Salumi e prosciutto cotto cancerogeni? Vero ma non entrate nel panico

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Massimo Di Maio, direttore di Oncologia Medica alle Molinette e Presidente Aiom: il vero pericolo è il consumo abituale e quotidiano

di Marco Contursi

E’ di questi giorni la notizia, riportata da diversi giornali, che il prosciutto cotto fa venire il cancro. Così almeno titolano a caratteri cubitali diverse testate di informazione. Ma è davvero così?

Ne parliamo col Professor Massimo Di Maio, Direttore dell’Oncologia Medica Universitaria dell’Ospedale Molinette e Presidente AIOM ( Associazione Italiana di Oncologia Medica), un luminare della Oncologia, nonché atleta appassionato di ciclismo, che ha percorso in bicicletta da Torino a Sorrento per raccogliere fondi per la ricerca oncologica.

Professore i giornali in questi giorni titolano “il prosciutto cotto fa venire il cancro”, ma è il caso di essere così allarmistici?

L’allarmismo non è mai utile, quello che è utile è un’informazione scientifica corretta. Il fatto che ci sia un’associazione tra il consumo abituale di prosciutto cotto (e più in generale le carni lavorate e processate) e un incremento del rischio di sviluppare alcuni tumori (in particolare tumori del tubo digerente) non è una notizia di questi giorni, ma di vari anni fa. E’ nel 2015, infatti, che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha incluso le carni processate nella lista dei cancerogeni certi (il cosiddetto “gruppo 1”). Essere in quella lista non vuol dire che questi cibi siano veleno, o che il rischio sia paragonabile, in assoluto, a quello di altri cancerogeni come ad esempio il fumo o l’alcol. Vuol dire però che le evidenze scientifiche che dimostrano un incremento significativo del rischio sono affidabili. Di conseguenza, è importante che la popolazione sappia che un consumo abituale di salumi e carni processate non fa bene alla salute. Viceversa, non è utile mandare nel panico le persone se stanno consumando, saltuariamente, una fetta di prosciutto: non fa bene, è giusto ribadirlo, ma l’incremento del rischio oncologico per dosi basse e soprattutto non abituali (una volta a settimana, magari incrementando il consumo di verdura e frutta che contengono antiossidanti) è modesto. Il fumo e l’alcol (anche questi cancerogeni certi) fanno molti più danni.

L’OMS ha incluso le carni processate (salumi) tra gli alimenti che favoriscono alcune forme di cancro a causa del contenuto di nitriti e nitrati, ma quindi i salumi che non ne contengono, ad esempio il prosciutto crudo di Parma o i salami fatti in casa possono dirsi esenti da questa problematica?

Come detto, ci sono studi scientifici affidabili che hanno portato a inserire le carni processate nella lista degli alimenti che favoriscono l’insorgenza di tumori. Questi studi non riguardavano solo il prosciutto cotto, ma anche gli altri salumi. E’ sicuramente vero che nitriti e nitrati sono stati chiamati in causa, a causa delle trasformazioni in sostanze cancerogene che questi conservanti possono subire nel nostro corpo. Ma in realtà le carni, le carni rosse in particolare, sono associate a un rischio oncologico indipendentemente dall’aggiunta dei nitriti e nitrati. Vale quindi quanto detto sopra per il prosciutto cotto: se il consumo è saltuario e la quantità modesta, l’aumento del rischio è altrettanto modesto. Certamente, non potrebbe essere definita dieta sana una dieta che prevede salumi e insaccati tutti i giorni, anche perché probabilmente questo (oltre a far male di per sé) sarebbe associato a un consumo non sufficiente di frutta e verdura, che invece contengono sostanze importanti per la nostra salute.

Quanto un corretto stile di vita sia alimentare che non (sport ecc) incide positivamente sul rischio oncologico ?

Lo stile di vita è fondamentale. Si calcola che, con uno stile di vita ottimale, fino al 30-40% dei tumori potrebbero essere evitati. Non tutti, ovviamente, ma una percentuale notevole. Stile di vita ottimale vuol dire non solo alimentazione corretta, ma anche non fumare, non bere alcol, fare attività fisica regolare e non essere in sovrappeso. Le statistiche italiane ci dicono purtroppo che la situazione nel nostro paese non è ottimale: il 35% della popolazione non pratica mai alcuna forma di sport o di attività fisica. In totale, i sedentari ammontano a oltre 20 milioni e 600 mila uomini e donne d’ogni fascia d’età. Un dato che preoccupa gli oncologi italiani, dal momento che è dimostrata l’associazione tra sedentarietà e tumori. Fare regolarmente attività fisica regolare infatti riduce del 31% il rischio di morte da cancro. Le neoplasie più influenzate dallo scarso movimento sono quelle al seno, vescica, colon, endometrio, esofago, rene e stomaco. Penso che sugli stili di vita l’esempio sia importante, io per primo pratico sport in modo regolare, ne parlo con i miei pazienti e i loro familiari e posto sui social le foto delle mie pedalate in bicicletta, per far vedere a tutti quanto sia bello, oltre che importante per la salute, fare sport all’aria aperta.

Non esistono cibi magici

Professore, quali alimenti possiamo consigliare di consumare che apportano benefici in tema di prevenzione oncologica?

L’alimentazione è fondamentale: non esistono cibi magici, il segreto per la prevenzione è una dieta equilibrata, ispirata ai principi della dieta mediterranea: semaforo verde per frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Moderazione nel consumo di latticini e pesce; evitare eccessivo consumo di carne; meglio l’olio extravergine d’oliva rispetto ai grassi animali.

Professore infatti nel gruppo dei cancerogeni certi troviamo anche fumo e alcol, può dirci qualcosa a proposito di queste due sostanze?

Sia il fumo che l’alcol sono assolutamente dannosi. Per quanto riguarda il fumo, sono ancora tanti gli italiani che fumano, anche giovani. E’ importante ricordare che i prodotti di nuova generazione (sigarette elettroniche, tabacco riscaldato etc) non sono sicuri. Fanno male anche perché, pur nascendo come prodotti per smettere di fumare, in realtà non sono efficaci da questo punto di vista, anzi spesso molti giovani si avvicinano al fumo attraverso questi prodotti. Il fumo è associato al rischio di sviluppare tumore del polmone ma anche altri tipi di tumore (ad esempio rene, vescica, pancreas), oltre a provocare danni cardiovascolari e respiratori. Per quanto riguarda l’alcol, anch’esso purtroppo è sicuramente associato a un aumento del rischio oncologico, non solo di tumore al fegato ma anche di altri tumori (ad esempio il tumore al seno). E’ importante che le persone lo sappiano, perché nella nostra società l’alcol è associato anche a un uso “sociale” molto diffuso (aperitivi, party ecc), quindi è bene che tutti siano consapevoli dei rischi che comporta per la salute. Ma mentre a chi mi chiede del fumo posso dire di non aver mai fumato una sigaretta in vita mia, se mi si chiede dell’alcol devo essere sincero e dire che non bevo alcol a casa, ma mi concedo un calice di vino buono quando ceno in compagnia fuori casa… è importante però dire che l’alcol è dannoso per la salute, con un danno proporzionale alla quantità consumata.


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