A Linguaglossa Barone Pasticcieri: paste di nocciole e biscotti antenati dei Plasmon

Pubblicato in: Pasticcerie e Gelaterie

di Carmen Autuori

“A Linguaglossa sulo ci sù st’autri ducizzi”. Recita così la locandina pubblicitaria d’antan orgogliosamente in bella mostra sul banco in legno massiccio, lo stesso dal 1939, e magnifiche maioliche siciliane di Barone Pasticcieri a Linglaglossa.

La particolarità dei “ducizzi”, termine che in siciliano identifica tutto ciò che è dolce, da quasi mezzo secolo prodotto identitario della storica pasticceria alle falde dell’Etna, è quella di essere preparati con la pasta di nocciole. Nel resto del mondo per pasta di nocciole s’intende una crema spalmabile, con o senza cioccolato, qui, invece, indica una specialità preziosa e inconfondibile, nata esclusivamente per valorizzare la nocciola etnea.

È proprio questa varietà autoctona a essere coltivata a Linguaglossa, Castiglione, Sant’Alfio e negli altri borghi del versante orientale dell’Etna. Emigrata dai Nebrodi alla fine del Settecento, dove si era diffusa già in epoca saracena, la nocciola etnea ha trovato in questo areale il suo ambiente ideale, diventando nel corso dei secoli uno degli elementi trainanti dell’economia agricola locale, insieme ai vitigni di Nerello mascalese e Carricante – siamo nella zona dell’Etna Doc- e agli agrumi, da sempre prodotti identitari di questo territorio.

La pasticceria, fondata nel 1939 da Ignazio Barone e due dei sette fratelli, conserva inalterato il fascino retrò delle “dolcerie” del secolo scorso. Il locale si inserisce armoniosamente nel centro storico di Linguaglossa, a pochi passi dalla chiesa madre dedicata alla Madonna delle Grazie, circondato da palazzi con imponenti facciate in pietra lavica e deliziosi balconi in ferro battuto, la cui prepotente bellezza non è stata scalfita né dal tempo, né, complice lo spopolamento, dall’incuria.

Ignazio aveva imparato l’arte nella vicina Jonia (ora Riposto), da “Donna Susanna”, grande maestra pasticcera della zona jonico – etnea. Tornato a Linguaglossa, decise di mettere a frutto l’esperienza acquisita, aprendo una pasticceria che sarebbe diventata presto un punto di riferimento per la comunità e i paesi limitrofi. Ad affiancarlo il fratello Mario che, dopo alterne vicende, diventò il proprietario del locale.

Oggi a guidare questo presidio di tradizione fondato su una solida storia di famiglia, che proprio in questi giorni ha festeggiato il novantesimo compleanno, c’è la figlia Rosaria al banco con il marito Nino Berizia in laboratorio e i figli Oriana e Simone.

<< Grazie alla nocciola, a Linguaglossa molti agricoltori hanno fatto studiare i figli e hanno comprato le case a Catania – racconta Nino Berizia -, questo per dire quanto sia stata fonte di ricchezza per il territorio. La grande intuizione di mio suocero negli anni Settanta si è rivelata vincente, non solo per costruire un forte identità della pasticceria che, a dire il vero, si è sempre distinta per la produzione di dolci tradizionali siciliani, ma anche per dare impulso all’economia locale.

La nocciola etnea si caratterizza per il gusto più deciso rispetto ad altre varietà, non troppo oleosa, con note leggermente tostate, dolci ma non stucchevoli. Chiaramente ad influire sulle sue caratteristiche è il suolo vulcanico ricco di minerali e ben drenato, il risultato è un frutto profumato, dal gusto intenso che esprime al meglio le caratteristiche di un suolo brullo, ma estremamente fertile. E poi, mi piace precisare, che tutto ciò che cresce su una terra difficile regala frutti magnifici. Non voglio peccare di presunzione affermando che la nostra sia la migliore nocciola al mondo, ma sicuramente quella più adatta per i nostri dolci>>.

Effettivamente le paste di nocciola di Barone Pasticceri si presentano al palato come un dolce di grande equilibrio, nonostante l’importante presenza di zucchero e miele, proprio per le caratteristiche intrinseche dell’ingrediente principale. Straordinariamente persistente il gusto di tostato che rimanda a un’ottima qualità di caffè.

Il dolce è nato ufficialmente il 14 ottobre del 1978, dopo anni di sperimentazioni di Mario Barone, in occasione della nascita del primo nipote Simone.

Il frutto è protagonista anche dei torroncini — croccanti di nocciola e miele ricoperti di cioccolato fondente — e dei Baronetti. Questi ultimi sono praline di cioccolato – sia fondente che al latte – e granella che, nella forma, ricordano i Baci Perugina, ma nella sostanza risultano molto più essenziali: un composto di soli due ingredienti, lavorati rigorosamente a mano, anzi “con i rebbi della forchetta”, come precisa Nino.

Dal laboratorio esce naturalmente anche la pasta di mandorle, realizzata a regola d’arte, sia nella versione classica sia in quella aromatizzata all’arancia. Nel periodo pasquale, l’agnello di pasta reale — un tempo dono simbolico che accompagnava l’anello di fidanzamento o altri gioielli destinati alle future spose — racconta tradizioni diffuse in tutta la Sicilia, al pari della frutta martorana e dei cannoli.

A questa produzione si affiancano dei particolarissimi e antichi biscotti, un tempo destinati allo svezzamento di generazioni di bambini: una sorta di antesignani dei Plasmon, ma più semplici e genuini, perché preparati con meno zucchero e ingredienti essenziali come uova e farina, con la pasta madre come unico agente lievitante. La loro caratteristica principale è che, una volta freddi, si polverizzano completamente se schiacciati, risultando così ideali da sciogliere nel latte del biberon.

Tutta la produzione resta rigorosamente artigianale, affidata alla maestria di Nino, che continua a portare avanti la filosofia che da sempre contraddistingue i Barone: una produzione limitata nelle quantità, proprio per garantirne l’eccellenza.

Oggi, accanto ai genitori, c’è anche Oriana, presente al banco insieme alla madre, segno di una continuità familiare che guarda al futuro. Tra i progetti della pasticceria vi è infatti quello di ampliare la conoscenza e la diffusione dei propri prodotti anche al di fuori di Linguaglossa, attraverso collaborazioni con importanti cantine del territorio inserite nei circuiti dell’enoturismo e con selezionate gastronomie fuori regione.

Barone Pasticcieri
Via Guglielmo Marconi, 62
95015 Linguaglossa (CT)
Tel. 095 643156
Chiuso il martedì  


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