneti di Rubesco a pochi minuti dal borgo di Torgiano dove si trova il Museo del Vino realizzato da Maria Grazia insieme a Giorgio Lungarotti (scomparso nel 1999), pioniere della viticoltura italiana, è l’uomo che ha posto l’Umbria nella cartina geografica del vino mondiale, credendo nel potenziale del Sagrantino e del Sangiovese umbro così diverso da quello toscano o romagnolo. Oggi sono le figlie di Maria Grazia cioè Teresa (una tra le prime donne enologo d’Italia) e Chiara (Amministratore delegato di Lungarotti) ad occuparsi dell’azienda insieme a Francesco e Gemma (figli di Teresa).

E’ dal Museo del Vino che può iniziare il viaggio alla scoperta di Lungarotti azienda che da più di 50 anni porta in alto il nome dell’Umbria vitivinicola. Questo Museo non è il museo dell’azienda ma del vino: MUVIT nasce nel 1974, un excursus dalle origini della viticoltura ai giorni nostri; vi si trovano esposti oltre 3000 manufatti etruschi, greci e romani, coppe rinascimentali, sculture moderne del XX sec. ma anche stampe, incisioni e disegni, ex libris, opere scientifiche sacre e profane, strumenti della viticoltura, fotografie che attestano la vita di campagna del secolo scorso, antichi filati e manufatti di oreficeria.

Il Museo è stato nominato dal New York Times il più bello d’Italia per la ricchezza delle collezioni esposte e aggiungerei per l’impegno profuso prima da Maria Grazia e oggi da Teresa nel tramandare una cultura millenaria come quella del vino, anche ai bambini, educandoli al bere consapevole. Il vino come cultura, come appartenenza ad un luogo e ad una regione è certamente la visione della famiglia Lungarotti che inizia a produrre vino dopo la seconda guerra mondiale e poi nel 1962 proponendo Rubesco e Torre di Giano, due etichette storiche che oggi hanno una nuova veste prodotte a Torgiano a cui si affiancano da poco i vini prodotti a Montefalco terra di Sagrantino nella tenuta Brancalupo.

Non più solo Torre di Giano Villa del Pino 2021, Bianco di Torgiano da uve Vermentino, Grechetto e Trebbiano, prodotto solo nelle migliori annate,
ci introduce in quelli che sono i bianchi dell’azienda ricchi di freschezza ma anche Trebbiano Spoletino 2024 prodotto nella tenuta Brancalupo, dove le varietà autoctone trovano valorizzazione.

Il Trebbiano Spoletino è uno dei vinibianchi di nicchia più apprezzati in questo momento in Italia per le sue caratteristiche di piacevolezza ed equilibrio.

Creata nel 2000 a Montefalco la tenuta Brancalupo con i suoi 16 ettari di vigneti esprime bene il processo di rinnovamento intrapreso nel 2024 dalla famiglia Lungarotti, ponendo l’accento sul vitigno iconico dell’Umbria cioè il Sagrantino, così difficile da domare con il suo tannino spiccato rendendolo un vino moderno, piacevole sin da subito senza snaturarne lo spirito.

Il nuovo corso della tenuta di Montefalco parte proprio dalla scelta del nome: Brancalupo che evoca sia l’animale caro a San Francesco (la Basilica di Assisi che si trova vicino a Montefalco merita una visita ora che ricorrono gli 800 anni dalla morte del Santo) sia il radicamento al territorio umbro dove i valori di attaccamento alla natura, alle radici è molto sentito. L’Umbria è terra di spiritualità e tradizioni a cui si intreccia anche il mondo del vino e il Sagrantino ha un’anima 100% umbra.

Il Montefalco Sagrantino DOCG 2021 Tenuta Brancalupo è un vino potente e longevo, complesso nei profumi che spaziano dai frutti rossi alle spezie all’astringenza ed eleganza della china. Il sorso è riverberato dalla freschezza su un substrato di tannino che non è mai ruvido ma piacevolmentesetoso e scorrevole. Il Lupo in etichetta rappresenta bene le qualità di questo vino, la sua appartenenza, il suo spirito, la nobiltà, la forza, la potenza e l’equilibrio.

A Bevagna il centro storico è ricco di botteghe artigiane, setifici, cartiere, cererie e spazi dove si lavora il cachemire oltre che le botteghe di norcineria. Qui gli antichi mestieri vengono riproposti durante un’antica rievocazione storica medievale, “Il Mercato delle Gaite” nato nel 1987 si svolge a fine giugno e consiste in una sfida tra quartieri dove si compete in gare di mercato, cucina, mestieri e tiro con l’arco, una delle rievocazioni storiche più autentiche d’Italia.

Vedere, toccare con mano cosa fanno gli artigiani ancora oggi ci fa entrare direttamente in un mondo rurale e manifatturiero la cui storia si tramanda ed è ancora viva. Questo il fascino dell’Umbria, dei vini Lungarotti che non solo sono espressione di un territorio ma che si fanno essi stessi portavoce della cultura del luogo da tempo e nel tempo. Il vino a Tenuta Brancalupo non si beve soltanto, si vive con autenticità tramite esperienze di degustazione, turistiche e di viaggio.

Tenuta Brancalupo – Loc. Turrita di Montefalco (PG).
Tenute Lungarotti di Torgiano – Viale Giorgio Lungarotti 2, Torgiano (PG)


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