Aglianicone nel Cilento, degustazione a Pioppi

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Degustazione Aglianicone

di Enrico Malgi

A piccoli ma spediti passi l’Aglianicone cilentano sta continuando nella sua piena affermazione. A tutto quello che già si sapeva in merito alla minimale coltivazione (appena trenta ettari vitati in tutta la provincia, appartenenti ad una dozzina di piccoli viticoltori) all’interno degli areali del Cilento e degli Alburni, recentemente si è aggiunto un altro importante tassello per la sua esponenziale crescita. Daa prima della riforma Ocm del 2009 l’Aglianicone è stato inserito come vino rosso territoriale nella Dop Castel San Lorenzo. La degustazione è stata organizzata dal Consorzio Vita Salernum Vites del Presidente Andrea Ferraioli e dei vicepresidenti Mario Mazzitelli e Luigi Maffini e dall’Associazione Terre dell’Aglianicone presieduta da Ciro Macellaro.

La degustazione di Aglianicone di cinque aziende salernitane si è tenuta a Palazzo Vinciprova di Pioppi alla presenza di un folto numero di appassionati, condotta dalla giornalista enogastronomica Chiara Giorleo. Presenti i relatori Ciro Macellaro Presidente Associazione Terre dell’Aglianicone, Luigi Maffini vicepresidente CVSV, l’enologo Sergio Pappalardo, il Direttore marketing Fertenia Valerio Conza ed il Direttore del Museo della Dieta Mediterranea di Pioppi Valerio Calabrese.

Degustazione rigorosamente alla cieca (soltanto dopo ho scoperto le cinque etichette tutte biologiche), che ha visto in prima istanza la presentazione dell’etichetta Indigeno Aglianicone Rosso Castel San Lorenzo Dop 2017 dell’azienda Cardosa. Acciaio e vetro.

Nel bicchiere scruto un colore rosso rubino giovane e venato di violaceo, ma comunque vivace e splendente. Canonici i risvolti fruttati di marasca, sottobosco e prugna. Proposizioni di cenere, humus, liquirizia e vegetali. Bocca pungente e sensitiva, che regala un sorso segnato da buona alcolicità, discreta acidità e da un tannino giovane e coinvolgente. Nel lungo finale ritorna prepotentemente la percezione fruttata, che dona al palato gioia e benessere.

C’era Una Volta Aglianicone Rosso Castel San Lorenzo Dop 2016. Azienda Gasparro. Maturazione in acciaio e vetro.

Veste cromatica concentrata di un rosso scuro e screziato di porpora. Bouquet che detta i tempi come un metronomo di sicuro affidamento. Profumi di frutta fresca di ciliegia, ribes e lampone. Donazione speziata di ottima rilevanza. Indiscussa florealità di rosso vestita. In bocca fa il suo ingresso un sorso materico, asciutto, generoso, goloso, teso, fruttato, composito e rustico. Cadenze liquiriziose e cioccolatose. Retroaroama caldo e persistente.

Buxento Aglianicone Rosso Paestum Igp 2016. Azienda Mario Donnabella. Briciole di Aglianico. Lavorazione in acciaio ed anfora.

Rubineggiante il luminoso colore, con palpiti purpurei. Naso piccante e fruttato. Credenziali di ottima florealità, in cui prevale la rosa canina. Pregevoli profumi balsamici e mentolati. Sorso connotato dall’elevata alcolicità e da un ficcante approccio palatale. Bocca rustica, ma gradevole ed ottimamente equilibrata. Chiusura di lunga durata.

Quercus Aglianicone Rosso Colli di Salerno Igp 2016. Tenuta Macellaro. Solo acciaio e vetro.

Colore rubino lampeggiante, striato di porpora. Solido l’impianto olfattivo, sfaccettato, voluttuoso e segnato da ghirigori di nitide sensazioni di frutta a go-go particolarmente gelso rosso, more e ribes. E poi effluvi floreali di violetta. Bocca larga e propositiva, che accoglie un sorso sapido, minerale, abbastanza morbido. Sorso comunque gradevole e tagliente. Nel retroaroma ritorna l’ottimo fruttato ed il marker pepato, quasi amaricante.

Alburno Aglianicone Rosso Paestum Igp 2015. Tenuta del Fasanella. Lavorazione in acciaio e vetro.

Molto carico e conturbante il colore rosso rubino. Zaffata di spirito al naso. Netta sensazione di penetranti marcatori di sottobosco e di frutta rossa. Aspirazione olfattiva pungentemente pepata. In bocca risalta il solito tannino, come filo conduttore di tutte le bottiglie assaggiate, che cerca di legare la bocca. Ma per bilanciare la beva, il sorso si dimostra armonico e duttile. Vino in piena fase di spinta. Appagante il finale.

In conclusione l’Aglianicone si dimostra un vitigno territoriale tipico, strutturato, molto particolare ed ancora da sperimentare una maggiore armonia. Longevità tutta ancora da scoprire. In ogni caso il futuro appare abbastanza roseo. Ed allora avanti così.

 

Vino Aglianicone Cilento


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