
Il vino dell’estate di questa settimana è un rosato ottenuto da uve aglianico e piedirosso coltivate a Raito, la frazione di Vietri sul Mare alle prime curve della Costiera Amalfitana. Un vino e la storia di una passione che fatto cambiare vita a Patrizia Malanga.
Ma prima di raccontarla parliamo un momento del rosato, un trend che, come le bollicine, riesce ad arginare il momento difficile per i consumi del vino e il motivo è molto semplice: se mettete in una tavolata di amici o di familiari una bottiglia di rosso, una di bianco e una, appunto, di rosato, è sempre questa quella che finisce per prima. Eppure i produttori italiani, con le dovute eccezioni, hanno sempre snobbato questa tipologia, ritenuta, a torto, la Cenerentola dei propri cataloghi.
Ma torniamo a Patria e alla sua proprietà di due ettari che erano incolti ma in una posizione stupenda, alle spalle di Villa Guariglia dove si riunì il primo governo provvisorio dell’Italia liberata dai nazi-fascisti. Oggi è un giardino di viti e olivi annunciato dalle boungaville dei primi chilometri della Costiera, ad appena due chilometri dall’uscita autostradale di Vietri.
“La mia è una storia recente! Non nasce da una tradizione di famiglia ma semplicemente dall’amore per la natura.
Il primo contatto con il mondo della viticoltura risale al 2001 quando mi ritrovai a gestire un terreno semi-abbandonato di oltre 2 ettari. Rimboccatami le maniche, cominciai a studiare e a lavorare in prima persona per bonificare l’area nel pieno rispetto dell’ambiente e del paesaggio convincendomi sempre più della necessità di dover dare un senso a tutto il lavoro che stavo svolgendo e soprattutto di condividere il mio progetto con altre persone. Nel 2007 l’imbottigliamento del mio primo vino: Ragis rosso, un blend di uve Aglianico e Piedirosso, e dal 2011 il Vitamenia rosato, entrambi vini biologici”.
I primi anni non sono stati certo facili per Patrizia perché quando si inizia a produrre vino tutto sembra bello e facile, poi ci si scontra con la realtà del mercato, l’eterna lotta sul prezzo con i ristoratori, l’eccesso e la varietà di offerta, i ritardi nei pagamenti e tante altre cose che rivelano una verità alla quale all’inizio nessuno pensa: non basta fare un buon prodotto.
Poi la svolta, la decisione di proporre l’esperienza, l’azienda, la bellezza del paesaggio verticale di questa piccola e intima frazione appollaiata sulle rocce a picco sul mare, ed è cpsì che Patrizia svolta, puntando sull’accoglienza e la infinita bellezza di questi luoghi ricchi di storia che affascinano i turisti italiani e stranieri.
Le Vigne di Raito, questo il nome della cantina, è dal primo minuto in conduzione biologica certificata, immersa in una vegetazione tipica della macchia mediterranea, caratterizzata dalla presenza di limoneti, olivi secolari, melograni, boschi di corbezzoli, ecc. nonché luogo di rifugio della ricchissima microfauna presente nella zona.
Le viti vengono coltivate su terrazzamenti, tipici della costiera amalfitana, delimitati dalle cosiddette “macere” termine con il quale, da queste parti, si è soliti indicare i muri verticali di contenimento, realizzati allo scopo di favorire il pieno utilizzo dei terreni sovrastanti.
Le difficoltà di accesso a questi fazzoletti strappati alla roccia nel corso del tempo, costringono a lavorazioni esclusivamente manuali.
I vigneti, ricadenti nell’area D.O.C. “Costa d’Amalfi”, vengono allevati a guyot e a pergola con una densità di 3500 piante per ettaro.
Da alcuni anni a questa parte, l’azienda si è dedicata all’attività enoturistica, svolgendo visite guidate (wine tour), fruite quasi esclusivamente da una clientela estera, che immergono gli ospiti nella tradizione, nella storia e nei sapori tradizionali della costa d’Amalfi attraverso un percorso esperienziale studiato all’uopo. In questo contesto si inserisce anche il tracciato botanico, che dà contezza della ricca vegetazione presente in azienda. E’ anche in preparazione la realizzazione di un piccolo museo diffuso esponente opere di artisti vari.
Vitamenia, il vino dell’estate di questa settimana, ha un colore rosa cerasuolo molto intenso per essere ordinariamente definito un rosato. Profuma di macchia mediterranea, di frutti neri, spezie e iodio, ricordando all’olfatto la bellezza dei vigneti che si affacciano sullo splendido golfo di Salerno, dove la brezza marina incontra il calore del sole. Potete berlo su qualsiasi cosa vi piaccia, ma soprattutto con le persone che vi fanno stare bene. E’ il migliore abbiunamento per ogni vino.
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